“Scuola Attiva Infanzia”, il Coni Frosinone scommette sul gioco

Il delegato provinciale Emanuele De Vita rilancia l’iniziativa promossa da Sport e Salute per portare attività motoria strutturata nelle scuole dell’infanzia della provincia di Frosinone. Un progetto che parla di futuro, educazione e prevenzione, con i Tutor Motori al centro di un percorso dove il movimento diventa palestra di vita e antidoto alla violenza.

C’è un progetto che parla di bambini, di movimento e di futuro. Si chiama “Scuola Attiva Infanzia” ed è l’iniziativa nazionale promossa da Sport e Salute S.p.A. che punta a portare il gioco motorio, la socializzazione e l’educazione al movimento nelle scuole dell’infanzia di tutta Italia. Anche nella Provincia di Frosinone le scuole potranno aderire fino al 25 novembre 2025.

Il programma non è solo una serie di attività fisiche: è un vero e proprio laboratorio di crescita. Attraverso giochi guidati e momenti di movimento strutturato, i bambini imparano a conoscere il proprio corpo, a rispettare i compagni, a sviluppare capacità cognitive e relazionali. In poche parole: imparano che il gioco e lo sport non sono solo divertimento ma strumenti di educazione e di vita.

Deterrente alla violenza

(Foto © DepositPhotos.com)

Ed è proprio questo aspetto educativo che rende il progetto così importante: lo sport come deterrente alla violenza. I primi anni di vita sono quelli in cui si formano le basi del rispetto reciproco, dell’autocontrollo e della gestione delle emozioni. Attività motorie strutturate insegnano ai bambini che la competizione può essere sana, che le regole servono a proteggere tutti e che il confronto con gli altri può avvenire senza aggressività.

«Scuola Attiva Infanzia è molto più di un progetto sportivo – spiega Emanuele De Vita, delegato CONI per la provincia di Frosinone : è un investimento educativo. Portare il gioco motorio nelle scuole dell’infanzia significa seminare rispetto, socialità e consapevolezza già dai primi anni di vita. Lo sport, a questa età, non forma solo il corpo ma anche la mente e il carattere».

Ora sarà importante partecipare: tocca alle scuole. «Siamo orgogliosi – prosegue De Vita – che anche nella provincia di Frosinone le scuole possano aderire a questo progetto. È un’occasione per riaffermare il valore educativo dello sport, in un momento storico in cui la formazione emotiva e relazionale dei bambini è più che mai fondamentale».

I tutor motori

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Un ruolo chiave nel progetto è affidato ai Tutor Motori, professionisti del settore sportivo e laureati in Scienze Motorie, che affiancheranno le scuole nella realizzazione delle attività. Per loro c’è tempo fino al 3 dicembre 2025 per presentare la candidatura. Sono figure fondamentali: non solo istruttori, ma veri e propri educatori che, attraverso il movimento, trasmettono valori di collaborazione, rispetto e responsabilità. «Il ruolo dei Tutor Motori – dice il delegato provinciale Coni – sarà centrale: parliamo di professionisti capaci di coniugare la competenza tecnica con una sensibilità educativa. Figure chiave, che accompagneranno i più piccoli in un percorso di crescita armonica, basato sul rispetto delle regole e sull’inclusione

L’intolleranza, la difficoltà a relazionarsi, sta colpendo anche tra i più giovani: per questo iniziative come “Scuola Attiva Infanzia” ricordano che la prevenzione parte dalla base. Dal sorriso di un bambino che impara a cadere e rialzarsi giocando, dalla scoperta del proprio corpo, dalla capacità di condividere uno spazio e un momento con gli altri. «Educare al movimento è educare alla convivenza civile. Lo sport, praticato fin da piccoli, insegna la gestione delle emozioni, il valore della sconfitta e la bellezza del confronto leale. È da qui che si costruisce una società più sana, dentro e fuori il campo» dice Emanuele De Vita.

Il Coni c’è

Emanuele De Vita

«Come CONI Frosinone, sosterremo con convinzione questo programma. Invitiamo tutte le scuole dell’infanzia del territorio ad aderire: è un modo concreto per costruire il futuro, un passo alla volta, un gioco alla volta» conclude il Delegato.

Lo sport nelle scuole dell’infanzia non è un optional: è una palestra di vita. È qui che si costruiscono le competenze emotive e sociali che, domani, faranno la differenza. Ed è per questo che programmi come questo meritano attenzione, adesione e sostegno. Perché educare al movimento significa educare alla vita, alla socialità e alla pace.