Sedici anni fa il trionfo di Melfi. Nasce il modello – Frosinone

Il 9 maggio del 2004 i canarini vincono in Lucania e volano in serie C1. Inizia l'éra del presidente Maurizio Stirpe che trasforma la società giallazzurra in una macchina quasi perfetta. La squadra canarina raggiunge risultati impensabili come le due promozioni in serie A. Ma il grande salto di qualità arriva nel 2017 con l'inaugurazione del nuovo stadio, costruito dalla società in compartecipazione con il Comune. Sui social il ricordo di una giornata memorabile.

Alessandro Salines

Lo sport come passione

Se un dipinto può rappresentare un istante, una foto è quell’istante“: la citazione è del maestro Stefano Chiacchiarini. La foto, scattata allo stadio “Arturo Valerio” di Melfi 16 anni fa esatti e postata oggi sui canali social del Frosinone, ritrae il presidente Maurizio Stirpe portato in trionfo dai tifosi. In quell’istante nasce un sogno, un miracolo sportivo. Qualcosa d’impensabile in una terra in perenne affanno. Nasce un modello. Nasce il Frosinone di Maurizio Stirpe, imprenditore di larghe vedute che trasforma un club per anni traballante in una “macchina” quasi perfetta. Il Frosinone della serie A, del nuovo stadio e di tanti altri progetti. Il Frosinone che scrive la storia e conquista cinque promozioni in poco meno di tre lustri. Nasce un esempio virtuoso di calcio di provincia, ammirato e perché no imitato da più parti. È uno stile. Lo stile Frosinone

9 maggio 2004, inizia la grande scalata

Il bomber Ciro De Cesare, oggi allenatore del Castel San Giorgio

Sedici anni fa in un caldo pomeriggio lucano, a Melfi, il Frosinone posa la prima pietra di quello che diventerà un capolavoro sportivo. I canarini infatti sbancano lo stadio “Arturo Valerio” grazie ad una prodezza del bomber Ciro De Cesare e dopo 17 anni ritornano in serie C1.

È l’ultima giornata di campionato e la promozione arriva al termine di un avvincente duello con il Brindisi che cede la vetta proprio sul fotofinish grazie al pari contro l’Igea Virtus. Il Frosinone conquista la C1 ma soprattutto acquisisce la consapevolezza di poter ambire a competere nel calcio che conta.  

I tifosi giallazzurri sono in visibilio. A Melfi sono più di mille. Ma tutta Frosinone trattiene il fiato. La città si ferma e resta incollata alla radio dove i cronisti Roberto Monforte e Marco De Marchis raccontano con grande passione e trasporto la partita più attesa.

Alla fine la festa travolge la città. Dieci mila sostenitori invadono Stadio Comunale per aspettare il ritorno della squadra e regalarle il giusto tributo di gloria.

La società celebra l’anniversario della vittoria

La partita ricostruita alla Playstation con la cronaca di Roberto Monforte

II Frosinone ha voluto ricordare la partita di Melfi sui suoi canali social come instagram, facebook e twitter tradotti in diverse lingue. Oltre alla foto del presidente Maurizio Stirpe portato in trionfo alla fine della gara, è stato postato un video di Daniele Arrigoni.

Il tecnico della promozione ha ricordato quella stagione e in particolare il match di Melfi. La chicca è stata comunque la partita riproposta in versione playstation con la telecronaca dello stesso Roberto Monforte.

Abbiamo deciso di rivivere Melfi-Frosinone in maniera alternativa, più moderna, ma allo stesso modo più vicina all’originale“, si legge nel post.    

Inizia l’éra-Stirpe

È il primo successo di Maurizio Stirpe, diventato presidente ad inizio stagione. L’imprenditore ciociaro viaggia sulle orme del papà Benito e dello zio Roberto che negli anni ’60 avevano tenuto le redini della società giallazzurra. Al suo fianco ci sono il costruttore Arnaldo Zeppieri e il banchiere Giuseppe Zeppieri, due di quei quattro soci che un anno prima erano entrati nella compagine societaria accanto a Rosettano Navarra.

Con Maurizio Stirpe al timone c’è la svolta. Il club finalmente si struttura come un’azienda. Insomma non s’improvvisa più ma si programma tutto. Viene rifondato il settore giovanile, si comincia a parlare di nuovo stadio.  

A capo dell’area sportiva arriva Enrico Graziani, un direttore sportivo vecchio stampo ma con idee moderne. Il manager costruisce una squadra di qualità e carattere, affidandosi ad un gruppo di giocatori fidati con i quali aveva vinto il campionato a Pesaro e a Teramo. Graziani sarà fondamentale nella crescita del Frosinone. Non solo formidabile uomo-mercato ma anche dirigente a tutto tondo e anello di congiunzione tra la proprietà e il resto del club.

Otto anni importanti nella storia del Frosinone. In panchina invece comincia Francesco Giorgini ma la squadra stenta ed alla decima giornata viene sostituito da Daniele Arrigoni. Il tecnico romagnolo dà la sterzata e trascina i canarini fino alla promozione grazie soprattutto alla miglior difesa del girone (17 gol subiti in 34 gare). 

Daniele Arrigoni oggi nel video per il Frosinone

Quell’anno fu straordinario – ha detto Arrigoni in un video pubblicato sui social della società – La squadra fu protagonista di una cavalcata fantastica fino alla promozione. Allenavo una rosa fortissima e ciò fece la differenza. E poi l’atteggiamento della società fu sempre positivo. Ricordo che dopo una sconfitta nelle ultime giornate la dirigenza ci incoraggiò senza fare polemiche. Quello fu un gesto fondamentale. A Melfi comunque la mossa vincente fu tenere De Cesare in panchina per poi schierarlo nella ripresa. Faceva molto caldo e pensavo che un giocatore con le sue qualità potesse essere decisivo in corsa. E così è stato“.  

L’ascesa continua fino alla serie A

Il primo passo è compiuto. Sedici anni fa esatti. Il Frosinone però non vuole fermarsi alla serie C1 che pure in quegli anni rappresenta un palcoscenico importante.

Il presidente Maurizio Stirpe ha in testa un progetto ambizioso, spinto anche dalla passione del papà Benito, il primo a pronunciare la parola serie A in tempi non sospetti.

E così, dopo un anno di assestamento in C1 con tanto di playoff, il Frosinone nel 2006 scrive un’altra pagina di storia. Ancora più bella ed importante. Per la prima volta sbarca in serie B dopo aver vinto gli spareggi contro il Grosseto di un certo Max Allegri. A guidare i giallazzurri Ivo Iaconi, tecnico concreto e vincente, ennesima scelta azzeccata di Graziani.

Il primo campionato cadetto è una sorta di prova generale per la serie A. Tra le avversarie infatti ci sono Juve, Napoli, Genoa e Bologna.

Il Frosinone gioca cinque campionati di fila in serie B. Nel 2011 retrocede ma Stirpe sa attutire il colpo. Non molla un centimetro come forse avrebbero fatto altri. Ed anzi rilancia. Nel giro di due stagioni infatti i giallazzurri bruciano le tappe e con una memorabile doppia promozione volano per la prima volta in serie A (poi riconquistata nel 2018). Un traguardo incredibile.

Ernesto Salvini

Nel frattempo in società diventa centrale il ruolo di Ernesto Salvini che da responsabile del settore giovanile viene promosso a direttore generale. Una scelta vincente perché il dirigente romano sa coniugare benissimo competenza, abnegazione ed umanità. Salvini scommette su Roberto Stellone come allenatore e punta sul direttore sportivo Marco Giannitti (vicino in queste ore alla Spal).

Anche il vivaio continua a crescere e gli scudetti della Berretti e degli Allievi nel 2012 sono la ciliegina sulla torta.    

Tredici anni dopo lo stadio nuovo

A Melfi come detto il primo passo del Frosinone di Maurizio Stirpe. Tredici anni dopo si chiude il cerchio e si apre un nuovo capitolo. Il patron giallazzurro infatti riesce a coronare un sogno che pian piano è diventato un progetto concreto.

Lo stadio B. Stirpe la notte dell’inaugurazione

Il 28 settembre del 2017 infatti s’inaugura il nuovo stadio, intitolato a Benito Stirpe, realizzato dalla società giallazzurra in compartecipazione con il Comune. Un impianto di ultima generazione preso ad esempio addirittura in Europa. “Lo stadio è stato concepito per lasciare qualcosa al territorio. E’ stato fatto per i tifosi che poi sono i veri proprietari di quest’impianto. Noi siamo amministratori pro-tempore. I tifosi restano“, sono le parole di Stirpe riportate sulla pagina di Wikipedia dedicata allo stadio. È il grande salto di qualità della società.

L’anno prima il Frosinone aveva anche aperto il suo centro sportivo a Ferentino, dove i canarini s’allenano. La “casa” delle giovanili tra l’altro.

Ma non finisce qui. Presto partiranno i lavori del village che sorgerà vicino allo “Stirpe” e sono in programma altre iniziative. Mentre la società continua a crescere puntando forte sul marketing, sulla comunicazione e sul mondo social grazie all’innesto del direttore Salvatore Gualtieri.

Ora il coronavirus a mettere i bastoni tra le ruote. Ma il Frosinone saprà tirare fuori gli anticorpi giusti per non vanificare una fantastica storia cominciata in quell’istante di 16 anni fa e che ancora deve scrivere tante belle pagine.                

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