Settore giovanile, “perché ‘sta Primavera a te me fa pensà…”

[L'INCHIESTA] Viaggio nel mondo del "vivaio" del Frosinone tra la strana stagione della Primavera (da playoff a cenerentola in 45'), la necessità di puntare sulla linea verde come asset societario e le "speranze" in rampa di lancio. Le parole del presidente Maurizio Stirpe a Dazn sono più che un manifesto

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Perché ‘sta Primavera a te me fa pensà…”, parole e musica sono del grande e indimenticato Pino Daniele. E rimarranno scolpite in eterno nella roccia. Calcio e amore vanno solitamente a braccetto. Ma molto meno poeticamente e più prosaicamente è un’altra Primavera che “a te me fa pensà…”. Ed è quella del Frosinone che viaggia attualmente al penultimo posto del massimo campionato della categoria giovanile. Reduce dal pareggio casalingo con il Napoli che ha raggiunto i canarini di Daniele Cinelli in rimonta.

Retrocedono le ultime due, spareggiano per il terzo posto in Primavera 2 terz’ultima e quart’ultima. Mancano 8 giornate, tutto può ancora accadere. Minicangeli & soci hanno 5 gare fuori e 3 in casa. Attesi dal doppio confronto esterno con Bologna e Fiorentina. Poi tutte sfide intervallate: Cagliari in casa e Monza fuori, Lazio in casa (biancocelesti teoricamente fuori da tutte le ‘bagarre’) e Juventus (attualmente a caccia di un posto tra le prime 8) fuori, Genoa in casa e Sassuolo fuori. L’obiettivo della salvezza diretta è 8 punti più sopra (Sassuolo), mentre il primo posto utile per i playout è distante una lunghezza (Cagliari).

Da Marini a Cinelli, la similitudine è dei numeri

Campionato Primavera 1 – Trofeo Giacinto Facchetti

Frosinone 2025-2026

Dato

Punti

27

Partite disputate

30

Vittorie

6

Pareggi

9

Sconfitte

15

Gol fatti

37

Gol subiti

56

Classifica in casa

punti 16

Classifica fuori casa

punti 11

Classifica 1° tempo

punti 40

Classifica solo 2° tempo

punti 24

Classifica finale

punti 27

Totale punti persi
da posizione di vantaggio:

punti 24

Punti persi
da posizione di doppio vantaggio:

punti 9

Giancarlo Marini, primo tecnico della Primavera

La classifica attuale, paradossalmente non è affatto la cartina di tornasole della stagione, pur travagliata sotto il profilo dell’andamento, dei giallazzurri. Infatti, come vedremo attraverso i numeri, il Frosinone è una squadra in grado di esprimere valori. Ma quei valori non si è mai stati in grado di consolidarli nell’intero arco delle partite. Proviamo ad analizzare il cammino di Colley & Co. In 30 gare fin qui in calendario, 6 vittorie, 15 sconfitte e 9 pareggi. Sono 37 le reti realizzate (5 gol anche della punta Gori in 6 partite, la scelta dell’impiego del 2004 dettata probabilmente dalla necessità di fargli ritrovare la forma dopo il lungo periodi di inattività post-intervento) a fronte di 55 subìte, la difesa peggiore del campionato. O forse sarebbe meglio dire, la fase difensiva peggiore.

AllenatoreGiornatePuntiMedia punti
Giancarlo Marini1ª–19ª180,94
Daniele Cinelli20ª–30ª90,81
Daniele Cinelli, allenatore subentrato alla ventesima giornata

Perché forse il problema dei tanti gol presi può dipendere da un centrocampo dove manca un vero interditore, un ‘tagliaerba’, un mastino. Cambiano di settimana in settimana i protagonisti e le posizioni ma il problema del giocatore che serve a fare filtro in mezzo al campo rimane. La difficoltà di fare punti, appena 11, lontano dal Comunale di Ferentino è più o meno bilanciata da un cammino interno che lascia poco spazio a fantasie, 16 punti.

Il dato eloquente è un altro

Il centrocampista Ndow

Sono stati lasciati sul campo ben 24 punti da posizione di vantaggio (compreso il pareggio di sabato scorso in casa col Napoli) dei quali 9 punti da posizione di doppio vantaggio. Non consideriamo nel computo il punto sfumato solo al 93’ in casa della Lazio (1-0 con gol di Sana F.) e la vittoria interna col Sassuolo (0-0 il finale) sfuggita per il rigore fallito da Colley. Ed anche la partita di Coppa Italia in casa della Juventus: vantaggio firmato da Colley, poi ciociari raggiunti e superati.

Giornata

Gara

Parziale

Minuto / Marcatore

Punti persi

Frosinone–Atalanta

1-0

2’ pt Befani (F)

1-1

12’ st Artesani (A)

2-1

7’ st Raychev (F)

3-1

9’ st Colley (F)

3-2

29’ st Cakolli (A)

3-3

30’ st Gobbo (A)

1

Milan–Frosinone

0-1

23’ pt Colley (F)

1-1

50’ st Scotti (M)

1

Torino–Frosinone

0-1

9’ st Mboumbou (F)

0-2

24’ st Moboumbou (F)

1-2

35’ st Gabellini (T)

2-2

37’ st Gabellini (T)

1

13ª

Frosinone–Monza

1-0

33’ pt Colley (F)

1-1

18’ st Fardin (M)

2-1

37’ st Reita (r, M)

0

16ª

Genoa–Frosinone

0-1

21’ st Befani (F)

1-1

44’ st Carbone (G)

1

20ª

Cesena–Frosinone

0-1

15’ st Cichero (F)

1-1

17’ st Galvagno (C)

2-1

31’ st Galvagno (C)

0

23ª

Frosinone–Parma

1-0

19’ pt Colley (F)

2-0

25’ st Toci (F)

2-1

34’ st Pajsar (P)

2-2

37’ st B. Conte (r, P)

2-3

41’ st Konate (P)

0

25ª

Cremonese–Frosinone

0-1

10’ st Gori (F)

1-1

42’ st Kaba (C)

2-1

48’ st Lickunas (C)

0

27ª

Lecce-Frosinone

0-1

5′ pt Gori (F)

0-2

5′ st Schietroma (F)

1-2

10′ st Rashidi

1-3

33′ st Toci (F)

2-3

38′ st Flies (L)

3-3

48′ st Laerke (L)

1

30ª

Frosinone-Napoli

1-0

31′ pt Cichero (F)

1-1

11′ st Gorica (N)

1

Vuol dire due cose, anche in antitesi tra di loro: ad oggi con appena la metà di quei 24 punti, i giallazzurri sarebbero già con la salvezza in tasca e si potrebbe pensare con maggiore continuità al lancio di qualche 2008 o 2009. Ma vuol dire anche che tra la squadra allenata da Giancarlo Marini (esonerato alla 19.a con 18 punti, dopo il rocambolesco 3-3 casalingo con il Verona, media-punti di 0.94) e quella attuale guidata da Daniele Cinelli (in sella dalla 20.a, 8 punti in 11 gare, media-punti di 0.81) c’è un punto di contatto: una sorta di fragilità che la attanaglia.

Dario Pelosi

Dipende da un calo atletico? Impossibile perché non può essere ridondante per l’intera stagione. Dall’aspetto mentale? Non è ipotizzabile per così tante gare. Dalle motivazioni dei giocatori entrati in corsa? Ci può stare. Ma la cosa che balza maggiormente all’attenzione è la vulnerabilità del blocco di mediana e quello basso quando viene attaccato.

Da zona playoff a Cenerentola in 45′

Lorenzo Befani

Ribadiamo il concetto: si fa presto a dire la frase fatta “quella squadra non è all’altezza della categoria”. E’ un falso problema. I numeri hanno sempre la ‘capa tosta’, non sbagliano mai. E ancora altri numeri dicono che quella squadra – al di là di una età media che la prossima stagione obbligherà ad un maquillage pressoché totale perché i 2006 (la maggioranza della formazione-tipo che ha giocato contro il Napoli fatta eccezione per il 2008 Befani e il 2007 Toci) saranno considerati fuoriquota – può valere il campionato Primavera 1.

Ma c’è un problema evidente: il gap evidentissimo tra il Frosinone del primo tempo e quello del secondo. La classifica dei primi 45’ dice che il Frosinone ha ottenuto 40 punti. La graduatoria solo del secondo tempo è rappresentata da un crollo: 24 punti. Poco più della metà. Solo nel primo tempo sarebbe da playoff. Solo nella ripresa è lo specchio della classifica attuale.

Nella tabella relativa al dettaglio punti persi da posizione di vantaggio sono evidenziate quelle partite ‘double face’, da Giano Bifronte. Prima rock e poi lenti. Alla 4.a giornata il 3-3 con l’Atalanta da un parziale di 3-1, all’8.a in casa del Torino il 2-2 in rimonta dei granata nel giro di 2’ tra il 35’ e il 37 della ripresa, alla 23.a il ko casalingo con il Parma da 2-0 a 2-3 maturato tra il 34’ e il 41’ della ripresa, alla 27.a il 3-3 in casa del Lecce da 1-3 con i salentini in gol tra il 38’ e il 48’ della ripresa.

L’attaccante Colley

Ma fanno male anche il 2-1 patito alla 25.a in casa della Cremonese tra i 42’ e il 48’ della ripresa, quello alla 20.a in casa del Cesena (2-1) tra il 17’ e il 31’ della ripresa, il pari agguantato dal Genoa (1-1) in casa alla 16.a al 44’ della ripresa, quello del Milan (1-1) al 50’ della ripresa. E la sconfitta casalinga col Monza arrivata nel finale della solita ripresa complicata (1-2).

Crescita e sostenibilità ma non è facile coniugarli

Un passo indietro. Vanno rispolverati due concetti basilari. Nelle intenzioni e negli obiettivi federali il Campionato Primavera 1 – trofeo Giacinto Facchetti, rappresenta la ribalta dei campioncini del futuro in ottica-Nazionale. Ma soprattutto questa ribalta dovrebbe permettere ai club di creare il famoso circolo virtuoso coniugato dalla combinazione crescita e sostenibilità.

Il venezuelano Cichero

Il condizionale, come vediamo, al momento è d’obbligo per entrambe. Innanzitutto perché nel campionato Primavera 1 ci sono squadre costruite per intero con ragazzi stranieri non naturalizzabili, particolare che rende complicato il discorso di impiego in prospettiva con le varie Nazionali. E poi perché ragazzi nati nel 2006, 2007 per non parlare dei 2008 e 2009, all’estero li troviamo stabilmente in Champions League.

Mentre in Italia è grasso che cola se rimediano uno strapuntino sul pullman della prima squadra. Morale della favola: nei giovani è necessario crederci fin da quando hanno 5-6 anni. Senza ricorrere a troppe alchimie quando, una volta cresciuti e mostrato il talento, arriva il momento di gettarli nella mischia. Evitando anche di dare troppa importanza alla classifica di un campionato, appunto quello Primavera 1, che dovrebbe avere altre priorità. La filosofia che ha sempre portato avanti con grande sacrificio e professionalità, il responsabile del settore giovanile Alessandro Frara. L’ex capitano di mille battaglie promozioni ha ribadito più volte che il vero obiettivo è quello di sfornare giovani per la prima squadra.

Servono istruttori, bisogna insegnare la tecnica

E poi, in maniera ampia, servono più istruttori che allenatori. Istruttori che insegnano a giocare in libertà e liberare la fantasia, insegnano cosa è ad esempio un dribbling. Ma prima di tutto sarebbe necessario un percorso diverso già nelle indicazioni che arrivano dal Centro Tecnico di Coverciano a partire dalle squadre Primi Calci. Aspetti fondamentali per creare quel famoso binomio crescita-sostenibilità.

Filippo Grosso

E così già se viene a mancare uno di quei tasselli qualcosa nel circolo virtuoso si inceppa. Ma ce ne ricordiamo solo quando la Nazionale maggiore rischia l’accesso all’ennesimo mondiale (marzo è il mese della verità per gli Azzurri di Gattuso). Incrociamo le dita. In una intervista di sabato scorso a La Gazzetta il centrocampista del Sassuolo, Nemanja Matic, ha parlato di giovani e delle difficoltà del calcio italiano.

«È rimasto agli anni Novanta. Il primo problema riguarda le accademie. I settori giovanili in Inghilterra e Francia sono molto più avanti. Ti insegnano a dribblare, sviluppano la tecnica. Un altro tema riguarda la tattica, che è importante ma condizionante. In Italia si usa troppo la difesa a tre e si attacca poco. Serve un progetto innovativo, altrimenti andrà sempre peggio». E se lo dice un campione…

Stirpe: progetto-giovani asset fondamentale

C’è il rovescio della medaglia. Servono le strutture per allevare e crescere talenti. Il Frosinone – per restare nel campo di casa – ogni anno fa sforzi immani per reperirne sia per gli allenamenti che per le gare ufficiali. Si era prospettata un paio di anni or sono l’ipotesi Morolo, tramontata. Adesso barra a dritta su Torrice, praticamente a due passi da Frosinone se non addirittura hinterland del capoluogo.

Il presidente Maurizio Stirpe

Il presidente Maurizio Stirpe in una recentissima intervista a Dazn ha ribadito il proprio pensiero anche sul Settore giovanile, peraltro concetti che aveva ampiamente sviscerato nella sua ultima conferenza stampa di qualche mese fa: «Puntiamo in modo particolare su due progetti: un nuovo campo in erba presso il Centro sportivo di Ferentino e poi la riqualificazione (c’è un project in atto) del Centro Sportivo di Torrice. In quella struttura vogliamo far convergere l’intero Settore Giovanile tranne la squadra Primavera e la squadra Femminile (che rimarrebbero a Ferentino). L’obiettivo è realizzare i due progetti entro i prossimi due anni che sono fondamentali per il nostro progetto societario che si basa essenzialmente sullo sviluppo del settore giovanile».

Saranno… famosi

Il Frosinone negli ultimi anni ha visto compiere passi da giganti sotto la propria ala prodotti del vivaio (Gori e Paganini arrivati in serie A con la maglia giallazzurra sono stati gli apripista) come il portiere Lorenzo Palmisani (oggetto di attenzioni di diverse Società della massima serie come Juventus e Lazio) diventato titolare della nazionale Under 21 ed il difensore Gabriele Bracaglia. Ha proiettato in prima squadra ragazzi provenienti da altri settori giovanili come Matteo Cichella, Kevin Barcella, Filippo Grosso.

Il portiere Palmisani

E attende al varco la crescita del gambiano Abdoulie Ndow, quella del connazionale, la punta Muhammed Colley (10 reti in campionato e 1 in Coppa per questo diamante grezzo) e dell’altro attaccante, il venezuelano Alejandro Cichero (che lo scorso anno assaggiò anche i campi della B). Il club di Viale Olimpia guarda costantemente alla formazione Primavera come un naturale bacino dal quale poter attingere risorse.

Il serbatoio delle under

E per effetto domino la Primavera strizza l’occhio verso il basso, alle squadre Under. La 18, allenata dall’ex giallorosso Odoacre Chierico – penultima nel girone Unico di A e B a 23 punti (nel week-end il torneo riposa) – dovrebbe essere il serbatoio per la Primavera che verrà.

Alessandro Frara, responsabile del settore giovanile

Qualcuno di quei ragazzi si è già affacciato al piano superiore, anche se con apparizioni ridotte al lumicino: parliamo dei difensori Colafrancesco (2008), Reali (2008) e Pantano (2008), degli attaccanti Bonanno (2009) e Carpentieri (2008) mentre il centrocampista Ceesay (2007) ‘balla’ tra le due formazioni (come fuoriquota con l’Under 18) e il portiere Di Giosia (2007) cresce prevalentemente alle spalle di Minicangeli e Rodolfo, entrambi 2006 e quindi all’ultimo anno di Primavera.

Nell’Under 17 che disputa il Girone C di serie A e serie B, allenata da mister Fabio Pica, c’è un attaccante promettente, Castroreale, del 2009. Anche questa formazione naviga nei bassifondi della graduatoria. Ma quella classifica – anche della “Primavera che a te me fa pensà…” non sarà mai una ‘diminutio’ se si guarda solo agli step di crescita dei ragazzi. E il miglior assist per tornare ad avere un Settore Giovanile all’avanguardia probabilmente l’ha fornito il massimo dirigente giallazzurro ribadendo che il club ha un solo obiettivo: potenziarsi con i propri giovani.