[IL PERSONAGGIO] Il grande calcio ha scoperto il centravanti del Frosinone autore di una doppietta contro la Fiorentina. Lanciato da Mihajlovic e plasmato da Alvini: è un attaccante moderno che il club giallazzurro ha voluto confermare a tutti i costi. I suoi gol hanno avuto un'eco fino ad Ascea, il paese in provincia di Salerno dove è originario il papà: "Orgogliosi di vedere un nostro concittadino segnare in Serie A", scrivono dall'Amministrazione comunale
Lassù Sinisa Mihajlovic avrà abbozzato il suo sorriso da burbero buono e borbottato: “Avevo ragione, Raimondo ha personalità e tempo di gioco”. E segna gol pesanti con il Frosinone: 11 la scorsa stagione e sabato la doppietta con la Fiorentina, tra l’altro una delle squadre allenate da Mihajlovic. Così in un sabato bollente di fine agosto il grande calcio italiano ha scoperto un talento che l’indimenticato tecnico serbo ha scovato nelle giovanili del Bologna e lanciato in Serie A nel 2021 a soli 17 anni in un Verona-Bologna 2-2.
Un lavoro completato da Max Alvini nel campionato passato quando Raimondo è arrivato al Frosinone dopo prestiti e stagioni sfortunate che sembravano averlo spinto nelle nebbie di un calcio non per giovani. Oggi il Frosinone si gode un centravanti moderno come pochi che ha voluto confermare a tutti i costi strappando un altro prestito al Bologna.
La gioia di Antonio, i meriti di Alvini
Antonio Raimondo, classe 2004, è ripartito in Serie A da dove aveva finito: ovvero dal gol. Nella partita-promozione contro il Mantova aveva segnato il 4-0, undicesimo centro personale. Alla seconda giornata a Firenze ha riallacciato subito il fil rouge, spaccando la gara contro i viola. Due reti (le prime in Serie A) e premio MVP come miglior giocatore della sfida.

“Penso che sia stata una giornata veramente speciale: non la dimenticherò mai perché ho segnato il primo gol in Serie A, poi è arrivato pure il secondo con una vittoria. Meglio di così era difficile – ha commentato entusiasta Raimondo – A chi dedico il premio MVP? Questo riconoscimento lo dedico alla mia famiglia, alle persone che mi vogliono bene e a tutti quelli che hanno sempre creduto in me”.
E tra questi ci sono sicuramente Alvini e il diesse Renzo Castagnini. Un anno fa hanno voluto Raimondo nonostante fosse reduce da una stagione negativa e dopo la promozione è stato tra i primi giocatori confermati. “In Italia spesso si tende a dare giudizi affrettati sui ragazzi – ha sottolineato Alvini – Lui è incredibile, io e Castagnini abbiamo chiesto di confermarlo, penso che possa fare un percorso eccellente in Serie A ma deve crescere ancora tanto“.
Raimondo-story
Nato a Ravenna con salde radici campane (i genitori sono originari del Cilento), ha tirato i primi calci nel Russi e nell’Azzurra Ravenna. Poi 5 anni al Cesena e il passaggio al Bologna. In Emilia l’incontro che gli ha cambiato la vita sportiva e non solo. Quello con Mihajlovic.

“Era una persona fantastica, vera – ha ricordato in un’intervista sul sito gianlucadimarzio.com – Quando mi allenavo con la prima squadra mi trattava come un giocatore di 30 anni. Avrà sempre un posto nel mio cuore perché mi ha dato fiducia con l’esordio assoluto in Serie A e mi ha fatto debuttare dal 1′ nella stagione successiva. Penso che sia stato il primo allenatore a credere veramente in me”.
Raimondo è rimasto al Bologna fino al 2023 con 4 gare in Serie A. Dopodiché i prestiti alla Ternana, a Venezia ed a Salerno. L’estate scorsa l’arrivo a Frosinone in prestito dove è esploso coronando il sogno della promozione Serie A. Sabato a Firenze il doppio timbro nel massimo campionato per scrivere un’altra pagina della sua bella storia.
L’orgoglio di Ascea
La doppietta di Raimondo ha suscitato scalpore e tanto orgoglio fino ad Ascea, comune di neanche 6 mila in provincia di Salerno dove è originario il papà Pietro (la mamma Rossella invece è della vicina Ceraso). L’Amministrazione comunale del paese campano ha celebrato Raimondo con una nota ufficiale pubblicata sulla facebook. Segno di un legame forte che la famiglia ha con il Cilento lasciato da papà Giuseppe che si è trasferito a Ravenna per motivi di lavoro.

“Una prestazione di assoluto livello per il nostro compaesano, che lo ha reso uno dei protagonisti di questo turno di campionato – scrivono dal Comune – Un risultato che riempie d’orgoglio tutta Ascea. La nostra è una comunità che ha sempre avuto un legame forte con il calcio e che negli anni ha visto crescere tanti ragazzi e tanti talenti”.
“Oggi vedere un asceoto segnare due gol in Serie A dà ancora più valore a questa tradizione calcistica. Continueremo a seguire Antonio e a fare il tifo per lui, con la soddisfazione di vedere un ragazzo di Ascea protagonista sui campi della Serie A”.
Un tris d’assi del gol

La doppietta di Raimondo è arrivata proprio nella settimana in cui il Frosinone ha ingaggiato Birligea e Bobcek. Un caso? Chissà. Fatto sta che la concorrenza fa bene, stimola e nel calcio può diventare fondamentale. Raimondo ha risposto sul campo e spedito un messaggio chiaro.
Spetterà ad Alvini trovare gli incastri giusti, far convivere tre centravanti di spessore e soprattutto tenerli tutti sulla corda. E magari a lungo andare riuscirà a trovare una soluzione per far giocare insieme almeno due tra Raimondo, Birligea e Bobcek. D’altronde i giocatori moderni sono duttili e sanno cambiare pelle.
O no Sinisa?



