È questione di goal (di E. Ferazzoli)

Quella di La Spezia non assomiglia neanche lontanamente alle tre sconfitte già subite fuori casa. Può diventare emblematica. Il tallone d’Achille non sta nella personalità e nell’impegno. Non è mancata la costruzione di gioco ma “siamo stati poco incisivi negli ultimi metri, dove si fanno le partite e i punti”

Elisa Ferazzoli
Elisa Ferazzoli

Giornalista in fase di definizione

Ha ragione Alessandro Nesta: “Questa sconfitta non ci voleva”. Il risultato di ieri sera è stato un peccato perché interrompe la serie positiva che durava da sette giornate; perché due vittorie consecutive avrebbero permesso al Frosinone di “tirarsi fuori da tutto”; perché se è vero che sono solo cinque i punti che separano i giallo azzurri dalla seconda, è altrettanto certo che “siamo sempre lì”, incapaci di guadagnare la zona playoff, ingabbiati in una terra di mezzo piena zeppa di squadre concorrenti. 

Foto © Andreani, La Spezia

“Questa sconfitta non ci voleva” perché arriva dopo una prestazione che non assomiglia neanche lontanamente alle tre sconfitte già subite fuori casa, perché si palesa dopo una gara che avrebbe potuto avere un esito diverso se nei primi minuti il diagonale di Federico Dionisi avesse trovato la porta e non il palo e se l’inserimento in scivolata di Haas non fosse finito per la seconda volta sul legno alla destra del portiere.

“Questa sconfitta non ci voleva” oppure sì, perché questa sconfitta può diventare emblematica tanto quanto una vittoria se la si considera come l’opportunità di rintracciare limiti e debolezze in una fase del campionato che lascia ancora ampio margine di riflessione e miglioramento.

Non è l’impegno

Tredici reti in 13 giornate: 2 del difensore Capuano, 5 di Ciano –  tre su rigore, una su calcio piazzato, una su azione – 3 di Dionisi  di cui una su rigore e 3 di Luca Paganini. Il Frosinone contro lo Spezia batte 9 calci d’angolo, crossa spesso dal fondo ma non riesce a segnare nonostante nella ripresa la squadra, con l’ingresso di Matarese e Citro, assuma sulla carta un assetto decisamente più offensivo. Nel bilancio della gara pesa l’uscita di Ciano, sostituito da Novakovic, tanto quanto l’assenza di Luca Paganini, che nonostante sia in scadenza di contratto, è l’unico fino ad aggi ad essere andato in goal per tre volte su azione. Paradossale.

Foto © Andreani, La Spezia

Se continuiamo ad essere poco incisivi negli ultimi metri, se il reparto offensivo si è espresso finora solo nelle giocate delle due punte titolari, se i subentri dalla panchina non sono mai stati determinanti ai fini del risultato, se la vittoria di una gara è stata spesso legata all’assegnazione di un penalty allora, al di là dei molti episodi sfortunati, forse il vero tallone d’Achille della squadra non sta tanto nella personalità e nell’impegno bensì nell’effettiva capacità realizzativa del suo potenziale offensivo.

Perché a quel Frosinone visto contro lo Spezia non è mancata la fase di costruzione di gioco ma “siamo stati poco incisivi negli ultimi metri, dove si fanno le partite e i punti”. Perché è solo da lì che potranno arrivare due vittorie consecutive, una maggiore consapevolezza e quel salto in classifica. Servono i goal. Niente di più.