Stirpe battezza il nuovo stadio tra emozione ed orgoglio: «Sarà un polo d’aggregazione per i giovani» (di A. Salines)

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Maurizio Stirpe battezza il nuovo stadio del Frosinone tra emozione ed orgoglio. «Sarà un polo d'aggregazione per i giovani»

Alessandro Salines

Lo sport come passione

Servirebbero gli occhi belli di un bambino per raccontare l’impatto che ti regala uno stadio quando sali le scale e alla fine appare un mondo. Un groppo in gola, un batticuore, un sogno, una speranza, la passione per il calcio e per dei colori. “In ogni stadio c’è una storia. Il timore, l’amore. La fine di una vita, il principio di altre mille…”, canta Tiziano Ferro.

Lo stadio ‘Benito Stirpe’, che domani pomeriggio (inizio della cerimonia alle 17)  sarà inaugurato in pompa magna dal Ministro dello Sport Luca Lotti, dispensa emozioni mentre calpesti l’erbetta, guardi e riguardi gli spalti, scruti la Curva Nord e fai capolino negli spogliatoi e negli sky box. E’ una storia importante per Frosinone, la Ciociaria, il Lazio e l’Italia. Un monumento allo spreco che diventa una struttura moderna e funzionale.

Il brutto anattracolo che si trasforma in cigno grazie alla sinergia pubblico-privato finalmente vincente. “Aver realizzato quest’opera in un anno è la cosa più bella che io abbia mai visto nella mia attività imprenditoriale”, esordisce così Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone, nell’affollata conferenza stampa di presentazione dello stadio che si è tenuta in mattinata nell’ampia sala dello ‘Stirpe’.

Con lui il sindaco Nicola Ottaviani e l’avvocato Fabio Ceci che in questi mesi intensi ha tenuto le fila dell’operazione. “Queste opere possono essere realizzate solo grazie a due fattori, uno razionale-manageriale e un altro composto dalla passione, quella che ci ha messo il presidente. Oggi possiamo dire che lo stadio è stato costruito ed è stato costruito bene”, chiosa il legale.

Stirpe ringrazia il primo cittadino (“Ha avuto il merito di non aver risparmiato energie e di aver fatto il necessario per realizzare lo stadio”) e le istituzioni. Un riconoscimento sentito e poi aggiunge: “Dobbiamo dare merito a tutti quelli che hanno lavorato sin dalla fase della progettazione e che sono ancora impegnati. Ci sono ancora da ultimare alcune cose ma possiamo essere soddisfatti di aver centrato il risultato”. Lo ‘Stirpe’ è pronto al di là di qualche criticità. Domani la festa, lunedì sera la prima partita contro la Cremonese. “Lo stadio è la fine di un percorso, è un vero punto di arrivo per quanto concerne le infrastrutture – sostiene il patron – Sono felice di affidare questa struttura a Vittorio Ficchi. Sarà compito suo farla funzionare sette giorni su sette. Dovrà diventare un polo di aggregazione per i giovani e le famiglie”.

Stirpe ripercorre la strada. Una strada in salita che però non lo ha fermato. “Dopo la promozione in A, la sera del 16 maggio, mi sono chiesto dove i ragazzi si sarebbero allenati – rivela – Sapevo che i lavori allo stadio dovevano iniziare subito. Ho dovuto trovare le risorse per il centro sportivo, lo stadio e la squadra. Senza l’aiuto del Comune non ce l’avremmo fatta. Non siamo rimasti in serie A, ma abbiamo raggiunto un obiettivo più importante come quello di avere un complesso sportivo e uno stadio di proprietà. Da domani saremmo invidiati e noi non avremmo da invidiare nulla a nessuno”.

Stirpe anticipa una serie d’iniziative che ruoteranno intorno all’impianto. “Lo store del merchandising verrà aperto davanti allo stadio – rivela il presidente – Abbiamo in mente un bar dentro lo stadio che funzioni durante la settimana. Nei limiti consentiti dalle normative la società ha in serbo la creazione di un centro medico. Inoltre puntiamo alla realizzazione del Frosinone Village, dove saranno disponibili degli spogliatoi e delle docce per i cittadini che corrono nell’anello dello stadio”.

L’idea del nuovo stadio è nata dopo la seconda promozione in serie B nel 2013-2014. “Abbiamo effettuato delle riflessioni sulla necessità di avere una struttura più grande e moderna anche per dare un’immagine diversa alla città – interviene il sindaco – Un impulso decisivo è arrivato dopo il salto in serie A. Se ci fossimo salvati infatti avremmo dovuto giocare lontano dal capoluogo. L’intera opera è stata completata in 24 mesi. Il ‘Benito Stirpe’ deve diventare un simbolo per l’intera provincia. Un territorio che sa progettare, lavorare bene e contribuire al pil nazionale. Il pubblico deve fare da input e liberare le risorse dei privati ma senza troppe ingerenze. Quando c’è da valorizzare qualcosa la collaborazione pubblico-privato è fondamentale”.

La mancata costruzione della famosa strada per gli ospiti (la Soprintendenza ha posto dei vincoli) creerà problemi di viabilità e parcheggi in occasione delle partite. Le auto potranno essere lasciare in Piazzale Europa, in via Fabi, in via Calvosa ed nella nuova area sosta nei pressi dell’ingresso dell’ospedale (lato Pronto Soccorso). La speranza è che i disagi siano ridotti. Ottaviani rassicura: “Non dipende dal Comune, ma ora sembrerebbe che la vicenda si sia sbloccata presso altri enti e dunque la strada di qui a breve potrebbe avere l’autorizzazione. Una via che servirà pure al palasport”. Subito dopo la conferenza, il tour allo stadio riservato ai giornalisti ma servirebbero gli occhi belli di un bambino…

TEGOLA-CIOFANI

Una brutta notizia. Il bomber giallazzurro salterà l’esordio allo ‘Stirpe’ lunedì sera con la Cremonese. L’attaccante dovrà stare ai box per qualche giorno a causa di una distrazione del legamento peroneo astragalico del piede sinistro. Le sue condizioni verranno valutate nuovamente nei primi giorni della prossima settimana. Peccato.

 

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