Stirpe puntella il Frosinone: arriva il direttore Angelozzi

Svolta nel club giallazzurro dopo l’assemblea: nel cda entra l’esperto dirigente siciliano che avrà la delega sull’attività sportiva. E’ un pallino del patron ciociaro che lo voleva al suo fianco già nel 2003. Nell’ultima stagione è stato l’architetto dello Spezia, promosso in serie A.

Alessandro Salines
Alessandro Salines

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Si sono rincorsi per diciassette anni e finalmente si sono incontrati. È una storia che parte da lontano quella tra il Frosinone e Guido Angelozzi, da qualche ora nuovo consigliere d’amministrazione con delega all’attività sportiva del club giallazzurro.

Il dirigente siciliano doveva essere il primo direttore generale dell’era Stirpe nel 2003. Un matrimonio che però non si fece perché Angelozzi aveva preso un impegno con il Catania, squadra della sua città. A distanza di oltre 3 lustri Angelozzi può abbracciare il Frosinone per cercare di aprire un altro ciclo vincente della società ciociara.

Angelozzi, 65 anni, reduce dalla storica promozione con lo Spezia dopo i playoff proprio col Frosinone, ha siglato un accordo fino al 2024. Arriva in Ciociaria in un momento difficilissimo per il calcio sfiancato dall’emergenza-covid. Toccherà a lui cercare di coniugare al meglio la competitività sportiva con le stringenti esigenze di bilancio.

La nota della società

Maurizio Stirpe

Angelozzi entra nel consiglio d’amministrazione del club giallazzurro insieme al dottor Francesco Velletri. Andranno ad affiancare il presidente Maurizio Stirpe, il direttore Salvatore Gualtieri ed il dottor Rosario Zoino.

L’ex direttore dello Spezia avrà la delega “all’attività tipica ed operativa della società e quindi, più precisamente, alla gestione di tutta l’attività sportiva”. In pratica sarà l’intercapedine tra la società e l’attuale area tecnica formata dal responsabile Ernesto Salvini e dal diesse Alessandro Frara.

Il consiglio di amministrazione ha preso visione ed ha approvato il budget definitivo della stagione 2020-21, il cui rispetto prevederà un elevato livello di attenzione e di rigore, nella consapevolezza che verrà richiesto un ingente sforzo economico e finanziario, al quale la società proverà ad ottemperare con grande impegno, auspicando anche un intervento di aiuto in tal senso da parte delle autorità e delle istituzioni sia sportive che statali si legge in una nota di Stirpe.

Le stesse non potranno, certamente, non considerare le difficoltà che il movimento del calcio sta vivendo e vivrà nell’immediato futuro ed assumere quindi le conseguenti determinazioni. In tal modo, la società si augura di poter garantire ai propri tifosi il conseguimento dell’obiettivo dichiarato ad inizio stagione che rimane quello della disputa di un campionato dignitoso nel rispetto della stabilita economico finanziaria della società stessa. La speranza rimane quella di rivederci e di riabbracciarci presto nel nostro Stadio Benito Stirpe, la nostra casa comune”.

Un pallino di Stirpe

Guido Angelozzi

È l’estate del 2003 e il presidente canarino si è appena insediato. La società deve essere riorganizzata per diventare un’azienda vera e propria con una gestione manageriale. Per prima cosa quindi serve un direttore esperto, ambizioso e in grado di fare calcio tenendo d’occhio il bilancio. Insomma un dirigente capace di spaziare a 360 gradi.

Il prescelto è proprio Guido Angelozzi. Ma la corte serrata di Stirpe non va a segno. Angelozzi infatti deve declinare l’allettante offerta del Frosinone. In precedenza aveva dato la parola al Catania.

Ma tra Stirpe e Angelozzi c’è feeling. Una stima reciproca, tanto che lo stesso direttore suggerisce al patron l’ingaggio del diesse Enrico Graziani. Un consiglio prezioso se si considerano i risultati raggiunti con il dirigente piemontese.

Il rapporto Stirpe-Angelozzi si consolida negli anni, nasce un’amicizia. Il dirigente per sua stessa ammissione era stato vicino al Frosinone anche dopo la seconda promozione in serie A. A fine agosto scorso altri contatti. Angelozzi frena. Al terzo tentativo è arrivata la fumata bianca. 

La serie A col Sassuolo

Il Sassuolo, la sera della promozione in Serie A

Catanese, ex calciatore di B e C con Catania, Paganese, Fano e Barletta, Angelozzi inizia la carriera dirigenziale nel 1991 all’Atletico Leonzio. Poi passa alla Fidelis Andria dove conquista la promozione in serie B e lancia Nicola Amoruso e Bernardo Corradi.

Dopo una breve parentesi alla Reggiana, nel 2001-2002 è il diesse del Catania. Poi la Sambenedettese e di nuovo il Catania. In questo periodo sfiora il Frosinone.

Nel 2004-2005 è al Perugia di Luciano Gaucci con il quale collabora al progetto Napoli Sportiva. La carriera continua in Puglia con il Lecce (vince il campionato di serie B) ed il Bari. Una stagione allo Spezia tra i cadetti prima di approdare al Sassuolo in A come responsabile dell’area tecnica. In Emilia contribuisce a costruire un modello di società e squadra tra i più apprezzati d’Italia.

A Sassuolo resta tre anni prima di tornare allo Spezia dove è tra i principali artefici di un vero e proprio miracolo sportivo. I liguri quest’estate vengono promossi per la prima volta in serie A dopo la finale playoff col Frosinone. Angelozzi costruisce una squadra vincente in autofinanziamento con l’11° monte ingaggi (poco più di 7 milioni) e tanti giovani. All’indomani del trionfo però il rapporto con lo Spezia s’incrina ed Angelozzi rescinde il contratto.

Due mesi alla finestra ed ora il ritorno in pista col Frosinone.