[IL PUNTO] La squadra di Bianco conquista la vetta approfittando del pari rocambolesco e ricco di polemiche tra ciociari ed emiliani. Il Cesena diventa la terza forza, si rilancia il Venezia. Continua il momento-no del Palermo. La Sampdoria un caso clinico. Primo successo dell'Empoli di Dionisi
Da roba da matti a roba da Var il passo è breve. Basta sostituire una parola ma il concetto non cambia. Nel finale di Frosinone-Modena è arrivata l’ennesima conferma dello stato confusionale che spesso prende il sopravvento tra arbitri e Var nella valutazione di alcuni episodi. Come sul gol del 2-2 modenese prima annullato dal direttore di gara Arena di Torre del Greco e poi convalidato dopo la revisione al Var richiesta da Baroni di Firenze.
Gli interrogativi restano sia sul presunto fallo di Pedro Mendes su Bracaglia e sullo spintone subito da Vergani all’inizio dell’azione che non è stato neppure preso in considerazione. Un bel caos e chi ci capisce è bravo. La solita storia sull’uniformità di giudizio che sovente va a farsi benedire e sui protocolli poco chiari.
I tifosi ci rimettono, il fair-play di Alvini
Alla fine resta la delusione dei tifosi del Frosinone penalizzati da un sistema che mostra falle ogni settimana. Gli errori, le proteste e le polemiche dovrebbero far riflettere per trovare gli anticorpi e migliorare la qualità degli arbitraggi. E poi servirebbero chiarezza e trasparenza: le decisioni andrebbero spiegate in qualche modo. In Serie A un piccolo tentativo è stato fatto con gli annunci all’altoparlante. In B invece nulla.

Per fortuna che ci sono uomini di sport come Massimiliano Alvini che nel post partita non ha voluto cavalcare l’onda della polemica gettando acqua sul fuoco. Riconoscendo la legittimità del pareggio del Modena. “Risultato giusto che accettiamo contro una squadra fortissima. Il 2-2 poteva essere annullato ma non è un alibi”, ha detto il tecnico con estrema onestà.
Frosinone e Modena, segnali importanti
Al di là dell’episodio e delle polemiche, Frosinone e Modena hanno dimostrato entrambe di valere la classifica attuale. Due squadre di valore che si sono date battaglia senza risparmio mettendo in campo qualità ed organizzazione tattica. Gli emiliani, sotto di 2 gol, hanno saputo rimontare (Zampano e Massolin) creando diverse occasioni. Merito anche di una panchina con tante alternative di alto livello come lo stesso Massolin. Tanto che alla fine il tecnico Sottil ha parlato di 2 punti persi e di grande prova.

Il Frosinone ha sfiorato il colpo grosso che avrebbe significato l’aggancio al Modena. I giallazzurri hanno segnato 2 gol (Koutsoupias e Calò) di ottima fattura ad un’avversaria che fino a sabato aveva incassato solo 6 reti in 11 gare. Ed ha confermato il miglior attacco del torneo (22 gol). “Buona partita che conferma la crescita della squadra – ha sottolineato Alvini – Se non fossimo stati all’altezza, avremmo perso. Il gruppo è giovane e quindi è normale che possa concedere qualcosa. La vittoria avrebbe spostato degli equilibri ma va bene così”.
Tombola e primato del Monza
Tra Modena, Frosinone e Var gode il Monza. I brianzoli sono i nuovi padroni del campionato grazie al successo a Pescara ed ovviamente al pari nello scontro al vertice dello “Stirpe”. Un primato meritato per Bianco e soci che all’Adriatico hanno collezionato la sesta vittoria di fila e da oggi possono vantare pure la miglior difesa del torneo (7 reti al passivo). Un crescendo rossiniano dopo qualche esitazione ad inizio stagione. Firme d’autore per il sorpasso: Keita e Colpani.

La conquista della vetta è un segnale forte lanciato dal Monza che probabilmente può vantare l’organico più competitivo del campionato con diversi elementi di categoria superiore come appunto Keita e Colpani. “Dietro queste vittorie c’è tanto lavoro. Alla fine mi sono arrabbiato perché non dobbiamo accontentarci”, ha chiosato Bianco.
Notte fonda per il Pescara senza vittorie da 7 turni (20 settembre, 4-0 all’Empoli). Abruzzesi al penultimo posto, il tecnico Vivarini in discussione. Per sostituirlo in caso di esonero gira il nome di Giorgio Gorgone, ex allenatore della Primavera del Frosinone nonché secondo di Roberto Stellone nelle stagioni della doppia promozione dalla Serie C alla “A”.
Balzo di Cesena e Venezia
La bellezza della Serie B: Cesena e Venezia, sconfitte nel turno precedente da Bari e Catanzaro, si sono rialzate prontamente. I romagnoli hanno vinto nettamente contro l’Avellino, scavalcando il Frosinone e conquistando il terzo posto a quota 23. Per Mignani comunque è il quarto successo nelle ultime 5: un dato significativo. L’ex canarino Ciervo, Shpendi e Biesa hanno punito un Avellino la settimana scorsa aveva ritrovato la vittoria dopo 5 partite a secco.

Il Venezia ha raggiunto il Palermo al quinto posto a 19. Fattore campo sempre decisivo: quarta vittoria di fila al “Penzo”. “Anche fuori casa le prestazioni ci sono ma siamo penalizzati dai troppi errori”, ha detto il tecnico Stroppa. Busio, Hainault e Fila hanno inguaiato una Sampdoria alla deriva e fanalino di coda. Inutile la prodezze di Henderson. “Questa sconfitta fa male al cuore, responsabilità nostra. La differenza fisica nel primo tempo ha fatto la differenza”, ha sottolineato l’allenatore doriato Foti.
Juve Stabia, Empoli e Mantova ok

Nonostante le vicende societarie, la Juve Stabia ha ritrovato i 3 punti dopo 2 turni (terza vittoria interna di fila). Ignazio Abate si è tolto la soddisfazione di battere il Palermo del suo amico Pippo Inzaghi. I campani toccano quota 17 e rientrano in zona playoff grazie al gol di Cacciamani.
“In casa è un’altra storia, dopo la scoppola di Modena abbiamo vissuto la settimana col veleno in corpo”, ha svelato Abate. Per il Palermo terzo ko nelle ultime quattro ed un momento oggettivamente difficile. Ad oggi la zona promozione diretta è distante 6 lunghezze. “C’è solo da chiedere scusa a tutti, sbagliato l’approccio alla gara, non siamo ancora all’altezza. Dobbiamo rimboccarci le maniche”, non si è nascosto Inzaghi.
Prima gioia per Alessio Dionisi alla guida dell’Empoli che non vinceva da 4 gare. Successo da 6 punti perché ottenuto in inferiorità numerica dal 44′ del primo tempo per l’espulsione di Popov. I toscani respirano e si staccano dalla zona playout. Decisivo Shpendi su rigore contro un Catanzaro sbarcato in Toscana forte di 3 vittorie di fila. I calabresi scivolano fuori dai playoff in una classifica comunque fluida e cortissima.

Secondo successo di fila del Mantova ancora una volta firmato da Ruocco. I lombardi si stanno tirando fuori da una situazione che fino ad una settimana fa sembrava compromessa. Raggiunta la zona playout con 11 punti. Battuto un Padova altalenante che dopo 4 risultati utili di fila (1 vittoria e 3 pareggi) si ferma. La classifica ancora accettabile.
Le altre
Nell’anticipo tra Spezia e Bari da registrare il ritorno di Roberto Donadoni in panchina dopo 5 anni al posto di Luca D’Angelo. Toccherà a lui trascinare fuori dai guai i liguri. Per il resto nulla di nuovo se non le solite difficoltà di due formazioni partite ben altri obiettivi ed ora alla prese con le paure della bassa classifica. Pari firmato da Gytkjaer e Kouda. “Sono mediamente soddisfatto, buona la reazione a seguito del gol subito dopo 7′. Anche in dieci abbiamo avuto un atteggiamento positivo”, ha detto Donadoni.

Pareggi tra Reggiana-Entella e Sudtirol-Carrarese. L’unica partita senza gol della giornata si è giocata a Reggio Emilia. Un punto ciascuno che muove la classifica. La Reggiana si è rialzata riscattando in parte il 4-3 rimediato con l’Avellino. Dionigi ottavo a 16 nei playoff. L’Entella invece ha dato continuità alla vittoria con l’Empoli ed è quattordicesima.
A Bolzano occasione persa per la Carrarese che in vantaggio con Schiavi su rigore ed con l’uomo in più dal 14′ del primo tempo (rosso a Merkaj) si è fatta acciuffare da Odogwu. Il Sudtirol comunque non vince da 7 giornate (3 sconfitte e 4 pareggi). Ma il punto regala morale a Castori.
Il prossimo turno

Nel prossimo week-end il campionato si fermerà per l’ultima sosta internazionale dell’anno. Le ostilità si riapriranno venerdì 21 con l’anticipo Catanzaro-Pescara. Sabato 5 gare con Bari-Frosinone che chiuderà la serie alle 19.30. Alle 15 Avellino-Empoli, Carrarese-Reggiana, Entella-Palermo ed il derby veneto Padova-Venezia alle 17.15.
Il clou domenica con Monza-Cesena alle 17.15: in palio il primato ma anche un test di lusso per saggiare le ambizioni di entrambe. Il pomeriggio si aprirà con Mantova-Spezia (sul piatto punti salvezza) e Modena-Sudtirol. In serata alle 20.30 Sampdoria-Juve Stabia.



