Marino alza l’asticella: “Trapani scorbutico ma c’è voglia di riscatto”

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Giovanni Lanzi

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

 

–Pasquale Marino meno criptico del solito. Nella conferenza stampa che ha anticipato la partenza per Trapani il tecnico giallazzurro ha svelato addirittura un undicesimo della formazione che questa sera sarà di scena al ‘Provinciale’. Scherzi a parte, il problema occorso a Bardi nella prima settimana di emergenza vera in casa giallazzurra da inizio stagione ne sconsiglia l’impiego: «In porta gioca Zappino –esordisce il tecnico Marino – Bardi si è allenato poco, spero di portarlo almeno in panchina ma lo proveremo domani mattina (venerdi, ndr)». In caso di responso negativo, il dodicesimo sarà Palombo.

Fin qui il capitolo formazione. Comunque ampiamente decisa nella sua testa anche da infortuni a raffica e dalla squalifica di Soddimo. Marino vuole vedere gli occhi di tigre in campo, è convinto della scossa: «C’’è tanta voglia di riscattarci dalla sconfitta con la Salernitana. Abbiamo commesso degli errori ma siamo stati anche sfortunati tra legni colpiti e occasioni sfumate. Quando le giornate sono cos젖 dice – c’’è poco da fare».

La situazione che stanno vivendo i siciliani sconsiglia vivamente di prendere la trasferta sottogamba. L’’esperienza gli porta ad alzare il livello di attenzione: «Ostacolo difficile. Io sono convinto di una cosa: se il Trapani avesse avuto con una certa continuità i tre attaccanti e mi riferisco a Citro, Petkovic, Scozzarella oltre a Coronado, sono convinto che oggi si parlerebbe di un’’altra classifica. Adesso li hanno recuperati tutti. Un motivo in più – – e qui Marino sembra quasi lanciare la sfida ai suoi ragazzi – per dare il massimo senza guardare troppo al nostro secondo posto e al loro ultimo. E’ una squadra scorbutica».

Il Trapani dello scorso anno arrivò ad un passo dalla promozione. Questo di oggi…? «E’’ vero, rispetto all’’anno scorso mancano due o tre giocatori. Ma provate –- prosegue il tecnico canarino -– a dare uno sguardo al loro organico: hanno Rizzato, Barillà, Fazio, Nizzetto. Lo scorso anno fu fatto un lavoro straordinario. In queste 18 partite si sono come trovati in un vortice di difficoltà, difficile uscire se i ranghi non sono completi. Ma anche quando hanno perso, nessuno li ha mai dominati. Noi per batterli dobbiamo dare qualcosa in più. Farci trovare preparati in qualsiasi situazione».

Marino ha un pensiero speciale: «La cosa che mi è dispiaciuta di più è la perdita di Paganini per 4-5 mesi, alla fine una sconfitta ci può anche stare. E’’ chiaro che Paganini nello spogliatoio del Frosinone porta tanto. Allegria, il suo modo di fare scanzonato. Mancherà. Dobbiamo guardare avanti. Anche se non abbiamo un giocatore delle sue caratteristiche. Paganini stava diventando un giocatore esplosivo nelle due fasi di gioco, anche nella disciplina tattica, ci copriva tutta la fascia e spesso andava a chiudere l’’azione sotto la rete avversaria. Ma – – cambia argomento Marino per evitare che l’’assenza del golden-boy diventi un alibi –  per ricominciare a correre è necessario dare più del 100%, solo così possiamo vincere contro tutti».

Una spolveratina sul modulo: «La partenza del modulo di base sarà il 4-4-2…». Marino sa benissimo che quei numeri sono suscettibili a variazioni tra la fase di possesso e quella di non possesso. Ma ormai un po’ tutti gli allenatori giocano a cambiare pelle in corsa. L’’importante è che quando si è costretti a farlo non si decida di dar vita a rivoluzioni.

La domanda che arriva in sequenza cerca di scovare il nome del terzino sinistro. Marino non si fa prendere in contropiede: «Mazzotta più avanti? E’ una soluzione. Ma anche lo stesso Crivello può adattarsi».

Ma se a sinistra gioca Kragl, Mazzotta o Crivello copriranno l’’out basso e questa pare la soluzione più terrena possibile visto che Marino parla di 4-4-2. A destra, dove il Trapani schiera Barillà e Rizzato e dove si allarga Coronado, Matteo Ciofani con il sostegno di Frara è una ipotesi. Non va però mai dimenticato che Marino ha in mente il 3-5-2 dal suo arrivo. E così anche una difesa a tre con l’’inserimento di Pryyma con Ariaudo e Brighenti di reparto non è da scartare, soluzione che porterebbe M. Ciofani e Crivello o Mazzotta alti a centrocampo dove Gori, Sammarco e Kragl o Frara darebbero la parità nel confronto numerico con la mediana granata.

Quindi il rientro di Gori e Daniel Ciofani, due belle notizie: «Tutti importanti, Gori e Daniel danno sostanza nell’’approccio della partita. Abbiamo bisogno di giocatori di grande temperamento».

Infine il mercato. Marino frena ma fa capire che un elemento in grado di supplire all’’assenza di Paganini servirà: «Aspettare 5 mesi Paganini? Credo sia difficile. In questo momento siamo concentrati su queste tre partite. A fine dicembre valuteremo tutto con calma. Le energie adesso vanno messe in campo, sfruttando al massimo l’’organico che abbiamo a disposizione. Poi faremo il punto della situazione».

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