Tre firme sulla ripartenza: Gravina, Balata, Stirpe

Il Frosinone incassa il giusto dalla trasferta di Trapani. L'obiettivo a medio termine, del secondo posto non viene scalfito. Nesta spinge sulla condizione fisica e ritrova giocatori fondamentali. L'importanza di Maiello, un valore aggiunto

Giovanni Lanzi
Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Lo stop globale, il più lungo e drammatico della storia mondiale. Tutti dentro una bolla col fiato sospeso per 100 giorni. Dalle Alpi alle Piramidi, da un Continente all’altro. Cento e passa giorni di paure, morti, bollettini di guerra, teorie di virologi, immunologi e tuttologi, economia in picchiata, crollo del pil, disoccupazione, piano Marshall, eurobond-sì-eurobond-no, recovery fund, decreti infiniti, autocertificazioni a raffica, controlli, divieti, multe.

E ancora, calcio-sì-calcio-no-calcio-forse, classifiche, cristallizzazioni, promozioni, retrocessioni, piano A, piano B, piano C, piano…piano, bilanci, miliardi di euro in più o in meno, diritti tv, tamponi, test, ritiri-bunker, quarantene, protocolli cinesi, poi tedeschi e quindi italiani.

Perché alla fine, con la fantasia al potere, gli italiani sono i migliori anche nella nebbia che si taglia col coltello.

GRAVINA, BALATA, STIRPE: TRE FIRME SULLA RIPARTENZA
Mauro Balata, presidente della Lega B

Nel calcio italiano c’è voluta, diciamolo anche se magari in gran abbiamo qualche volta pensato il contrario, la barra a dritta del presidente della Figc, Antonio Gravina. Comandante di una nave, quella del calcio italiano, sbalzata all’improvviso dentro uno tsunami maledetto ma uscita indenne dalle montagne di acqua che l’avvolgevano mortifere.

C’è voluta, diciamolo, la fine e sapiente tessitura del giurista ‘prestato’ per spirito di servizio a presidente della Lega di B, l’avvocato Mauro Balata. Che ha giocato una lunghissima partita nella partita, centellinando le sillabe e  mediando anche con quei silenzi che spesso sono valsi più di mille parole.

Il Frosinone da parte sua, se non ha mai perso la bussola, se ha saputo mantenere le certezze, lo deve al presidente Maurizio Stirpe. Ha messo in campo idee, peso specifico. Già dalle prime dichiarazioni aveva chiesto priorità alla sicurezza sanitaria per tutti, massima attenzione ma anche la necessità in prospettiva di far prevalere il merito sul campo, unitamente a chiarezza nelle regole di ingaggio. Con l’obiettivo di una riforma che renda il sistema calcio professionistico finalmente sostenibile e non come l’Arca di Noè dove si imbarcano tutti ma non per sfuggire al diluvio universale, bensì per trovare uno spicchio al sole. E qui ci sono i punti di contatto che il presidente Gravina ha anche sottolineato in una recente intervista.

LA LUCE DEL SECONDO POSTO
Trapani-Frosinone

Il Frosinone rimette in moto con un pareggio in casa del Trapani. Punto che, per effetto di altri incroci, lascia intatte le situazioni per la piazza d’onore. Ma anche un punto che muove la classifica, non un dettaglio.

Classico bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno? Semplicemente una ripartenza, con tutte le complessità del caso. Contro un avversario probabilmente alla penultima spiaggia e quindi aggrappato a tutte le situazioni di gioco.

Frosinone ancora ‘double face’ ed è questo il filo che lega le ‘due stagioni’ dei giallazzurri: quella pre-pandemia e quella post. E’ su quell’aspetto che mister Nesta dovrà lavorare in questo quadrante della stagione regolare. Anche se lo stesso tecnico ha applaudito alla capacità mentale della squadra di rimettersi in carreggiata, spingendo sulla migliore brillantezza fisica da ritrovare.

Anche se su questo aspetto, non va dimenticato, incombe una certezza più che una variabile: il caldo del mese di luglio. Ma proprio perché vale per tutte, è fondamentale per l’obioettivo a medio raggio dei giallazzurri (il secondo posto) capitalizzare al massimo quello che offre un calendario, che non è proprio facilissimo.

Rispetto alle ultime due partite di marzo (contro due pericolanti, Livorno e Cremonese) ci sono indubbiamente note positive: la ritrovata ermeticità della fase difensiva (quindi non solo della difesa ma dell’intero movimento a copertura della propria area di rigore), un Tabanelli, un Gori e un Ardemagni in più. In attesa del rientro di un bomber di razza come Dionisi. In attesa che Maiello si riprenda il trono che gli compete, di gran tessitore della manovra (Castori ne ha limitato il raggio piazzandogli un attaccante a turno sulla prima giocata ma Maiello ci ha abituato ad altro). Ed in attesa che Ciano esca da lungo tunnel dell’infortunio e ridia le certezze di cui è depositario. Venerdi sera il Cittadella, è uno spareggio. Senza mezze misure.

LE ALTRE
La serie B

Nelle parti basse della classifica si muovono in diverse, rimescolando un po’ le acque. Male la Cenerentola Livorno che a meno di miracoli appare già con un piede e mezzo in Lega Pro. Labronici ko in casa col Cittadella, esordio negativo in panchina per il tecnico degli amaranto Filippini che nel minuto di raccoglimento al ‘Picchi’ per le vittime del Covid-19 si è commosso per la perdita della madre. A proposito di esordienti in panchina, esordio col botto per mister Occhiuzzi su quella del Cosenza, con i rossoblu che battono 2-1 un’Entella un po’ presuntuosa: grandissimi gol di Bruccini e Carretta, la rete di Poli nel recupero riaccende i liguri ma tiene il bunker silano per un successo che porta al terz’ultimo posto.

Male l’Ascoli che si gioca la piccola dote che aveva: caduto rovinosamente nel recupero casalingo con la Cremonese (1-3) rendendo amaro il ritorno sulla panchina di serie B del tecnico spagnolo della Primavera bianconera, Abascal e caduto nel posticipo di domenica con il Perugia dell’ex Cosmi. Marchigiani a precipizio, oggi sarebbero ai playout col Venezia.

Il Venezia batte il Covid

Quanto alla Cremonese, 6 punti tra Frosinone in epoca pre-Covid e Ascoli danno alla gestione di Bisoli ossigeno ad una classifica che si stava facendo asfittica. Nel posticipo con la capolista Benevento i grigiorossi però hanno battuto il passo ma la prova è stata di grande orgoglio.

TRAPANI-FROSINONE, NOVAKOVICH ACCERCHIATO

Detto del pari del Trapani, il Venezia batte il Covid, le paure e pure le polemiche con la Figc e la Lega per la storia dei tamponi, del protocollo e dei presunti ritardi e per un pelo non batte anche il Pordenone: colpa di un rigore fallito da Aramu, di una traversa e delle tante parate decisivo del portiere dei ramarri Di Gregorio che nel finale blocca una rasoiata di Vacca che è stato il primo giocatore di serie B colpito dal virus. Esce dalla zona-paura il Pescara, 3-1 in allegria in casa ad una sbadata Juve Stabia, troppo poco attenta nella fase difensiva per reggere all’urto della squadra di Legrottaglie che sale a -4 dall’ultimo treno per i playoff. A conferma che la serie B ti dà e ti toglie nel breve giro di tre punto conquistati o persi.

Bene il Pisa che col cavese Masucci blocca sul pari la Salernitana a domicilio: va in doppia cifra Djuric con una zampata sottomisura dopo un palo dello scatenato Lombardi, poi una magia dell’attaccante neroazzurro e botta imparabile riporta tutto sul binario dell’equilibrio e rallenta la risalita dei granata di Ventura. In alta quota da evidenziare l’1-0 dello Spezia sull’Empoli grazie all’unico vero tiro in porta dei liguri, firma in calce di Antonino Ragusa che beffa la difesa di Pasquale Marino, piazzata un po’ sui generis sul taglio da destra. I ragazzi di Italiano agganciano il Frosinone al secondo posto.

Ai piani alti

Ai piani alti il Crotone di Stroppa paga il doppio cambio un attimo prima del pareggio del Chievo a 2’ dal 90’: i pitagorici pensavano di avere in tasca i tre punti che potevano valere l’allungo al secondo posto ma il colpo di testa di Ceter Valencia ha fissato l’1-1 finale. Curiosità: delle prime 8, ben 5 hanno pareggiato, di cui 2 tra di loro. L’Empoli a 40 punti è squadra che non mollerà l’osso dei playoff tanto facilmente, il Perugia è tornato a farsi vivo. Ma diciamola tutta: quanto è bello parlare di calcio giocato.