[PAROLA AI TECNIC] L'allenatore del Frosinone resta con i piedi per terra: "Risultato troppo pesante per una Fiorentina che ha avuto occasioni e colpito 2 pali. I ragazzi hanno messo coraggio, attenzione e un'interpretazione giusta correggendo gli errori commessi contro la Juve. Dedico i 3 punti a Gianluca Papini morto l'altra notte". La delusione di Grosso: "Troppo fragili e insicuri"
Non perde quell’umiltà e onestà intellettuale che lo hanno sempre contraddistinto. Max Alvini potrebbe camminare a due metri da terra e gonfiare il petto in un sabato trionfale per lui (prima vittoria in Serie A) e il suo Frosinone che ha forgiato a sua immagine e somiglianza. Uno 0-3 che lo dovrebbe esaltare perché ripaga di tanta gavetta per giunta nel giorno del centenario della Fiorentina di cui è sempre stato tifoso.
Ed invece Alvini senza falsa modestia riconosce che il successo al “Franchi” è troppo rotondo per quanto ha raccontato la partita. E poi ancora una volta mette davanti il cuore e l’umanità dedicando la vittoria al suo concittadino Gianluca Papini, morto la scorsa notte.
“Interpretazione fondamentale”

Alvini è contendo ma fa esercizio di umiltà. “Il punteggio è troppo pesante per quella che è stata la partita perché la Fiorentina ha avuto occasioni e colpito due pali – ha osservato Alvini – Noi abbiamo avuto coraggio e attenzione, mettendo la voglia di fare bene. Un aspetto significativo per noi, è una vittoria importante e bella, mi fa piacere per i ragazzi, per la società ed i tifosi“.
“L’interpretazione è fondamentale – ha aggiunto Alvini -. Contro la Juventus abbiamo subito alcune situazione ed in settimana abbiamo lavorato su questo. Quando la Fiorentina spingeva, la squadra ha saputo soffrire e siamo migliorati rispetto a quanto fatto una settimana fa. Abbiamo avuto identità ed atteggiamento, al di là del risultato. Voglio una squadra riconoscibile in campo”.
Alvini applaude Raimondo

Autore di una doppietta e di una prova straordinaria dal punto di vista tecnico e tattico, il centravanti si preso la scena. “Raimondo? In Italia spesso si tende a dare giudizi affrettati sui ragazzi – ha sottolineato Alvini – Lui è incredibile, ha bisogno di crescere, io e il direttore sportivo Castagnini abbiamo chiesto di confermarlo, penso che possa fare un percorso eccellente nella massima serie ma deve crescere ancora tanto“.
Il tecnico ha chiosato ricordando la figura di Gianluca Papini, direttore del Consorzio Toscana Manifatture morto nel sonno. «In una serata così bella, io sono di Fucecchio, la mia comunità ha avuto un lutto importantissimo e questa vittoria voglio dedicarla a Gianluca”.
La delusione di Grosso
“Sicuramente è un problema il fatto che subiamo tanto. Volevamo una prestazione ed un risultato diversi. Dimostriamo fragilità ed insicurezze, c’è tanto lavoro da fare”. Fabio Grosso, uno degli ex, non si nasconde ai microfoni di Dazn. “Sto battagliando tanto, dobbiamo mettere delle fondamenta, abbiamo tanti bei quadri ma se non hai il muro che te li mostra diventano fini a sé stessi – ha aggiunto il tecnico della Fiorentina – Pensavamo di poter fare meglio, sapevamo che dovevamo affrontare difficoltà, abbiamo creato occasioni, anche tante, ma non possiamo dimostrare che alle prime fragilità subisci. Dobbiamo tirarci su le maniche e fare sicuramente meglio“.

Il tecnico della Fiorentina cerca di scuotere una squadra che sembra già svuotata malgrado il campionato sia appena iniziato. “Il tempo continua a passare, siamo dentro ad un campionato che ti mette davanti a tantissime insidie – ha proseguito Grosso – Finirà il mercato fra poco e capiremo quello che siamo. Dobbiamo con umiltà tirare su la struttura che mettere in risalto le qualità che abbiamo”.
Mastantuono? “Sta molto meglio di quando è arrivato, ha dimostrato già le sue qualità, ma dobbiamo migliorare tanto perché basta poco per andare in difficoltà – ha sottolineato Grosso – Ci vogliono lavoro e le qualità all’interno per strutturare una squadra che sia degno dello spettacolo dei nostri tifosi che abbiamo visto oggi. Dobbiamo tutti dare qualcosa in più e salire di tanto il nostro livello”.



