[CALCIOMERCATO] In chiusura con il Napoli il ritorno dell'attaccante che in Ciociaria è esploso 4 anni fa. Alvini potrà contare su un giocatore polivalente dotato dal punto di vista tecnico e con una buona esperienza in Serie A. Un elemento importante nella corsa alla salvezza
Ancora un ritorno, anche se la sua militanza nel Frosinone è più datata nel tempo rispetto a quelle di Raimondo, Calvani, Fini e Cittadini. Si tratta di un attaccante esterno, prevalentemente di sinistra, Alessio Zerbin, classe 1999, novarese. In queste ore la trattativa, iniziata da alcune settimane, è arrivata a dama e Zerbin è pronto a riabbracciare il Frosinone. Pronto a tornare laddove 4 anni fa è iniziato tutto. Il club giallazzurro infatti lo ha valorizzato e lanciato grazie al lavoro del tecnico Fabio Grosso.
A Frosinone dovrebbe tornare a titolo definitivo e non in prestito condizionato come si era parlato in questi giorni. Condizionale d’obbligo aspettando l’ufficialità. Nelle prossime ore è atteso dalle visite mediche.
Scusate il ritardo

Di lui se ne era già parlato nell’estate del 2023, quando il Frosinone si apprestava a giocare il suo terzo campionato di Serie A. Ma le distanze con il Napoli, proprietario del cartellino e con lo stesso giocatore, non si riuscirono a colmare. Zerbin aveva appena vinto lo scudetto con i partenopei guidati da Spalletti, aveva esordito in Champions League e l’estate precedente – proprio sull’onda della stagione importante col Frosinone (31 presenze e 9 reti) – era stato anche convocato con la Nazionale maggiore.
Ma nel campionato 2023-‘24 cambiò tanto nel Napoli. L’addio di Spalletti, l’arrivo di Garcia, l’esonero dell’attuale ct del Belgio, il ritorno di Mazzarri: per farla corta, Zerbin gioca col contagocce. Vuole una maglia da titolare che, pur con l’apprezzamento di Spalletti, nel Napoli della stagione precedente era quasi impossibile ottenere per la presenza del mostro sacro, il georgiano Kvaratskhelia poi ceduto al Psg.
A gennaio – prima che arrivasse il terzo allenatore sulla panchina azzurra – emigra verso il Monza dove con Palladino colleziona 13 presenze e ritrova spazio. A fine campionato il ritorno all’ombra del Vesuvio ma con Conte c’è appena il tempo di fare il ritiro precampionato, 2 partite in Coppa Italia (105’) e 2 in campionato (2’ totali) e prima del gong della sessione estiva del calciomercato vola a Venezia dove c’è quel Di Francesco che avrebbe potuto incrociare la stagione precedente a Frosinone.

Stagione sfortunata perché i lagunari retrocedono in Serie B. La stagione-bis di Conte sulla panchina degli azzurri gli fa capire che deve spostarsi ancora e, nell’ultimo campionato, in prestito va alla neopromossa Cremonese ma l’epilogo non va meglio del precedente anche se colleziona 31 presenze rispetto alle 18 dell’anno prima. Adesso per lui un’altra neopromossa, la terza di fila. Ma anche tutti gli scongiuri del caso legati agli epiloghi delle precedenti due.
Tanta gavetta, dalla Prima categoria alla Serie A
La sua storia calcistica fino all’età di 22 anni non è stata affatto tutta rose e fiori. Zerbin dopo le giovanili nell’Inter – in maglia neroazzurra è rimasto per sei stagioni fino ad arrivare a giocare con i Giovanissimi – è andato al Novara, la squadra della sua città restando poi praticamente svincolato perché anche i tecnici della Società piemontese non avevano creduto in lui.

Ma il ragazzo al contrario ha continuato a credere fortemente nei propri mezzi, quel doppio ostacolo ha rappresentato un vero e proprio trampolino di lancio. Permettendogli di passare dai campi della Prima Categoria piemontese nella rosa di un club di A, fino a ritagliarsi spazi importanti nei 3 gironi della Lega Pro.
Dopo la ripartenza, con la Sunese, per lui arriva il momento che lo tempra sia sotto l’aspetto mentale che fisico. Poi il salto nel Gozzano, squadra del milanese, in serie D dove gioca due stagioni (3 gol nella prima stagione e 5 nella seconda) e merita l’attenzione del Napoli che da tre stagioni continua a tenere d’occhio il ragazzo.
Un attaccante polivalente

Le caratteristiche del neo giallazzurro vale la pena di ricordarle: è polivalente sotto il profilo tattico, nel senso che predilige giostrare sulla fascia sinistra, lui che è di piede destro. Nella sua carriera tra serie D e Lega Pro – con le maglie di Viterbese, Cesena e Pro Vercelli – ha ricoperto i ruoli dell’intero fronte offensivo. E gli piace agire anche da trequartista se capita.
In possesso di talento e qualità, bravo a saltare l’uomo creando quindi superiorità nella fase offensiva. Proprio nella squadra piemontese si era posto al centro dell’attenzione con una regolarità impressionante: 33 partite di campionato e 3 di playoff. In Lega Pro e nella Coppa Italia di categoria aveva messo insieme 88 presenze.

Il Napoli lo aveva acquistato nel 2017 e non lo ha mai mollato. Prima di andare a farsi le ossa in Lega Pro, Zerbin in maglia azzurra aveva collezionato 51 presenze tra il campionato Primavera, Torneo di Viareggio e UEFA Youth League, mettendo a segno con 14 reti. Le stagioni all’ombra del Vesuvio, al di là della gloria dello scudetto, gli hanno permesso di respirare da vicino il profumo del grande calcio giocato anche a livello europeo. Di immagazzinare esperienza.
Zerbin era entrato anche nel mirino dell’ex ct Mancini, prima che decidesse di volare in Arabia Saudita. Ora nella nuova avventura con il Frosinone avrà la possibilità, in un ambiente che conosce bene, di riprendersi quella ribalta che ha toccato con mano con il Napoli, che gli ha regalato gloria e attenzione da parte degli addetti ai lavori ma soprattutto di contribuire da protagonista alla salvezza dei giallazzurri.



