Nel question time del Consiglio comunale di Frosinone il presidente Tagliaferri incalza giunta e dirigenti su rifiuti, Tari e cantieri del BRT. Una seduta che rivela crepe nella maggioranza e anticipa il clima della campagna elettorale
Alessandra Mandarelli
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La seduta del Consiglio comunale di Frosinone si trasforma in un confronto politico sul ruolo della Lega e sugli equilibri della maggioranza. Tra regolamenti, ingressi contestati e tensioni interne emerge un dato: la coalizione che sostiene Mastrangeli non è più compatta.
Il Consiglio comunale approva il Bilancio dopo una maratona notturna. La maggioranza Mastrangeli fa quadrato, respinge tutti gli emendamenti e incassa i numeri. Ma politicamente resta un fronte fragile, tenuto insieme dal timore del voto anticipato.
Il Bilancio di previsione passa dopo una lunga notte d’aula, ma l’amministrazione Mastrangeli perde l’appoggio esterno della lista Marzi. I conti tengono, la maggioranza si assottiglia e il quadro politico si complica.
La maggioranza di Frosinone vive una tregua armata: pragmatismo oggi, strategie per il 2027 domani. Tra bilancio, Provinciali e ambizioni incrociate, Mastrangeli e FdI giocano una partita che vale molto più del presente.
Forza Italia incalza l’amministrazione Mastrangeli sui locali dei Piloni e rivendica un controllo rigoroso sugli atti. Tra richieste di documenti, scontri politici e continui cambi di casacca, a Frosinone il mandato elettorale appare sempre più ribaltato.
Prova fallita. Il Consiglio comunale di Frosinone non è riuscito a riunirsi. Senza Fratelli d’Italia, Tagliaferri e Polo Civico la maggioranza Mastrangeli non arriva nemmeno all’appello. La tensione sale, il muro contro muro con la galassia leghista resta e la consiliatura traballa.
Nell’ultimo Consiglio Comunale prima del “tutti al mare” ognuno ha fatto il suo lavoro: maggioranza ed opposizione. Con qualche dubbio
Nell’Aula del Comune di Frosinone ieri c’è stato il Question Time. Mettendo in luce una novità: l’opposizione ha iniziato a coordinarsi. Ed ha attaccato in modo unitario. Ma non è stato l’unico elemento politico
Chi sono, cosa fanno e soprattutto cosa non fanno i Consiglieri di opposizione al Comune di Frosinone. L’assenza di una strategia comune. La mancanza di stimoli. Ed il rischio di perdere un’enorme occasione
Schietroma e Iacovissi, allibiti dal J’accuse della dissidente Mandarelli, ormai la più votata nel Campo largo di Frosinone. «Nella vita ho aiutato tanti. Molti sono grati, lei no», controbatte Schietroma. Ma anche l’ormai consigliere Psi non se la tiene: «Sto da vent’anni nel Partito? Un merito, non una colpa. E senza ottenere mai ruoli amministrativi»
Già assessora nella Giunta Marrazzo e consigliera regionale con la Polverini, oggi è la più votata nel Campo costruito attorno al Pd. «Schietroma e Ottaviani mi volevano fare fuori, ma non ci sono mai riusciti». Eletta con la lista civica dell’ex sindaco Marzi, con cui cominciò vent’anni fa. «L’ho fatto solo per lui, che mi tratta da sempre come un politico e non come donna o quota rosa». I retroscena della cacciata dalla Regione
Il leader del Pd vuole vincere al Comune di Frosinone e sta costruendo una coalizione come quella del 2002. Con l’obiettivo di scomporre (letteralmente) il centrodestra: perciò il pressing su Gianfranco Pizzutelli, Carmine Tucci e Carlo Gagliardi. Avviato il confronto con Michele Marini, che però non verrà inseguito per sempre.
Ad un anno dalle elezioni nel capoluogo l’elenco dei possibili candidati del centrodestra continua ad allungarsi. Ma così si prepara il terreno all’avocazione da parte del tavolo regionale dei partiti. Uno scenario che Nicola Ottaviani non può permettersi.

















