Doppio scenario tra Sora e Palazzo Iacobucci: Fratelli d’Italia si divide su Luca Di Stefano per la rielezione, Lega e Forza Italia aprono, il Pd resta ambiguo. Partita aperta sulle Provinciali 2027 e sugli equilibri del centrodestra.
Andrea Amata
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La Lega porta una folta delegazione del Lazio alla convention di Milano tra sovranismo e tensioni in piazza. Sullo sfondo, equilibri nel centrodestra e test politico in vista delle prossime scadenze elettorali.
Il segretario regionale Organizzazione della Lega nel Lazio rilancia: basta primogeniture, servono obiettivi comuni. Sul tavolo la Zona Economica Speciale per salvare Stellantis e la stazione TAV Ferentino-Morolo. Il centrodestra ha le leve giuste, ma deve usarle insieme.
Il capogruppo della Lega rivendica trasparenza sugli assetti provinciali e chiede coerenza con il quadro politico nazionale. Tra deleghe, partecipate e sfide industriali, la Lega punta a ridefinire equilibri e leadership nel centrodestra.
Dopo le tensioni in Aula, Luca Di Stefano neutralizza l’asse Amata-Salera con la strategia della disintermediazione. Anche il Pd ritrova una linea unitaria: nessuna preclusione, ma richiesta di condivisione sugli assetti futuri.
Prima seduta tra toni istituzionali e tensioni politiche: la Lega rivendica più peso e punta alle partecipate, mentre il Pd alza il livello dello scontro. Di Stefano resta in equilibrio, ma il resto della consiliatura non sarà più una passeggiata.
Amata e Zaccari smontano il piano da 6 milioni: sfida aperta a Fratelli d’Italia. La Lega ridimensiona l’intervento regionale e rilancia sulla Zona economica speciale, trasformando il tema in una sfida politica. Sullo sfondo, la partita per la leadership del territorio e le provinciali 2027
Riunione del Direttivo Provinciale della Lega ieri sera. Il caso dell’assessorato regionale tolto a Frosinone. Ma a finire sotto processo è proprio Ciacciarelli. Che, capendo la manovra, non è andato. Cosa non quadra. Il dubbio di Calisse. La strategia che blinda solo Latina
Le prime prese di posizione dei Partiti in vista delle Provinciali di dicembre che eleggeranno il Presidente della Provincia. A palazzo Iacobucci si è spezzato lo storico equilibrio tra i poli. Sul quale si basava il “lodo Di Stefano”. Cosa potrebbe accadere. I vari scenari
Come va letto il risultato della Lega e la conferma dei due consiglieri provinciali nonostante lo spostamento del baricentro interno alla coalizione. Per Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli il dato politico è chiaro: ora il centrodestra ha la maggioranza e cambia lo scenario per l’elezione del presidente. Il segnale per Di Stefano
Cosa c’è dietro i risultati emersi nel capoluogo. Tante indicazioni in vista delle amministrative in programma il prossimo anno. La vittoria di Pasquale Cirillo aumenta il peso di Forza Italia. La delusione di Marco Ferrara tradito sul traguardo. La città si conferma un feudo di Nicola Ottaviani
Poche ore alle Provinciali. Chi vota chi. E perché. Cosa uscirà dalle urne. E cosa determinerà
Alle consultazioni per il Consiglio di palazzo Iacobucci il Capoluogo pesa 315 voti per consigliere ma non fa sistema. Due candidati, nessuna regia unitaria, partiti in ordine sparso. Così la città rischia di sacrificare il suo peso sull’altare delle segreterie. E perdere centralità
Con una proposta solo in apparenza neutrale, Antonio Scaccia ridisegna gli equilibri della maggioranza Mastrangeli: FdI si spacca, la Lega non perde terreno e la sua lista diventa primo gruppo in Aula.
Liste depositate per le Provinciali. Alle 9 di lunedì arrivano quelle di Pd e FdI. perchè hanno tardato. Strategie calibrate al voto ponderato: dalle mosse di Quadrini al risiko di FdI, passando per il Pd e la Lega, le Provinciali diventano una partita di numeri, correnti e regolamenti di conti interni.
La nascita di Futuro Nazionale ha segnato da ieri la rottura definitiva tra Vannacci e la Lega. Una scelta che ridisegna gli equilibri nel centrodestra e produce riflessi concreti anche nel capoluogo ciociaro tra numeri, alleanze e partite ancora aperte
Lo scontro tra Antonio Scaccia e la Lega apre una frattura profonda nella maggioranza di Frosinone. Tra bilancio, Provinciali e strategie future, lo strappo non è solo locale ma ridisegna gli equilibri del centrodestra.
La seconda giornata della kermesse leghista a Roccaraso entra nel vivo: sicurezza, giustizia e sviluppo diventano assi programmatici. Tra identità e governo, la Lega prova a trasformare il dibattito in direzione politica.
La maggioranza di Frosinone vive una tregua armata: pragmatismo oggi, strategie per il 2027 domani. Tra bilancio, Provinciali e ambizioni incrociate, Mastrangeli e FdI giocano una partita che vale molto più del presente.
Tra tensioni politiche, mediazioni romane e strategie silenziose, la crisi a Palazzo Munari resta sotto controllo. Fratelli d’Italia fa pressione senza strappare, Mastrangeli guarda oltre il mandato e il vero banco di prova resta il Bilancio.
























