Con una proposta solo in apparenza neutrale, Antonio Scaccia ridisegna gli equilibri della maggioranza Mastrangeli: FdI si spacca, la Lega non perde terreno e la sua lista diventa primo gruppo in Aula.
Andrea Turriziani
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Il vertice romano sulla crisi di Frosinone non produce svolte ma solo tempo. Una pausa tattica condivisa da tutti, perché nessuno è pronto a staccare la spina: né la maggioranza divisa, né un’opposizione ancora senza strategia. L’ipotesi in esame.
Nel cuore delle feste esplode la crisi a Frosinone: Fratelli d’Italia si ricompatta, chiede il rimpasto e mette alle strette Mastrangeli. Due assessorati diventano la chiave per salvare, o far cadere, il governo cittadino.
Il vertice del centrodestra a Frosinone, nato per ricomporre la maggioranza, apre nuovi fronti di tensione. Tra rimpasti rinviati, equilibri fragili e cambi di schieramento, il rischio è un’escalation politica alla vigilia del Bilancio. Come dimostra il nuovo salto della barricata compiuto da Pallone
I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di giovedì 18 dicembre 2025.
Forza Italia incalza l’amministrazione Mastrangeli sui locali dei Piloni e rivendica un controllo rigoroso sugli atti. Tra richieste di documenti, scontri politici e continui cambi di casacca, a Frosinone il mandato elettorale appare sempre più ribaltato.
Prova fallita. Il Consiglio comunale di Frosinone non è riuscito a riunirsi. Senza Fratelli d’Italia, Tagliaferri e Polo Civico la maggioranza Mastrangeli non arriva nemmeno all’appello. La tensione sale, il muro contro muro con la galassia leghista resta e la consiliatura traballa.
Tra cene strategiche, accordi sotterranei e rientri eccellenti, la maggioranza di Riccardo Mastrangeli si muove verso il 2027 costruendo un blocco civico blindato da Nicola Ottaviani. Fratelli d’Italia scalpita, mentre l’opposizione resta immobile in un silenzio che pesa come una resa anticipata.
Mastrangeli convoca i capigruppo per misurare la tenuta della maggioranza sul Bilancio, mentre il centrodestra frusinate affronta cambi di casacca, equilibri fragili e tensioni interne che pesano già sul futuro politico del 2027.
Cosa c’e’ dietro la partita a scacchi in atto a Frosinone tra la galassia della Lega e Fratelli d’Italia
“Così è se vi pare”: ma il vero dato del question time consiliare di Frosinone è lo scarso appeal, su consiglieri e cittadini. Se non c’è battaglia non si divertono
Neutralizzare i consiglieri malpancisti lasciando socchiusa la porta delle opposizioni civiche: la strategia del sindaco che non piace a tutti
Chi sono, cosa fanno e soprattutto cosa non fanno i Consiglieri di opposizione al Comune di Frosinone. L’assenza di una strategia comune. La mancanza di stimoli. Ed il rischio di perdere un’enorme occasione
Tutto il Question Time. Due ore di apparente discussione nel Consiglio Comunale di Frosinone. Ma il dibattito è ingessato. Servono domande più impegnative. E risposte più complete. Marzi sale in cattedra.
Quattro nomi per l’assessorato ai Lavori Pubblici di Frosinone. Antonio Scaccia: «Centrodestra maggioritario, vinceremo ancora». Michele Marini ha deciso: si candiderà
La suggestione che vorrebbe il professor Gino Scaccia candidato sindaco a Frosinone. “Non sono interessato. La politica non è e non sarà mai il mio mestiere”. Il centrosinistra punta sulla linea civica. Gli esempi Meccatronico e Catalent
Troppe le variabili nel centrosinistra di Frosinone per la candidatura a sindaco. Mauro Vicano è in campo da mesi, mentre gli altri non si vedono. E poi ci sono le incognite delle alleanze, del ruolo di Fabrizio Cristofari, del rapporto con i Cinque Stelle e del peso delle liste civiche. Alla fine il primo obiettivo da centrare è l’unità dei Dem. E allora tanto vale…
Si vota tra un anno, cioè… domani. E dodici mesi prima di politiche e regionali. Tutti si giocano davvero tutto. Due in particolare: Nicola Ottaviani e Francesco De Angelis. Ma sulle candidature a sindaco e sulle coalizioni nessuno ha certezze.
Al Comune di Frosinone le opposizioni non hanno mai trovato una linea unitaria, eppure adesso, in vista delle elezioni in programma tra un anno, non si può prescindere dai gruppi consiliari in aula. E provare a raggiungere un’intesa.
De Angelis e Fantini ribadiscono il sostegno a Zingaretti. Sullo sfondo gli equilibri interni e le candidature a Camera e Senato

























