Il trasloco di Giulia e Stelvio nel Fabbricato 0 segna l’avvio di una rivoluzione nel modello produttivo. Addio ai 400 pezzi a turno dei tempi migliori: si passa a una produzione quasi artigianale e di lusso. Sull’altra linea le Maserati: con Levante e Quattroporte in arrivo? Il dossier Uilm mette in fila i numeri della crisi. Tra poche ore il Consiglio territoriale con i vertici nazionali
Antonio Filosa
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Dal 23 luglio si fermano Lastratura, Verniciatura e Presse. Poi agosto di ferie e ritorno a settembre. Il sindacato UILM: «Nessuna certezza sul futuro». Rocca annuncia la trasferta a Torino per vedere i nuovi Maserati. Intanto la Fiat abbandona l’Australia. E a Graz, nello stabilimento Magna Steyr, la XPeng produce già quattro modelli. L’Università di Cassino guarda con attenzione.
Dal palco della convention di Ciacciarelli a Castrocielo, il Governatore del Lazio lancia la notizia che riscrive il futuro dello stabilimento: a novembre la presentazione dei nuovi modelli, un partner industriale in arrivo come socio di minoranza. Rocca ha incontrato Filosa il mese scorso. Sa più di quanto dice. E quello che dice è già tantissimo.
Le 17 di oggi. Le grandi vetrate aperte. Dentro, dipendenti e imprenditori che tornano a riempire stanze vuote da troppi anni. Una sfida all’intero territorio ciociaro: la Camera di Commercio dice che se si vuole pensare in grande questa provincia ha tutte le carte in regola. Ma deve avere coraggio.
La partnership con Huawei o JAC può garantire un futuro a Cassino Plant, ma rischia di lasciare fuori l’indotto. L’alternativa è trasformare il territorio in una piattaforma europea di assemblaggio sul modello Magna Steyr: un progetto ambizioso che richiede visione politica e industriale.
Mentre la Fiat festeggia il boom della 500 Hybrid a Mirafiori, Cassino Plant resta in attesa di un vero piano industriale. Le rassicurazioni di Stellantis non bastano: la Regione va a Torino.
L’audizione del Ceo Stellantis, Antonio Filosa a Montecitorio. «Cassino Plant e Maserati non sono in vendita». La cena serale al Mulino di Castrocielo dove c’è chi giura fosse presente. A quel punto è logica la visita allo stabilimento di Piedimonte San Germano
Cinque miliardi di investimenti entro il 2030 e nessuna chiusura di stabilimenti: Stellantis rilancia il piano italiano. Ma per Cassino i sindacati chiedono risposte immediate su modelli, volumi produttivi e occupazione.
La Regione Lazio porta la crisi di Cassino Plant nell’agenda europea dell’automotive. A Bilbao, Roberta Angelilli firma il documento delle Regioni auto e prepara il confronto con Stellantis tra tavoli istituzionali e nuove pressioni su Bruxelles.
Il giorno dopo l’Investor Day di Auburn Hills, i dettagli cominciano a prendere forma. E su Alfa Romeo – il marchio che più di tutti interessa a Cassino – arrivano chiarimenti che ridisegnano il quadro con una precisione che ieri mancava.
I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di venerdì 22 maggio 2026.
Dopo una giornata senza risposte per Cassino, Antonio Filosa annuncia che il futuro dello stabilimento sarà definito nel piano Maserati di dicembre 2026. Escluse chiusure, ma restano interrogativi su volumi, occupazione e missione produttiva.
Stellantis prevede, nel nuovo piano strategico, 60 miliardi di investimenti. Maserati si sposta sul segmento E. Alfa Romeo diventa marchio regionale. Nuova piattaforma STLA One. Sparito il segmento D di Cassino. Ci sarà una riduzione degli impianti ma «without shoutdown». Rocca non ci sta. I sindacati chiedono chiarezza.
Mentre BYD (che nega) visita Cassino Plant e Pomigliano ottiene l’e-car del futuro, la Regione Lazio prova a serrare i ranghi attorno allo stabilimento. I piani di riconversione: l’ipotesi Cira, il no allo Studentato nell’ex Palazzina, la richiesta per i Parcheggi. Tutto converge sul piano industriale che Antonio Filosa presenterà il 21 maggio agli investitori.
Nuovo scoop di Bloomberg. Dal summit del Financial Times a Londra emerge lo scenario dell’industria automotive: i colossi cinesi cercano fabbriche in Europa e BYD conferma contatti con Stellantis. Filosa punta sulle partnership industriali e blinda Alfa Romeo e Maserati. Il piano del 21 maggio sarà decisivo anche per il futuro dello stabilimento di Cassino.
A Pechino, al più grande Salone automobilistico del mondo, il CEO di Leapmotor International non esclude la produzione in Italia. A Cassino, nello stesso momento, le linee del montaggio si fermano per l’ennesima volta. È in questa distanza — geografica, temporale, industriale — che si gioca il futuro dello stabilimento ciociaro.
Secondo Bloomberg, Dongfeng potrebbe entrare nello stabilimento Stellantis di Cassino. Tra crisi produttiva e piani di condivisione industriale, il sito laziale diventa nodo strategico in un riassetto europeo carico di incognite.
Produzione al minimo storico e prospettive sempre più fosche per Cassino Plant: la Uilm lancia l’allarme al tavolo regionale e chiede interventi immediati prima del piano Stellantis del 21 maggio.
Produzione al minimo e futuro incerto: il Pd porta la crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino al Nazareno, chiedendo interventi immediati e una strategia industriale chiara prima del piano annunciato per il 21 maggio.
La manifestazione per difendere il futuro dello stabilimento Stellantis mobilita lavoratori e sindacati. Mancava la città: gli studenti, i pensionati, i commercianti. E tutti quelli che sono saliti su quell’immenso ascensore sociale. Un segnale di sfiducia che pesa quanto la crisi industriale e interroga il territorio sul proprio futuro.

























