Il maxi-riassetto da 22,2 miliardi non segna la fine ma l’Anno Zero di Stellantis: stop all’elettrificazione forzata, niente dividendi e nuova strategia industriale. Filosa azzera il passato per riportare clienti, volumi e redditività al centro.
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Dopo anni di incertezza, dal confronto tra azienda e sindacati emergono segnali incoraggianti per Cassino Plant: lo stabilimento non chiude, arriva una nuova linea Maserati e riparte il progetto Alfa Romeo, mentre Stellantis alleggerisce le vecchie zavorre. Il Centro Sportivo va al CUS. La Palazzina Uffici potrebbe diventare una Casa dello Studente
La crisi del comparto automotive colpisce in silenzio la provincia di Frosinone. Tra fabbriche che chiudono, competenze che si perdono e ipotesi di riconversione controverse, resta un’unica domanda: c’è ancora una politica industriale capace di guardare al futuro?
Cassino Plant, da perno dell’automotive premium a punto critico della strategia Stellantis: crollo dei volumi, modelli rinviati e produzione a singhiozzo mettono a rischio non solo l’occupazione, ma l’intero equilibrio industriale del territorio.
Un editoriale duro e ironico sull’Europa che persevera in politiche inefficaci: agricoltura, guerra, green deal e migrazioni diventano esempi di un accanimento terapeutico che ignora i dati e scarica i costi sui cittadini.
La proroga dei motori termici non risolve la crisi industriale europea. I segnali che arrivano dalla Germania raccontano una crisi strutturale profonda, tra costi energetici, concorrenza cinese e un modello economico ormai sotto pressione.
Il Piano Operativo del Consorzio Industriale del Lazio è solido, accurato, ambizioso. Ma già rischia di invecchiare: i dati stanno cambiando, gli investimenti sono mutati, gli scenari modificati. Ora la politica deve fare ciò che il documento non può: aggiornare, decidere, agire. Perché senza velocità – non soldi – l’industria del Lazio resterà ferma ai blocchi.
Il cambio d’insegna al Cassino Plant – via il biscione Alfa Romeo, spazio al tridente Maserati – diventa il simbolo di un settore in transizione. Mentre Federlazio lancia l’allarme sulla crisi dell’automotive nel Lazio, Exor rilancia con 4 miliardi di investimenti e la Fiom chiede garanzie per il futuro di Stellantis. Tra incertezze normative, cassa integrazione e sfide industriali, il destino della mobilità italiana si gioca tra Cassino, Bruxelles e Torino.
La visione ampia del politico cassinate e lo scenario allargato su un problema che non può più solo attorcigliarsi su se stesso
Al Tavolo sull’automotive in Regione si parla solo di “difesa”, mentre il settore chiede visione e coraggio. Nessuno cita DR Automobiles, già secondo produttore nazionale. Intanto l’Europa arretra, l’Italia arranca e il futuro si gioca guardando avanti, non allo specchietto retrovisore.
La Grande Panda andrà in Algeria, Pomigliano gode dei benefici Zes, mentre Cassino cerca di difendere il suo ruolo nel premium. Regione e sindacati serrano i ranghi, ma senza scelte industriali forti il futuro resta un’incognita.
Il CEO di Stellantis annuncia “scelte dolorose” entro il 2026 e la Regione Lazio si attrezza: la vicepresidente Angelilli svela che è già pronto un piano per riconvertire il polo dell’auto. In campo le ipotesi aerospazio e farmaceutico. Un Piano B per evitare il naufragio industriale del Lazio meridionale.
Il gruppo molisano DR Automobiles entro la prima settimana di agosto sarà al Ministero per l’acquisizione dello stabilimento Saxa Gres di Anagni. Lo trasformerà in un innovativo polo produttivo automobilistico. Con un investimento di 50 milioni, l’azienda punta a realizzare auto interamente in Italia. Garantendo occupazione e sostenibilità.
Il CEO di Alfa Romeo, Santo Ficili, ha confermato l’importanza strategica dello stabilimento di Cassino, che continuerà a produrre modelli chiave. Nonostante le sfide attuali, il futuro dell’impianto è garantito, mirato a innovazioni come motori ibridi e tecnologie avanzate.
La supremazia occidentale nell’innovazione tecnologica è in declino, con la Cina che guida nel settore delle batterie, in particolare quelle al sodio. Occorre una politica industriale strategica in Europa per non diventare semplici spettatori nel cambiamento globale. E lo stabilimento Stellantis di Cassino è sulla linea del fronte
Cassino e Frosinone non ottengono fondi per la mobilità green: vanno a 10 piccoli Comuni della provincia di Frosinone. La domanda supera di gran lunga il budget disponibile, escludendo i due maggiori centri dalla selezione.
Auto1.com, la più grande piattaforma B2B per auto usate in Europa ha un canale di dialogo aperto con Trasnova: si valuta se affrontare insieme le sfide al sud Italia. Società tedesca, sede italiana a Milano: è cresciuta tantissimo negli ultimi anni. Il sindacato osserva e attende
Il 2025 non segnerà la ripresa per Alfa Romeo. I consumatori rifiutano l’elettrico. E questo impone un cambIo direzione, con un ritorno anche ai motori ibridi. La visione di Coppotelli (Cisl): il futuro richiede investimenti reali per evitare il deterioramento sociale e industriale, soprattutto nel sud Italia.
Il governo italiano cerca un accordo con gli Stati Uniti in un contesto europeo, evitando ritorsioni commerciali. Giorgia Meloni esprime preoccupazione per i dazi imposti da Trump, definendoli sbagliati. Il governo prevede di proteggere i settori produttivi colpiti e valutare nuovi mercati, mentre richiede cambiamenti in ambito europeo.
Le dichiarazioni vs Fratoianni del presidente frusinate di Fdi ed uno scenario che in realtà è molto più complesso
























