Tutti i cambi Gruppo per Gruppo in questa consiliatura a Frosinone. Numeri da record. I Gruppi creati. E quelli cancellati. Come si legge la nuova mappa
Christian Alviani
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L’ex commissario indicato da Identità Frusinate come sostituto di Sulli fa un sopralluogo sulla sicurezza nello Scalo. Le forze dell’ordine si radunano intorno a lui, i bivaccanti – rricordandolo ancora in divisa – cambiano aria. La domanda è semplice: visita tecnica autonoma o messaggio subliminale al sindaco? Intanto il campanile di Santa Maria torna alla città.
La maggioranza di Riccardo Mastrangeli si avvita sulla presidenza del Consiglio comunale: due blocchi contrapposti, veti incrociati e nessun candidato capace di raggiungere i 17 voti. Ora il sindaco ha una sola vera mossa: dimettersi.
Non è confusione. È una partita a scacchi in cui ogni mossa risponde a una precisa logica di interesse. Dal cappuccino al bar Tucci al parere del professor Michetti: la guida per capire chi vuole cosa e perché nessuno ha ancora i 17 voti.
Identità Frusinate sfiducia Sulli, ma Sulli non si dimette. Ferrara e Crescenzi sembrano costruirgli un nuovo asse. Il Comma 22 di Heller applicato alla politica di Frosinone. E i 17 voti per il presidente del Consiglio — già introvabili prima — adesso sembrano un miraggio.
«Non dispongo di consiglieri comunali a mio sostegno»: è questa la frase del comunicato di Sulli che vale più di ogni altra. Un assessore politico senza lista è un’anomalia. Mastrangeli deve decidere se tenerlo — cercando copertura nel Gruppo Misto — o sostituirlo come chiede Identità Frusinate. A undici mesi dal voto ogni mossa vale doppio.
Un logo studiato, non improvvisato. Un simbolo che parla prima di qualsiasi comunicato ufficiale. E una data che dice tutto: la PEC è arrivata prima del direttivo convocato per fare chiarezza. «Mani Libere» non è un colpo di testa — è un progetto.
Con una PEC delle 12:15 di oggi, Marco Ferrara e Sergio Crescenzi escono da Identità Frusinate e si collocano nel Gruppo Misto sotto il sub-contrassegno «Mani Libere». La maggioranza si assottiglia ancora. Il nome scelto è già un programma politico.
Fratelli d’Italia pone il veto su Ferrara. Identità Frusinate si dissocia dai propri consiglieri. Renzi chiede un vertice urgente. Alviani non vota per il suo stesso capogruppo. E la presidenza del Consiglio, da fatto istituzionale, è diventata il termometro più impietoso della crisi della coalizione.
Due fumate nere, una sospensione surreale e un Ufficio di Presidenza svuotato. Fanelli prende 11 voti da posizioni trasversali. Marzi assente che vale più di tutti i presenti. E 13 persone collegate in streaming.
Le tensioni sulla mobilità agitano la maggioranza ma non mettono a rischio il sindaco Riccardo Mastrangeli. Il nodo politico è un altro: costruire la coalizione per il bis e contenere l’insidia rappresentata da Forza Italia.
Cambi di gruppo, equilibri mobili e strategie in vista delle elezioni 2026: il Consiglio comunale di Frosinone vive una fase di instabilità permanente, dove la politica corre più veloce dell’amministrazione.
Due cambi di gruppo in poche ore rimettono in discussione gli equilibri del Consiglio comunale di Frosinone. Tra Lega, civiche e Fratelli d’Italia, il Cubo di Rubik della maggioranza Mastrangeli gira ancora.
Tra tensioni politiche, mediazioni romane e strategie silenziose, la crisi a Palazzo Munari resta sotto controllo. Fratelli d’Italia fa pressione senza strappare, Mastrangeli guarda oltre il mandato e il vero banco di prova resta il Bilancio.
Un anno di politica cittadina raccontato mese per mese tra cambi di casacca, veti incrociati, alleanze instabili e continui stop. Il 2025 a Frosinone è stato un equilibrio precario, sempre sospeso tra caduta e sopravvivenza.
Il Consiglio comunale di Natale salta ancora: maggioranza assente, Aula deserta e messaggio politico esplicito al sindaco Mastrangeli. La crisi non è episodica ma strutturale, e mette in discussione il futuro dell’amministrazione. L’invito di Angelo Pizzutelli: dimissioni. Come si leggono i vari messaggi di oggi.
Tra cambi di schieramento, rientri clamorosi e maggioranze liquide, il Consiglio comunale di Frosinone assomiglia a un hub politico permanente. Mastrangeli resta il punto fermo, tra bilancio, provinciali e un equilibrio sopra la follia.
Forza Italia incalza l’amministrazione Mastrangeli sui locali dei Piloni e rivendica un controllo rigoroso sugli atti. Tra richieste di documenti, scontri politici e continui cambi di casacca, a Frosinone il mandato elettorale appare sempre più ribaltato.
Il capogruppo di Forza Italia ha presentato un’interrogazione al sindaco a risposta scritta per avere chiarimenti sugli incarichi affidati all’agronomo Americo Acerra ed all’architetto Mauro Ciotoli che sarebbero vicini alla civica che ha accolto l’ex azzurro Alviani. Da sinistra l’assalto di Pizzutelli sull’illuminazione.
Prova fallita. Il Consiglio comunale di Frosinone non è riuscito a riunirsi. Senza Fratelli d’Italia, Tagliaferri e Polo Civico la maggioranza Mastrangeli non arriva nemmeno all’appello. La tensione sale, il muro contro muro con la galassia leghista resta e la consiliatura traballa.

























