A Terracina il consiglio comunale ha approvato all’unanimità lo statuto della partecipata. Prova di forza del sindaco nei confronti della sua coalizione che nelle settimane scorse lo aveva messo in difficoltà disertando due sedute dell’assise. Si apre una nuova fase amministrativa e politica con FdI e Lega che dovranno riposizionarsi
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Dopo 10 ore di consiglio inconcludente, la crisi politica al Comune di Terracina si aggrava. Fratelli d’Italia e Lega alzano il prezzo, ma il sindaco Giannetti guarda alle minoranze per uscire dallo stallo e approvare il nuovo Statuto dell’Azienda speciale, indispensabile per il bilancio comunale. Lunedì il possibile punto di svolta.
A Terracina il primo cittadino dimissiona l’assessore Sara Norcia come chiesto dal “carroccio”. Al suo posto Nicoletta Rossi ma per la ricomposizione della giunta diversi i nodi da sciogliere a partire da FdI che pretende le deleghe più pesanti
Nessuna soluzione all’impasse politico-amministrativo dopo la seduta del Consiglio comunale svolta in seconda convocazione. La maggioranza resta divisa con FdI che chiede i 3 assessorati più importanti. Il sindaco Giannetti non intende dimettersi. Intanto la Cgil attacca: “Comune inadempiente ed i dipendenti vanno via”
Terracina dopo la paralisi politica ed i giochi di potere: Giannetti giovedì ha azzerato le deleghe ma lasciando tutti al loro posto. L’opposizione evoca Aldo Moro, il Pd chiede le dimissioni, Forza Italia rivendica la fuga anticipata. E il Comune resta fermo.
L’uomo perfetto per mettere a regime l’ambiguità forzosa della premier tra Europa e Patria. E tra doveri e consenso
Cosa c’è dietro all’uscita di Daniele Carlot da Fratelli d’Italia ed il suo ritorno nella Lega. Uno scenario più ampio. Che mira a radicare il Partito. L’asse Abbruzzese – Cusani – Durigon











