Come si legge la campagna di ascolto lanciata ieri dal Pd “Frosinone, cosa manca?” . Prova a colmare mesi di immobilismo rispetto all’iperattivismo di Iacovissi (PSI), puntando su contenuti e territorio più che sul nome del candidato sindaco Pizzutelli. Ma è anche un segnale alle altre forze progressiste: alle quali lascia aperta la porta. Evitando di arroccarsi sul nome del candidato
Daniele Leodori
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L’incontro a Roma tra Leodori e la delegazione dem di Frosinone su Pizzutelli si presta a doppia lettura: sostegno alla candidatura e segnale che la partita è salita al livello regionale. Ma mentre il PD resta in silenzio, nel PSI Iacovissi corre.
Dopo quattro mesi di attesa, Gerardo Stefanelli torna ufficialmente nel Partito Democratico. Ottiene il via libera nazionale riapre la partita interna al Pd pontino. Spostando l’asse verso AreaDem. Il grande lavoro di Sarubbo per costruire un Pd più ampio e plurale
Il presidente del circolo cittadino di FdI pubblica un video-requisitoria contro l’amministrazione Querqui: sanità, tributi, servizi sociali, scuole, ambiente e decoro. Minaccia segnalazioni ad ANAC, Corte dei Conti e Prefetto. Ma il sindaco non era solo: il PD era a Ceccano, solo senza clamore. E intanto FdI si mostra unita con Ruspandini, Savo e Maura.
Dopo oltre cinque mesi di tensioni e quaranta giorni dalla rottura, il Partito Democratico di Frosinone chiude la stagione congressuale con una nuova segreteria provinciale. Da Roma arriva anche la promozione di Antonio Pompeo a vicesegretario regionale. Cosa c’è dietro. E come va letto il nuovo schema
Mesi di assemblee, mediatori, richiami regionali, proroghe e veti incrociati. Alla fine all’orizzonte appare il nome di Fernando Cardarelli, storico coordinatore delle liste del sindaco. Ha quasi tutto quello che serve, gode di consenso trasversale. Manca solo il sì di Barbara Di Rollo. E quella mancanza racconta qualcosa di più grande di un circolo di Partito. Racconta la ribellione di Salera e di Cassino al Pd del nord
La segreteria provinciale del Partito Democratico è pronta a sostenere la candidatura di Enzo Salera alla presidenza della Provincia di Frosinone. Ma manca ancora il sì ufficiale del sindaco di Cassino, che continua a tenere il partito sulle spine mentre prova a consolidare il suo peso politico.
Antonella Di Pucchio, Maria Francesca Fiorini e Federica Forte lasciano il Partito Democratico dopo settimane di richieste rimaste senza risposta. Al centro della rottura il caso Isola del Liri, dove due assessori Pd governano con un sindaco FdI. Mentre la crisi interna dei Dem provinciali si allarga.
Doveva servire a definire la linea su Provincia e Saf. Invece la riunione convocata da Achille Migliorelli fa esplodere lo scontro sulla vicesegreteria provinciale. Una frattura che rischia di travolgere gli equilibri del Pd laziale. A rischio i voti per Buschini alla Saf e Di Stefano in Provincia
A Latina il segretario provinciale dei democratici prende una posizione forte sull’ingresso nel partito del sindaco di Minturno, congelato a livello nazionale per non entrare in conflitto con Italia Viva. “E’ ora di assumere una decisione – tuona il dirigente – Gerardo deve essere accettato perché è un valore aggiunto ma anche per una questione di coerenza politica personale e della Federazione”
La segnalazione all’Anac del presidente del Consiglio comunale Massimo Signore sul concorso per un dirigente tecnico incrina i rapporti con il sindaco Gerardo Stefanelli. Sullo sfondo, le manovre di Forza Italia e del Pd.
La coordinatrice provinciale di AreaDem Francesca Cerquozzi difende Achille Migliorelli e contesta le argomentazioni di Annalisa Paliotta. Il caso Pontecorvo si trasforma così in una verifica politica sugli equilibri interni del Pd e sulla posizione di Enzo Salera.
Il caso Paliotta diventa il detonatore di uno scontro politico ben più ampio. La nota di Edilio Terranova chiama in causa Francesco De Angelis, mentre sullo sfondo emergono le ambizioni di Enzo Salera e le tensioni dentro AreaDem.
La replica di Achille Migliorelli alla lettera di Annalisa Paliotta apre nuovi fronti nel Pd ciociaro. Entrano in scena Enzo Salera e il caso Cervaro, mentre la decisione finale passa ora a Daniele Leodori.
Con una lettera aperta Annalisa Paliotta respinge le accuse del Pd di Pontecorvo, rivendica la scelta elettorale e chiama in causa le contraddizioni Dem sulle alleanze locali. Da caso disciplinare a questione politica regionale.
Due lettere dei circoli Pd di Pontecorvo e Isola del Liri riaprono le tensioni interne ai Democratici ciociari. Sul tavolo i casi Paliotta e Quadrini, mentre emergono nuovi imbarazzi politici anche sulle scelte elettorali di Enzo Salera.
Il segretario regionale Pd Daniele Leodori apre un’interlocuzione tra le correnti Dem della provincia di Frosinone per disinnescare tensioni su Isola del Liri, Pontecorvo, Provincia e segreteria. Obiettivo: evitare fratture e preparare la sfida elettorale al centrodestra.
Sempre al centro del dibattito politico il Partito Democratico entrato in crisi d’identità dopo il passaggio del sindaco Massimiliano Quadrini in FdI. L’assessore Stefano Vitale resiste in maggioranza mentre Antonella Di Pucchio minaccia di autosospendersi. I due si sono incontrati, i vertici regionali dei dem frenano e chiedono tempo per risolvere la questione. Ma la miccia resta accesa
l caso esplode dopo la diffusione di un video che ritrae l’ex sindaco Francesco Lavalle in un gesto interpretato come saluto romano, mentre sullo sfondo si sente “Viva il Duce”. Poco dopo, davanti alla sede del Partito Democratico viene danneggiata la bandiera e lasciato un tricolore con la stessa scritta. Il PD, con Achille Migliorelli, Daniele Leodori, Francesco De Angelis e Sara Battisti, parla di atto intimidatorio. Lavalle respinge le accuse e chiede la rimozione del video. La vicenda apre un fronte politico e simbolico nel paese commissariato.
Forte richiamo del segretario regionale del PD al sindaco e alla presidente del consiglio comunale che non trovano un’intesa sul nuovo segretario del circolo dem di Cassino. Ma per ora gli effetti non si sono sentiti: le parti restano distanti. D’altronde è una partita decisiva per il futuro politico del centrosinistra della città martire. E quindi nessuno vuole mollare un centimetro
























