Daniele Leodori

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Post-it, Campanile, ascolto: il PD prova a riprendersi Frosinone

Come si legge la campagna di ascolto lanciata ieri dal Pd “Frosinone, cosa manca?” . Prova a colmare mesi di immobilismo rispetto all’iperattivismo di Iacovissi (PSI), puntando su contenuti e territorio più che sul nome del candidato sindaco Pizzutelli. Ma è anche un segnale alle altre forze progressiste: alle quali lascia aperta la porta. Evitando di arroccarsi sul nome del candidato

Liburdi riapre il fronte: «Sul PAT una protesta costruita sul nulla»

Il presidente del circolo cittadino di FdI pubblica un video-requisitoria contro l’amministrazione Querqui: sanità, tributi, servizi sociali, scuole, ambiente e decoro. Minaccia segnalazioni ad ANAC, Corte dei Conti e Prefetto. Ma il sindaco non era solo: il PD era a Ceccano, solo senza clamore. E intanto FdI si mostra unita con Ruspandini, Savo e Maura.

Il Pd di chiude la sua guerra dei cento giorni: la Segreteria nasce, la pace è un equilibrio

Dopo oltre cinque mesi di tensioni e quaranta giorni dalla rottura, il Partito Democratico di Frosinone chiude la stagione congressuale con una nuova segreteria provinciale. Da Roma arriva anche la promozione di Antonio Pompeo a vicesegretario regionale. Cosa c’è dietro. E come va letto il nuovo schema

Cassino, il PD e il nome del Segretario che non si riesce a dire

Mesi di assemblee, mediatori, richiami regionali, proroghe e veti incrociati. Alla fine all’orizzonte appare il nome di Fernando Cardarelli, storico coordinatore delle liste del sindaco. Ha quasi tutto quello che serve, gode di consenso trasversale. Manca solo il sì di Barbara Di Rollo. E quella mancanza racconta qualcosa di più grande di un circolo di Partito. Racconta la ribellione di Salera e di Cassino al Pd del nord

Il Pd si spacca prima della battaglia: salta il tavolo, ora la crisi arriva a Roma

Doveva servire a definire la linea su Provincia e Saf. Invece la riunione convocata da Achille Migliorelli fa esplodere lo scontro sulla vicesegreteria provinciale. Una frattura che rischia di travolgere gli equilibri del Pd laziale. A rischio i voti per Buschini alla Saf e Di Stefano in Provincia

Sarubbo a gamba tesa sui vertici dem: “Basta melina, voglio Stefanelli nel Pd”

A Latina il segretario provinciale dei democratici prende una posizione forte sull’ingresso nel partito del sindaco di Minturno, congelato a livello nazionale per non entrare in conflitto con Italia Viva. “E’ ora di assumere una decisione – tuona il dirigente – Gerardo deve essere accettato perché è un valore aggiunto ma anche per una questione di coerenza politica personale e della Federazione”

Isola del Liri, tregua (armata) di 10 giorni per sbrogliare la matassa del PD

Sempre al centro del dibattito politico il Partito Democratico entrato in crisi d’identità dopo il passaggio del sindaco Massimiliano Quadrini in FdI. L’assessore Stefano Vitale resiste in maggioranza mentre Antonella Di Pucchio minaccia di autosospendersi. I due si sono incontrati, i vertici regionali dei dem frenano e chiedono tempo per risolvere la questione. Ma la miccia resta accesa

San Giorgio a Liri, il braccio teso e la bandiera strappata

l caso esplode dopo la diffusione di un video che ritrae l’ex sindaco Francesco Lavalle in un gesto interpretato come saluto romano, mentre sullo sfondo si sente “Viva il Duce”. Poco dopo, davanti alla sede del Partito Democratico viene danneggiata la bandiera e lasciato un tricolore con la stessa scritta. Il PD, con Achille Migliorelli, Daniele Leodori, Francesco De Angelis e Sara Battisti, parla di atto intimidatorio. Lavalle respinge le accuse e chiede la rimozione del video. La vicenda apre un fronte politico e simbolico nel paese commissariato.

Mozione… d’ordine di Leodori ma Di Rollo e Salera restano sulle barricate

Forte richiamo del segretario regionale del PD al sindaco e alla presidente del consiglio comunale che non trovano un’intesa sul nuovo segretario del circolo dem di Cassino. Ma per ora gli effetti non si sono sentiti: le parti restano distanti. D’altronde è una partita decisiva per il futuro politico del centrosinistra della città martire. E quindi nessuno vuole mollare un centimetro