Domenico Marzi

Le Primarie non bastano, al Pd serve una pacificazione

Il metodo per scegliere i candidati a sindaco può aiutare molto, ma solo a patto che si faccia un’autocritica seria su anni di divisioni: tra De Angelis e Scalia, tra Vicano e Fardelli, tra Marzi e Marini, tra Buschini e Pompeo. E forse magari servirebbe un congresso vero, non costruito a tavolino.

E’ la somma che fa il totale. La carica dei piccoli

In provincia di Frosinone bisognerà fare i conti con i partiti minori, peraltro guidati da vecchie volpi della politica: da Gian Franco Schietroma (Psi) a Mario Abbruzzese (Cambiamo), passando da Luciano Gatti e Antonello Antonellis (Azione). Ma ci sono pure Valentina Calcagni e Germano Caperna (Italia Viva). Non conta il sistema elettorale, contano le alleanze.

Conquistare Alatri per tenere Frosinone

La strategia del sindaco Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale della Lega. Ma c’è il problema dell’unità del centrodestra. E inoltre Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) e Claudio Fazzone (Forza Italia) non gli stenderanno tappeti rossi.

Comunali di Frosinone, l’incognita del gruppo Pd

Sono tutti concentrati su altri fattori, ma dimenticano che il punto di partenza resta un gruppo consiliare elettoralmente fortissimo: Angelo Pizzutelli, Alessandra Sardellitti e Norberto Venturi hanno un “tesoretto” di molti voti. E Fabrizio Cristofari, presidente dell’ordine dei medici, è un punto di riferimento in città. Eppure nei Dem il tema non viene considerato.

Gruppo Pd

La “rivoluzione Marzi” non nacque dalle primarie

In vista delle comunali del prossimo anno si fa riferimento al metodo che portò alla vittoria Memmo Marzi. Ma quel metodo, voluto da De Angelis, prevedeva l’accordo con il Ppi di Diana e i Socialisti di Schietroma. Puntando anche sulla spaccatura tra Perlini e Piacentini e sul fattore “trasversale”. Ma soprattutto su una nuova generazione di politici: Giaccari, Ferrante, Mastroianni.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright