Alla Direzione nazionale Pd i Riformisti di Guerini non votano e chiedono chiarezza su programma e primarie. Nel Lazio il coordinatore regionale della componente Antonio Pompeo porta la stessa linea: no alle sponde con il centrodestra, sì alle preferenze.
Elly Schlein
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Alle suppletive di Reggio Calabria il centrodestra tiene il seggio con Roscioli al 51%, il candidato di Vannacci si ferma sotto l’11%, il campo largo al 36,6%. Il generale non sfonda, ma la premier non può ignorarlo.
Il Congresso del Pd di Cassino si chiude con una mozione unitaria: Lorenzo Vita segretario, Fernando Cardarelli presidente, Walter Bianchi e Francesco Torrice vicesegretari, tutti eletti per acclamazione dopo mesi di tensioni interne tra le correnti.
Una settimana ricca di spunti a partire dall’intitolazione dell’aeroporto milanese al Cavaliere tra polemiche e assenze. Poi l’assemblea dell’Onu con il Netanyahu-show e il forfait della Meloni che ha preferito la settimana della moda. Il congresso regionale di Forza Italia, la figuraccia di Vannacci, le difficoltà della sinistra e il ritorno di Grillo. E chi ne ha più ne metta
A livello nazionale il dibattito è tutto su chi farà il premier: Conte o Schlein. A Frosinone è tutto su chi esprime il candidato sindaco: PD o PSI. Stesse parole d’ordine, stessa ossessione per la leadership, identico vuoto sui contenuti. Mentana ha già fatto la diagnosi. Bobbio aveva già scritto la terapia.
Dopo quattro mesi di attesa, Gerardo Stefanelli torna ufficialmente nel Partito Democratico. Ottiene il via libera nazionale riapre la partita interna al Pd pontino. Spostando l’asse verso AreaDem. Il grande lavoro di Sarubbo per costruire un Pd più ampio e plurale
Il coordinatore regionale Lazio dei Riformisti di Guerini lancia un appello alla Segreteria nazionale: presentare al Senato un emendamento per la doppia — o tripla — preferenza di genere. Quella di Pompeo è una mossa che dice molto sulla partita interna al PD. E ancora di più su chi, dentro il Partito, pensa che l’opposizione debba proporre, non solo resistere
Un faccendiere, un giornalista d’inchiesta, una bomba artigianale e il sogno di conquistare Palazzo Chigi. Ci sono tutti gli ingredienti per un romanzo politico italiano: massoneria, servizi, poteri forti e l’ascesa al potere. Peccato che le indagini rischino di rovinare tutto.
Antonella Di Pucchio, Maria Francesca Fiorini e Federica Forte lasciano il Partito Democratico dopo settimane di richieste rimaste senza risposta. Al centro della rottura il caso Isola del Liri, dove due assessori Pd governano con un sindaco FdI. Mentre la crisi interna dei Dem provinciali si allarga.
Doveva servire a definire la linea su Provincia e Saf. Invece la riunione convocata da Achille Migliorelli fa esplodere lo scontro sulla vicesegreteria provinciale. Una frattura che rischia di travolgere gli equilibri del Pd laziale. A rischio i voti per Buschini alla Saf e Di Stefano in Provincia
A Latina il segretario provinciale dei democratici prende una posizione forte sull’ingresso nel partito del sindaco di Minturno, congelato a livello nazionale per non entrare in conflitto con Italia Viva. “E’ ora di assumere una decisione – tuona il dirigente – Gerardo deve essere accettato perché è un valore aggiunto ma anche per una questione di coerenza politica personale e della Federazione”
Dal Pd lacerato dalle correnti a Fratelli d’Italia alle prese con la gestione del potere: la provincia di Frosinone offre il paradosso di due crisi opposte. Una per debolezza, l’altra per abbondanza. Come insegnava Gramsci.
Tra messaggi a distanza, diffidenze reciproche e convenienze elettorali, il rapporto tra Giorgia Meloni e Roberto Vannacci oscilla tra accordo strategico e competizione politica. Un’analisi che intreccia numeri, prospettive della destra italiana e riferimenti letterari, interrogandosi su chi abbia davvero più da perdere da una mancata intesa
Due lettere dei circoli Pd di Pontecorvo e Isola del Liri riaprono le tensioni interne ai Democratici ciociari. Sul tavolo i casi Paliotta e Quadrini, mentre emergono nuovi imbarazzi politici anche sulle scelte elettorali di Enzo Salera.
I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di martedì 26 maggio 2026.
Da Meloni a Rubio, da Farage al caso Stasi-Poggi, passando per Buttafuoco e la Biennale: un viaggio tra politica, giustizia e comunicazione dove microespressioni, posture pubbliche e indignazioni raccontano spesso più delle dichiarazioni ufficiali.
Nasce “Progressisti Pontini”, nuovo contenitore civico-progressista guidato da Alessandro Cozzolino con Gerardo Stefanelli nel direttivo. Sullo sfondo restano il rapporto complicato tra Pd e Italia Viva e la ricerca di una nuova architettura politica nel centrosinistra pontino.
I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di mercoledì 29 aprile 2026.
Produzione al minimo e futuro incerto: il Pd porta la crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino al Nazareno, chiedendo interventi immediati e una strategia industriale chiara prima del piano annunciato per il 21 maggio.
Per la Meloni è arrivato il momento di fermarsi, staccare dalla routine per poter vedere le cose dal di fuori. La batosta del referendum, gli attacchi di Trump e le giravolte in politica estera hanno indebolito la premier e rinvigorito le opposizioni. Quindi serve riordinare le idee e non continuare a puntare sull’effetto-simpatia come al Vinitaly. I cittadini ora non hanno bisogno di passerelle ma di risposte concrete

























