Aperta la sede in pieno centro. In un’epoca di post effimeri, un gruppo di ragazzi sceglie le quattro mura fisiche. Il sindaco Querqui svela un retroscena sulla Giunta. Gli elogi della politica: Progresso è già un caso provinciale, e ora fa gola a molti. Ruggiero passa il testimone
Emanuela Piroli
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A Ceccano arrivano 2,5 milioni per scuole e dissesto idrogeologico. Il risultato dell’amministrazione Querqui si trasforma subito in capitale politico: rivincite social nella maggioranza, repliche agli avversari e rivendicazioni di Fratelli d’Italia sul ruolo del Governo e di Ruspandini.
La politica cittadina si compatta davanti alla nuova emergenza ambientale del corso d’acqua con sversamenti illegali, moria di pesci e allarme tra la popolazione. Approvata all’unanimità dalla conferenza dei capigruppo. Undici gli impegni da portare avanti: dal rafforzamento dei controlli sugli scarichi alla trasparenza sui dati ambientali e sanitari
A Ceccano il “No” supera il 55% e in alcune sezioni vola oltre il 65%, trasformando il referendum in un segnale politico chiaro. Il dato rafforza la maggioranza di centrosinistra guidata da Andrea Querqui e rilancia il ruolo di figure come Emanuela Piroli. Ma il risultato non resta locale: si intreccia con gli equilibri provinciali e apre il confronto sulle future candidature, tra Ceccano e Cassino.
Una telefonata da Roma rimette in discussione l’accordo costruito per chiudere tredici mesi di scontri nel Pd provinciale. La vice segreteria provinciale contesa tra Parte da Noi e Riformisti. E il Congresso torna sull’orlo dello strappo.
Da spina nel fianco del centrodestra a vice sindaca del centrosinistra: Mariangela De Santis guida Nuova Vita dentro la stanza dei bottoni. Tra metodo, polemiche e ambizioni future, la sfida ora è trasformare identità civica in governo stabile.
Dopo Ceccano, esplode il caso Torrice: la candidatura di Enzo Salera scompagina gli equilibri e spinge Angelo Palmieri verso la lista civica di Luigi Vacana. Ora il nodo è politico: lo scontro arriva ai vertici regionali.
Emanuela Piroli e l’accordo sulla sua elezione in Provincia. Non sulla candidatura. L’assenza dalle Provinciali riapre il dossier provinciale: numeri cambiati, Salera decisivo, equilibri interni al Pd da riscrivere. Un passo indietro che può essere debolezza o leadership.
Anche Pd e Fratelli d’Italia depositano le liste e completano il quadro delle Provinciali. Sono ridotte all’essenziale: meno candidati, più concentrazione di voti. Dietro le scelte, pesi interni, assenze che parlano e una battaglia tutta giocata sui numeri ponderati.
Liste depositate per le Provinciali. Alle 9 di lunedì arrivano quelle di Pd e FdI. perchè hanno tardato. Strategie calibrate al voto ponderato: dalle mosse di Quadrini al risiko di FdI, passando per il Pd e la Lega, le Provinciali diventano una partita di numeri, correnti e regolamenti di conti interni.
Nella lista provinciale del Pd non compare Emanuela Piroli. Un’assenza che vale più di una candidatura: numeri ponderati, equilibri interni e l’effetto Salera ridisegnano i rapporti di forza. Nelle Provinciali, i conti vengono prima delle promesse.
Il rinvio dell’assemblea provinciale del Pd scopre crepe mai davvero sanate: mozione non condivisa, equilibri interni fragili e cambiali politiche in scadenza. L’unità c’è, ma è tutta da manutenere.
La cambiale del Nazareno e la notte nervosa del Pd di Ceccano. L’area di Marta Bonafoni reclama il rispetto dei patti pre elettorali. E chiede la candidatura di Emanuela Piroli che ha rinunciato a candidarsi a sindaco spianando la strada ad Andrea Querqui. Per sostenerla, Area Dem rischia di scoprirsi. Rete Democratica si chiama fuori: “Noi non fummo invitati alla riunione”
Se le mosse del sindaco di Cassino rischiano di favorire Ceccano. Le elezioni Provinciali come test silenzioso di potere: a Ceccano il voto ponderato misura equilibri, alleanze e fedeltà reali, mettendo alla prova la leadership di Andrea Querqui e la tenuta del centrosinistra.
In Aula l’opposizione esce e alza il cartello: “Stop illazioni, servono capitoli e cifre”. Piroli replica secca: “Maleducazione istituzionale”. Poi via alla maratona su programmazione, DUP e bilancio di previsione, con Querqui che ringrazia pubblicamente Righini.
Il Consiglio comunale sul bilancio si trasforma in uno scontro politico: Fratelli d’Italia esce dall’Aula, la maggioranza reagisce, una parte della minoranza resta. Numeri, reputazione e metodo diventano il vero terreno di battaglia.
Cinque ore di confronto acceso in Consiglio: l’Area Vasta divide la destra, la ZLS riapre vecchie fratture, emergono errori ammessi e tensioni interne. Tra voti trasversali e scelte delicate, la politica locale mostra crepe e nuovi equilibri.
Intervista ad Emanuela Piroli, presidente del Consiglio comunale di Ceccano, Dal 2020 ad oggi, la parabola politica del candidato più votato nella città. Dalla corsa solitaria al ritorno in grande stile nel PD, fino alla presidenza dell’assise civica. Tra memoria, politica e nuove sfide
Alla fine sono nate. Nel Comune di Ceccano, via alle Commissioni Consiliari Permanenti. Un evento politico che segna un inizio di collaborazione tra maggioranza e minoranza. La gestione delle vicepresidenze potrebbe consolidare il dialogo, ma una commissione si distacca da questa linea, sollevando interrogativi.
A Ceccano, il dibattito sulle Commissioni consiliari si trasforma in un acceso confronto tra opposizione e maggioranza, con toni accusatori e difese ferme. Le tensioni riflettono una mancanza di collaborazione necessaria per il bene della città, generando preoccupazioni politiche durature.























