Il conflitto in Iran ed il referendum sulla giustizia. I temi più dibattuti in questi giorni fanno riflettere sulle contraddizioni del mondo dell’informazione amplificate dai social. Le posizioni cambiano un po’ al chilo. Insomma un vero e proprio corto circuito
Emmanuel Macron
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Partendo dal celebre brano di Guccini, emulo musicale del capolavoro letterario Cyrano di Bergerac di Rostand, il confronto dialettico resta centrale nelle vicende politiche pur tra contraddizioni, ipocrisia ed autentici sproloqui. Emblematico il dibattito sul referendum o sulla politica estera con il botta e risposta tra la Meloni e Macron
L’uso della forza e quindi la guerra tornano in primo piano in un equilibrio mondiale sempre più instabile. D’altronde la storia racconta secoli di conflitti ed i filosofi li ritengono inevitabili. Anche nel forum svizzero è emerso che la potenza militare è fondamentale e Trump non lo ha nascosto nel suo fragoroso intervento. Bisogna rendersi conto che siamo in un momento di profondo cambiamento e l’Europa appare in forte ritardo
Tra manga, selfie istituzionali e geopolitica da fumetto, la settimana internazionale scivola dal pop giapponese di Giorgia Meloni alle “truppe Sturmtruppen” in Groenlandia: diplomazia, comunicazione e politica sembrano sempre più una graphic novel.
La campagna elettorale che è già cominciata ed il bisogno del segretario leghista di creare un caso internazionale
Tra ironia per il precedente anagnino e realismo per un summit che tutto sommato ha riservato buone intenzioni ma non vere strategie
Cosa c’è dietro il gesto di un ceffone molto attuale in questi giorni. Da sempre è associato al suo impatto fisico e molto spesso a quello psicologico. Tante volte il suo significato metaforico è protagonista della nostra quotidianità
Mentre il dibattito sul riarmo tiene banco, la posizione della Francia sembra chiara. Il presidente transalpino sa bene che la libertà spesso costa sangue e la pietà è ridurre il soffrire ma questo non significa che le teste dei tiranni vanno “recise” e la pietà è la ghigliottina. E l’Italia? Meglio decidere di non decidere













