Francesca Gerardi

Quello scatto sul territorio che manca alla Lega in Ciociaria

La vicenda di Acqualatina è stata emblematica: nel Basso Lazio il Carroccio paga la mancanza di sindaci eletti. E in provincia di Frosinone la questione è ancora più seria. Negli ultimi giorni chat politiche dedicate alle polemiche al vetriolo, mentre il partito arranca nelle trattative con gli alleati. E prima o poi la vicenda arriverà sul tavolo di Matteo Salvini.

Alla radici della paralisi del centrodestra provinciale

Nicola Ottaviani (Lega), Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) e Claudio Fazzone (Forza Italia) devono tenere conto di troppi equilibri e preoccuparsi di evitare strappi che arriverebbero sui tavoli romani. In queste condizioni è complicato raggiungere accordi nei Comuni e negli enti. Mario Abbruzzese (Cambiamo) è più libero ma il partito non ha i numeri per rivendicare posizioni. Non ancora perlomeno.

Come e perché Durigon ha stoppato gli attacchi a Ciacciarelli

Il coordinatore regionale del Carroccio ha fatto capire ai suoi che non valeva prestarsi al gioco a spaccare dei Fratelli d’Italia e di Forza Italia. Perché la vicenda della mozione dell’ospedale di Anagni contiene diverse anomalie. Fra l’altro Pasquale Ciacciarelli è stato legittimato recentemente proprio da Matteo Salvini.

Anche i padroni del vapore hanno i loro problemi

Nella Lega Durigon e Zicchieri devono confrontarsi con Gerardi, Rufa, Ottaviani e Ciacciarelli. Nel Pd Buschini e Battisti sono in guerra con Pompeo. In Fratelli d’Italia la coperta di Massimo Ruspandini rischia di essere corta. E intanto si avvicinano le tornate elettorali…

La carica degli uscenti che chiude tutti gli spazi

Tramontato il proporzionale, si va verso una conferma del Rosatellum. Dalla Lega a Fratelli d’Italia, passando per i Cinque Stelle: difficilissimo scalzare i parlamentari in carica. Mentre in Forza Italia Antonio Tajani vuole cambiare la musica.

L’insostenibile letargo della politica ciociara

Rinviate le amministrative, ognuno è tornato nel proprio orticello. Il centrodestra continua a non riunirsi: la Lega rimodula gli assetti interni, i Fratelli d’Italia sono fermi e in Forza Italia continua lo “scannamento”. Nel Partito Democratico le correnti proseguono la “guerra”. Nei Cinque Stelle nessuno vuole farsi notare.

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