Dietro le risposte democristiane di Danilo Grossi si legge con chiarezza la fine di una frattura politica che aveva segnato l’avvio del Salera bis. I due si sono ritrovati: il sindaco porta i cavalli, Grossi gli spiega come guidarli. Resta però aperta una domanda più grande: logorare De Angelis, Battisti e Pompeo — che insieme rappresentano il 95% del voto Pd sul territorio — è una strategia o un istinto? La storia di Renzi insegna che la rottamazione, senza una visione, si ritorce contro chi la pratica.
Francesco De Angelis
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Congresso partecipato all’Hotel Astor. Il neo segretario lancia il Piano V: vittoria alle comunali 2027. Apertura a socialisti e civici. De Angelis chiede unità e propone di separare federazione e circolo per rafforzare il lavoro sul territorio.
C’è una strategia più ampia, venuta alla luce solo con il passare dei giorni, dietro all’ingresso di Lino Caschera nella maggioranza di Sora. La Lega punta su Luca Di Stefano per il bis in Provincia. Tra sfida a Fratelli d’Italia e aperture al Pd, si prepara uno scenario non banale.
La vigilia del Congresso cittadino del Pd porta in dote un accordo unitario che ha il profumo delle grandi occasioni e la sostanza di un cantiere appena aperto. Perché la squadra è fatta, ma il candidato a Palazzo Munari ancora no.
Dopo le tensioni in Aula, Luca Di Stefano neutralizza l’asse Amata-Salera con la strategia della disintermediazione. Anche il Pd ritrova una linea unitaria: nessuna preclusione, ma richiesta di condivisione sugli assetti futuri.
A Ferentino si ricompone una delle fratture più significative del Partito Democratico provinciale: Luigi Vittori e Antonio Pompeo tornano a dialogare dopo anni di distanza. Non è solo una riconciliazione personale, ma un passaggio politico che incide sugli equilibri interni e apre alla costruzione di un fronte più unitario in vista delle prossime elezioni.
La manifestazione per difendere il futuro dello stabilimento Stellantis mobilita lavoratori e sindacati. Mancava la città: gli studenti, i pensionati, i commercianti. E tutti quelli che sono saliti su quell’immenso ascensore sociale. Un segnale di sfiducia che pesa quanto la crisi industriale e interroga il territorio sul proprio futuro.
Il Segretario provinciale del Pd Achille Migliorelli prova a ricucire dopo le bordate di Enzo Salera. Invito all’unità e mobilitazione su Stellantis: «Era a conoscenza di tutto. Ora il Partito deve guardare oltre le ruggini interne».
Dopo il voto provinciale Enzo Salera apre un fronte nel Pd: “sindaci e amministratori chiedono di riportare il Partito nei territori”. Il sindaco di Cassino punta a cambiare gli equilibri interni senza rompere con il segretario Achille Migliorelli.
La partita per cambiare gli equilibri. Dopo le Provinciali Enzo Salera prova a ridisegnare gli equilibri del Pd ciociaro. Non una guerra alle correnti ma una strategia per cambiarne i rapporti di forza, aprendo un dialogo diretto con l’area di Marta Bonafoni. Attraverso il ritorno al dialogo con Danilo Grossi, lo spin doctor delle sue elezioni
Poche ore alle Provinciali. Chi vota chi. E perché. Cosa uscirà dalle urne. E cosa determinerà
Danilo Grossi ufficializza lo strappo sulla vice segreteria e parla di dignità non negoziabile. Assenti pesanti: non vanno né Bonafoni né Salera. Equilibri regionali in controluce, Provinciali alle porte: l’unità proclamata regge ma il Partito resta in apnea.
Delegati puntuali, leader in trincea, conclave improvvisato alle Terme di Pompeo. Il Congresso provinciale Pd elegge Migliorelli ma rinvia la resa dei conti sulle vice segreterie. Unità proclamata, fratture congelate.
Una telefonata da Roma rimette in discussione l’accordo costruito per chiudere tredici mesi di scontri nel Pd provinciale. La vice segreteria provinciale contesa tra Parte da Noi e Riformisti. E il Congresso torna sull’orlo dello strappo.
Le dimissioni di massa a San Giorgio a Liri fanno cadere il sindaco Lavalle e accendono una guerra di equilibri tra Lega, Pd e Forza Italia. Non è un fatto locale: è la miccia che può riscrivere gli assetti provinciali e regionali.
Da candidato alle Provinciali a ex sindaco in poche ore: sette dimissioni contestuali chiudono l’era Lavalle. Tre firme Pd, tra cui quella del neo segretario designato Achille Migliorelli, ridisegnano gli equilibri provinciali.
Il leader di Rifondazione comunista presenta “La sinistra che non c’è” a Sora, mentre a Frosinone PD e PSI restano divisi. Con il centrodestra frammentato, l’occasione è storica. Ma senza unità, il rischio è perdere ancora prima di iniziare
Dopo Ceccano, esplode il caso Torrice: la candidatura di Enzo Salera scompagina gli equilibri e spinge Angelo Palmieri verso la lista civica di Luigi Vacana. Ora il nodo è politico: lo scontro arriva ai vertici regionali.
Un dossier di 54 pagine consegnato da Enrico Coppotelli a Roberta Angelilli riapre la partita sui distretti industriali del Lazio. Non aggiornamento tecnico, ma sfida politica: o si governa la transizione produttiva, o la si subisce.
Emanuela Piroli e l’accordo sulla sua elezione in Provincia. Non sulla candidatura. L’assenza dalle Provinciali riapre il dossier provinciale: numeri cambiati, Salera decisivo, equilibri interni al Pd da riscrivere. Un passo indietro che può essere debolezza o leadership.

























