La stagione del “woke” si avvia verso il dimenticatoio. Lo ha decretato di recente la stellina nascente dei democratici americani Alexandra Ocasio Cortez e non un rigido e retrivo conservatore. La parabola di un pensiero che ha influenzato il mondo negli ultimi anni. Intanto la Meloni celebra il Governo più lungo della storia tra stanchezza, nervosismo e qualche stonatura
Giorgia Meloni
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Dietro la nota ufficiale del Direttivo regionale (poche righe, nessuna notizia) si muovono un appuntamento nazionale a Roma, il nodo della legge elettorale e l’ipotesi di elezioni regionali anticipate in quattro Regioni.
Iacovissi lancia le primarie delle idee per scrivere il programma con i cittadini. Un’iniziativa apprezzabile, ma in splendida solitudine. Il PD ha blindato Pizzutelli e tirato il freno a mano: zero iniziative, zero mobilitazione. Mastrangeli corre. Il miglior alleato del sindaco uscente risiede nel centrosinistra.
Tre comunicati in quattro giorni, due bersagli di peso — Giorgia Meloni e Giancarlo Righini — e un fuori programma sulla fake news di Mastrangeli: il sindaco di San Donato Val di Comino accelera. Non è (ancora) una candidatura. È, con ogni evidenza, una richiesta di considerazione rivolta al proprio Partito.
A livello nazionale il dibattito è tutto su chi farà il premier: Conte o Schlein. A Frosinone è tutto su chi esprime il candidato sindaco: PD o PSI. Stesse parole d’ordine, stessa ossessione per la leadership, identico vuoto sui contenuti. Mentana ha già fatto la diagnosi. Bobbio aveva già scritto la terapia.
Sotto l’ombrellone di un agosto bollente ha tenuto banco il caso del giornalista di Report. Partendo dall’analisi dello storico Luciano Canfora, Sigfrido è diventato una sorta di simulacro della sinistra. Dapprima ariete per sfondare le linee avversarie e poi in un momento di difficoltà figura da difendere ogni costo. Cosa c’è dietro questo concetto filosofico: una divinità, un eroe o un personaggio illustre ma anche una parvenza o un’apparenza che non corrisponde alla realtà
Il Festival delle Storie torna in Val di Comino per la diciassettesima edizione, tra cultura e piccoli borghi, con una lettera di Giorgia Meloni e una sfida: trasformare le aree interne in luoghi capaci di generare futuro.
Ferragosto, gin tonic, luna e una confessione: è stato Lavitola il mandante della bomba a Ranucci. Con i magistrati dell’ANM in piedi ad osannarlo, la Sindrome di Napoleone era inevitabile. Jung aveva avvertito: il potere e l’amore si escludono. Ora Ranucci è l’ombra di sé stesso.
Un artista che piaceva anche a chi comunista non lo era. Un anarchico che non perdonava né a destra né a sinistra. Un poeta che avrebbe odiato le frasi false attribuitegli sui social. E una tesi scomoda ma convincente: il comunismo è morto, ma il marxismo ha vinto
Mentre Identità Frusinate chiede di sostituire l’assessore Sulli con Di Trocchio, il vertice di maggioranza dell’altra sera ha certificato l’immobilismo. Il voto segreto alla Camera sulle preferenze (Governo battuto per un solo voto) è un avvertimento preciso per Palazzo Munari: i “consiglieri lupara” esistono anche a Frosinone.
Un faccendiere, un giornalista d’inchiesta, una bomba artigianale e il sogno di conquistare Palazzo Chigi. Ci sono tutti gli ingredienti per un romanzo politico italiano: massoneria, servizi, poteri forti e l’ascesa al potere. Peccato che le indagini rischino di rovinare tutto.
Mille quattrocento presenti, «forse di più» dice lui. Vasco Rossi, lacrime trattenute e un parterre di prim’ordine. La serata che doveva essere solo l’occasione per dire «buone vacanze» è diventata un segnale politico preciso: Tiero non lascia FdI ma vuole indietro i gradi. E Calandrini non c’era
L’avvocato Mignano: la ricapitalizzazione non era nell’ordine del giorno e non ci sarà. La rinegoziazione del mutuo con BPM ha risolto il problema «senza comunicati stampa». Il PD esulta ma il rappresentante del Comune di Latina risponde: «La società non stava fallendo perché siamo intervenuti a fari spenti». Giovedì sera, ai «24mila Baci», Tiero recupera la festa di Natale.
La vicenda della Certosa di Trisulti aggiunge un nuovo capitolo. Dopo la revoca della concessione e la gestione affidata alla Regione Lazio, Benjamin Harnwell valuta il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sostenendo di essere stato privato del bene senza una condanna penale.
Lo scontro tra Meloni e Trump. Come va interpretato e cosa c’è dietro. Il linguaggio del corpo che tradisce molti dettagli. Per ora una sola certezza: ci saranno conseguenze
Dieci anni fa, la prima vittoria di Damiano Coletta: primo sindaco di Latina né di destra, né di sinistra, né grillino. Storia di una stagione non più ripetibile. O forse no.
Cinque miliardi di investimenti entro il 2030 e nessuna chiusura di stabilimenti: Stellantis rilancia il piano italiano. Ma per Cassino i sindacati chiedono risposte immediate su modelli, volumi produttivi e occupazione.
Tra elogio del leader, critica alla destra di governo e richiami ad Aristotele e Nietzsche. L’ascesa di Roberto Vannacci come effetto della domanda di coerenza e rappresentanza nell’Italia contemporanea.
Dal Pd lacerato dalle correnti a Fratelli d’Italia alle prese con la gestione del potere: la provincia di Frosinone offre il paradosso di due crisi opposte. Una per debolezza, l’altra per abbondanza. Come insegnava Gramsci.
Alla vigilia dell’assemblea costituente di Futuro Nazionale, Franco Cardinale rivendica la scelta di aderire al progetto di Roberto Vannacci, attacca la Lega pontina e si candida a guidare il movimento nel Sud Pontino.

























