Mara Carfagna

Ancora tu! Ma non dovevamo vederci più?

Il Partito unico tra Lega e Forza Italia potrebbe determinare situazioni surreali. Per esempio Gianluca Quadrini potrebbe ritrovarsi fianco a fianco di Rossella Chiusaroli e Adriano Piacentini. E Pasquale Ciacciarelli. Per non parlare del fatto che tra Claudio Durigon, Francesco Zicchieri e Claudio Fazzone sarebbe complicato trovare spazi eleggibili per tutti. E Daniele Natalia cosa farebbe?

Si fa presto a dire federazione. Di centrodestra

Se a livello nazionale la proposta (affascinante) non decolla e anzi appare perlomeno rimandata, sul piano locale non avrebbe molto senso. Non per Fratelli d’Italia di Massimo Ruspandini, ma neppure per la Lega di Claudio Durigon e Francesco Zicchieri. Per non parlare degli altri partiti. Ecco perché.

Forza Italia marginale, ma Tajani non cambia

Il coordinatore nazionale si sofferma sulla differenza tra fusione e federazione, ignorando la sostanza del problema. E soprattutto la rivolta in Forza Italia. Poi c’è l’esempio della “sua” Ciociaria, dove il partito è schiacciato nella morsa degli alleati. Con tante emorragie passate e litigiosità attuali.

Per Tajani un problema chiamato Claudio Fazzone

Il neo coordinatore nazionale vorrebbe cambiare gli assetti nel Lazio, ma sa che l’ultima parola spetterebbe comunque a Silvio Berlusconi. E il senatore di Fondi ha già parlato con fedelissimi e truppe: non starà a guardare nel caso di attacchi e di manovre di commissariamento. In provincia di Frosinone tutti trattengono il fiato. La Lega di Durigon alla finestra.

Tajani coordinatore nazionale: comanda sempre Silvio

Silvio Berlusconi nomina Antonio Tajani coordinatore nazionale di Forza Italia. Un ‘ristoro’ per la mancata nomina a ministro. Che fino a due ore prima dello scioglimento della riserva era dato per certo. Chi comanda ora nel Partito: sempre e solo Berlusconi