Alviani, Sementilli e Di Trocchio entrano nel movimento di Gianfranco Pizzutelli nel giorno delle dimissioni di Mastrangeli. L’assessore che Identità Frusinate aspettava da luglio diventa tessera del Polo Civico, che sale a tre consiglieri. E non pone veti sulla presidenza.
Massimo Sulli
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Un’analisi affidata all’intelligenza artificiale sulle comunali 2027 di Frosinone: Mastrangeli resta favorito, ma tra maggioranza divisa, centrosinistra frammentato e l’incognita Vannacci, la vera domanda è chi arriverà al ballottaggio senza farsi male da solo.
A Frosinone l’elezione del Presidente del Consiglio, bloccata da mesi, è ormai un dettaglio rispetto alle partite del 2027: Scaccia arruola per Futuro Nazionale, Identità Frusinate chiede conto su Di Trocchio, il centrosinistra è ancora al metodo.
Dieci consiglieri chiedono la convocazione urgente del Consiglio per eleggere il Presidente, pena l’intervento del Prefetto. Ma resta il dubbio se il vicario possa deciderlo da solo. Sullo sfondo, Scaccia arma la sua rete e il PD valuta quale Pizzutelli schierare in vista del 2027.
Top e Flop: i fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di venerdì 11 settembre 2026.
L’ex assessore Massimo Sulli lascia Identità Frusinate e aderisce a Futuro Nazionale, indicando come riferimento il vicesindaco Antonio Scaccia. Un tassello della rete che Scaccia costruisce in vista delle comunali 2027, mentre il civismo si fa sempre più determinante a Frosinone.
Mentre l’Aula smarrisce autorevolezza tra veti e regolamenti, l’amministrazione Mastrangeli approva opere strategiche e continua ad attuare il programma sulla mobilità sostenibile. Quattro ore per non decidere nulla. L’aula più divisa della storia recente del capoluogo. Le dimissioni di Sulli.
L’ex commissario indicato da Identità Frusinate come sostituto di Sulli fa un sopralluogo sulla sicurezza nello Scalo. Le forze dell’ordine si radunano intorno a lui, i bivaccanti – rricordandolo ancora in divisa – cambiano aria. La domanda è semplice: visita tecnica autonoma o messaggio subliminale al sindaco? Intanto il campanile di Santa Maria torna alla città.
La maggioranza di Riccardo Mastrangeli si avvita sulla presidenza del Consiglio comunale: due blocchi contrapposti, veti incrociati e nessun candidato capace di raggiungere i 17 voti. Ora il sindaco ha una sola vera mossa: dimettersi.
Stasera la maggioranza è chiamata alla Missione Apollo: trovare i 17 voti per il Presidente dell’Aula. Ma il vero gioco è altrove. Scaccia controlla 6 consiglieri su 12 necessari in seconda convocazione. È il 50% del potere. E lo sa benissimo.
Non è confusione. È una partita a scacchi in cui ogni mossa risponde a una precisa logica di interesse. Dal cappuccino al bar Tucci al parere del professor Michetti: la guida per capire chi vuole cosa e perché nessuno ha ancora i 17 voti.
Identità Frusinate sfiducia Sulli, ma Sulli non si dimette. Ferrara e Crescenzi sembrano costruirgli un nuovo asse. Il Comma 22 di Heller applicato alla politica di Frosinone. E i 17 voti per il presidente del Consiglio — già introvabili prima — adesso sembrano un miraggio.
«Non dispongo di consiglieri comunali a mio sostegno»: è questa la frase del comunicato di Sulli che vale più di ogni altra. Un assessore politico senza lista è un’anomalia. Mastrangeli deve decidere se tenerlo — cercando copertura nel Gruppo Misto — o sostituirlo come chiede Identità Frusinate. A undici mesi dal voto ogni mossa vale doppio.
Mentre Identità Frusinate chiede di sostituire l’assessore Sulli con Di Trocchio, il vertice di maggioranza dell’altra sera ha certificato l’immobilismo. Il voto segreto alla Camera sulle preferenze (Governo battuto per un solo voto) è un avvertimento preciso per Palazzo Munari: i “consiglieri lupara” esistono anche a Frosinone.
Con una proposta solo in apparenza neutrale, Antonio Scaccia ridisegna gli equilibri della maggioranza Mastrangeli: FdI si spacca, la Lega non perde terreno e la sua lista diventa primo gruppo in Aula.
Il giorno dopo il mini rimpasto a Frosinone. Non è stato solo un cambio di deleghe: è una mossa strategica. Mastrangeli rafforza le liste civiche, ridimensiona i Partiti tradizionali e prepara una coalizione trasversale in vista delle prossime comunali.
Rimpasto strategico a Frosinone: il sindaco rafforza la Giunta per blindare una maggioranza numericamente solida ma politicamente fragile. Tra nuovi equilibri, rotture silenziose e addii pesanti, il vero collante resta la paura del voto anticipato.





















