La nota protocollata alle 12:47 a Palazzo Munari chiarisce il quadro giuridico: il vicepresidente vicario Ferrara può convocare il Consiglio. Ma la Prefettura fissa un paletto: si deve procedere subito all’elezione del nuovo Presidente. E aggiunge che la parola definitiva spetta solo al Consiglio comunale. Non alla politica. Non ai consulenti. La maggioranza, con una nota di Iannarilli, ha già risposto: il parere conferma che non c’è stato alcun vuoto istituzionale. Restano aperte le questioni politiche. La parola finale spetta all’Aula
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Le delibere del 3 e del 30 luglio sotto accusa: i firmatari chiedono al Prefetto un incontro urgente e al Segretario Generale tre risposte precise. Il contrasto tra i due pareri Michetti come «inversione della regola». E la domanda che nessuno vuole porsi: quando un’assemblea elettiva affida ad altri il compito di giudicare i propri atti, la politica ha già perso. I Socialisti prendono posizione: si va avanti su Iacovissi. Il BRT: tanto rumore per nulla
Il Segretario Andreone risponde alla Prefettura avvalendosi del parere dell’avvocato Michetti (già candidato sindaco di Roma). La tesi: lo Statuto di Frosinone deroga legittimamente al TUEL. Il vicepresidente vicario può convocare, ma con un ordine del giorno vincolato. In punto di diritto, la lettera di Cirillo e degli altri 10 non era campata in aria. In punto di politica: quando il presidente del Consiglio finisce alla Gazzetta Amministrativa, la fiducia è prossima allo zero.



