Nicola Ottaviani

L’asse Pd – Lega genera la più grande occasione di ripartenza per il Lazio

Doveva essere l’annuncio del via ai lavori per le rotatorie che rivoluzioneranno la viabilità nella zona industriale di Frosinone. Si scopre invece l’asse tra Pd e Lega. Che ha generato la più grande opportunità per il Lazio negli ultimi 25 anni. Il ruolo di Durigon e De Angelis. E Melilli nell’ombra.

Svolta di Durigon: a Sora candidato unico

Cambio di rotta per la Lega a Sora: si va verso il candidato unitario. L’indicazione di Durigon. Ruggeri già parla da leader. Accelerazione da subito: lunedì primo tavolo per riallacciare il dialogo unitario.

Ottaviani vs Ruspandini la madre di tutte le lacerazioni

Coalizione irrimediabilmente divisa. Come lo erano Scalia e De Angelis, che però per molti anni hanno vinto. Il centrodestra invece rischia le sconfitte in Ciociaria perché i big pensano ad aumentare i propri eserciti, non a far vincere la coalizione. Quella tra Ottaviani e Ruspandini la madre di tutte le lacerazioni.

Il patto di ferro nel centrodestra per opzionare le primarie

Grandi manovre a Frosinone tra Adriano Piacentini e Danilo Magliocchetti, intenzionati a coinvolgere anche Massimiliano Tagliaferri e Carlo Gagliardi. L’obiettivo è una candidatura a sindaco condivisa per le primarie. Il precedente del 2007, quando Michele Marini decise di non coinvolgere Domenico Marzi, del quale era stato vicesindaco per dieci anni.

Il grande assedio a Forza Italia in Ciociaria

Tajani e Fazzone continuano a sottovalutare la situazione. Dopo le tante fuoriuscite si profila l’ennesima emorragia: Gianluca Quadrini andrà nella Lega. Non da solo. Mario Abbruzzese tesse la tela di Cambiamo per fare shopping tra gli “azzurri”. In questo modo il partito di Berlusconi non potrà mai più pensare di eleggere parlamentari e consiglieri regionali in Ciociaria.

Alla radici della paralisi del centrodestra provinciale

Nicola Ottaviani (Lega), Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) e Claudio Fazzone (Forza Italia) devono tenere conto di troppi equilibri e preoccuparsi di evitare strappi che arriverebbero sui tavoli romani. In queste condizioni è complicato raggiungere accordi nei Comuni e negli enti. Mario Abbruzzese (Cambiamo) è più libero ma il partito non ha i numeri per rivendicare posizioni. Non ancora perlomeno.