Angelo Pizzutelli ha già pronta una lista civica di trenta nomi, ma tace sulle sue reali intenzioni. Il PD, spaccato tra correnti escluse dal tavolo con Leodori, resta fermo a discutere di Campo Largo mentre Iacovissi corre già in campagna elettorale.
Norberto Bobbio
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A livello nazionale il dibattito è tutto su chi farà il premier: Conte o Schlein. A Frosinone è tutto su chi esprime il candidato sindaco: PD o PSI. Stesse parole d’ordine, stessa ossessione per la leadership, identico vuoto sui contenuti. Mentana ha già fatto la diagnosi. Bobbio aveva già scritto la terapia.
La nota protocollata alle 12:47 a Palazzo Munari chiarisce il quadro giuridico: il vicepresidente vicario Ferrara può convocare il Consiglio. Ma la Prefettura fissa un paletto: si deve procedere subito all’elezione del nuovo Presidente. E aggiunge che la parola definitiva spetta solo al Consiglio comunale. Non alla politica. Non ai consulenti. La maggioranza, con una nota di Iannarilli, ha già risposto: il parere conferma che non c’è stato alcun vuoto istituzionale. Restano aperte le questioni politiche. La parola finale spetta all’Aula
La conferma di Ilaria Fontana alla guida provinciale del M5S, voluta da Giuseppe Conte, offre al Pd di Stefano Pizzutelli un interlocutore certo. A Frosinone il Campo Largo appare più vicino in vista delle comunali 2027.
Il governo esclude elezioni anticipate, ma lo scenario nazionale pesa già su Frosinone. Tra centrodestra diviso, centrosinistra incerto e incognita Gen Z, le Comunali 2027 si giocano anche sugli equilibri romani.
A Frosinone il bilancio è destinato a passare senza emendamenti mentre Fratelli d’Italia chiede un rilancio politico. Tra pragmatismo, contabilità dei voti e assenza di confronto, la maggioranza si appresta a chiudere la consiliatura senza visione.










