Il circolo cittadino del PD conferma per l’ennesima volta che il candidato sindaco è Angelo Pizzutelli. Prima De Angelis, poi Migliorelli, ora il circolo. Ma nessuno ha organizzato un’iniziativa, una mobilitazione, una lista. La Gallinella Rossa chiedeva: «Chi mi aiuta a seminare il grano?» Tutti rispondevano di no. Poi il pane era pronto e si presentavano tutti.
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Prima De Angelis dopo la cena con Marini, ora il segretario provinciale Migliorelli. Due certificazioni ufficiali in pochi giorni che il candidato sindaco del PD per il 2027 è Angelo Pizzutelli. Una candidatura davvero condivisa non ha bisogno di essere riconfermata continuamente.
Iacovissi lancia le primarie delle idee per scrivere il programma con i cittadini. Un’iniziativa apprezzabile, ma in splendida solitudine. Il PD ha blindato Pizzutelli e tirato il freno a mano: zero iniziative, zero mobilitazione. Mastrangeli corre. Il miglior alleato del sindaco uscente risiede nel centrosinistra.
Le infiltrazioni alle arcate restaurate diventano un caso politico. Il candidato sindaco del PSI intercetta il dossier e chiede chiarezza. Il PD, a dieci mesi dal voto, non registra una sola iniziativa visibile. E Iacovissi ha già preso il largo con il gommone: il campo largo non lo raggiunge più.
Giovedì 6 agosto alle 20 il sindaco Mastrangeli inaugura il Parco San Francesco: bonifica, sentiero storico recuperato, mobilità dolce verso Frosinone Alta. Un’altra opera in una sequenza lunga. Ma la vera notizia è il paradosso: la macchina amministrativa sforna risultati come il pane, quella politica non riesce nemmeno a eleggere il presidente del Consiglio.
Lo scorso Consiglio comunale di Frosinone ha ribadito la ‘non maggioranza’ di centrodestra. E la ‘non coalizione’ di centrosinistra. La splendida intuizione politica di Iacovissi è finita come le giocate di Cassano: belle ma inutili. Perché manca del tutto il senso di squadra. E non è così che si può aspirare a fare il capo di una coalizione. Meno ancora il sindaco di un capoluogo
Da una parte una maggioranza che si consuma sull’elezione del presidente del Consiglio. Dall’altra un centrosinistra che, invece di approfittarne, pratica la filosofia zen dell’attesa. Pizzutelli non respira come candidato, il Campo Largo è un mantra, il PSI sembra già fuori dal perimetro. E mancano dieci mesi.
Alla cena dell’ANCE a Sora il sindaco del capoluogo pronuncia la frase che vale più di qualsiasi comizio. Quattro anni di cantieri invece che di politica. Il conto è arrivato: una maggioranza che non riesce ad eleggere il suo Presidente. Ma mentre l’Aula si incarta, lui accende il motore del BRT. E il centrosinistra regala tensioni tafazziane come sempre.
La risposta del futuro capolista della lista Iacovissi alla presa di posizione dei Dem trasforma una querelle sul candidato sindaco in uno scontro che minaccia di allargarsi ai tavoli regionali. Ma la vera notizia è un’altra: a Frosinone, questo stato di cose, sta bene a tutti.
Il Pd dice no alla proposta Socialista di un ticket tra Iacovissi (sindaco – Psi) e Pizzutelli (vice – Pd). Ancora una volta non ci sarà il Campo Largo a Frosinone. Il sindaco Mastrangeli a questo punto non deve fare nulla di particolare.
Vertice nella sede Dem: il PSI riconosce l’autorevolezza di Pizzutelli ma esclude qualsiasi ipotesi di ritiro della candidatura di Iacovissi. Sul tavolo la formula del ticket. E un richiamo al 2017 che pesa come un macigno: allora Iacovissi cedette per il PD. Adesso tocca a loro.
















