Frosinone-Lazio finisce 1-2, coi biancazzurri che ribaltano il match nel finale con Zaccagni. Ma il risultato, per una volta, è solo un dettaglio. Perché la vera partita, quella con più sostituzioni, marcature strette e qualche colpo sotto la cintura, si è giocata sugli spalti: tra strette di mano gelide, salotti agricoli e conciliaboli misteriosi.
Pasquale Cirillo
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Le delibere del 3 e del 30 luglio sotto accusa: i firmatari chiedono al Prefetto un incontro urgente e al Segretario Generale tre risposte precise. Il contrasto tra i due pareri Michetti come «inversione della regola». E la domanda che nessuno vuole porsi: quando un’assemblea elettiva affida ad altri il compito di giudicare i propri atti, la politica ha già perso. I Socialisti prendono posizione: si va avanti su Iacovissi. Il BRT: tanto rumore per nulla
Mentre l’Aula smarrisce autorevolezza tra veti e regolamenti, l’amministrazione Mastrangeli approva opere strategiche e continua ad attuare il programma sulla mobilità sostenibile. Quattro ore per non decidere nulla. L’aula più divisa della storia recente del capoluogo. Le dimissioni di Sulli.
Il presidente della Provincia ritira il Documento Unico di Programmazione prima che venga messo ai voti, prendendo atto che i numeri non reggevano. Sette consiglieri pronti a votare contro, da schieramenti diversi. A seduta conclusa, nel giro del tempo di una sigaretta, le commissioni consiliari vengono finalmente istituite. La lettura ufficiale parla di sconfitta politica. La lettura più attenta dice che la partita è ancora aperta
Non è confusione. È una partita a scacchi in cui ogni mossa risponde a una precisa logica di interesse. Dal cappuccino al bar Tucci al parere del professor Michetti: la guida per capire chi vuole cosa e perché nessuno ha ancora i 17 voti.
Il Segretario Andreone risponde alla Prefettura avvalendosi del parere dell’avvocato Michetti (già candidato sindaco di Roma). La tesi: lo Statuto di Frosinone deroga legittimamente al TUEL. Il vicepresidente vicario può convocare, ma con un ordine del giorno vincolato. In punto di diritto, la lettera di Cirillo e degli altri 10 non era campata in aria. In punto di politica: quando il presidente del Consiglio finisce alla Gazzetta Amministrativa, la fiducia è prossima allo zero.
Cosa c’è dietro. Soprattutto sul piano politico. Undici firme trasversali, un atto istituzionale che è soprattutto politico, la firma di Fanelli che crea due problemi a FdI, l’assenza di Iacovissi che dice tutto sul PSI. E Cirillo che studia da sindaco.
Cirillo guida una pattuglia trasversale di 11 consiglieri di maggioranza e opposizione. E porta la crisi della presidenza fuori da Palazzo Munari. Quattro quesiti al Prefetto e al Ministero: chi ha il potere di convocare il Consiglio? Le delibere approvate da Ferrara sono valide? La mossa è di una precisione chirurgica.
Due fumate nere, una sospensione surreale e un Ufficio di Presidenza svuotato. Fanelli prende 11 voti da posizioni trasversali. Marzi assente che vale più di tutti i presenti. E 13 persone collegate in streaming.
Frosinone cerca i 17 voti per il nuovo presidente del Consiglio, ma il nodo vero è un altro: Mastrangeli ha perso quasi duemila preferenze personali con i consiglieri passati all’opposizione. Un patrimonio elettorale da ricostruire entro maggio 2027.
La maggioranza Mastrangeli non ha più una maggioranza politica, solo una numerica. L’opposizione, specularmente, non è una ma molte, ognuna con la propria agenda. Tra dimissioni a catena e regolamenti scorsi come bussole di sopravvivenza, la consiliatura naviga a vista verso il 2027.
Cirillo si dimette da segretario dell’Ufficio di Presidenza e invoca l’articolo 33 del regolamento: l’intero Ufficio è decaduto, bisogna ricostituirlo subito. La strategia attendista di Mastrangeli rischia di andare in pezzi a tre giorni dal Consiglio del 3 luglio.
Il nuovo presidente del Consiglio comunale finisce all’ultimo punto dell’ordine del giorno e, salvo sorprese, l’elezione slitterà dopo l’estate. La maggioranza evita il voto segreto senza una maggioranza certa e sceglie la linea del rinvio.
Il presidente della Provincia Luca Di Stefano assegna ad Andrea Velardo la delega all’Edilizia scolastica. È il quarto incarico distribuito dopo le elezioni di marzo. Ma mentre una parte di Fratelli d’Italia accetta di collaborare, l’area vicina a Giancarlo Righini resta fuori
A distanza di due giorni, nessuna presa di posizione o reazione del Pd sulla presenza del consigliere Norberto Venturi alla presentazione della nuova formazione politica composta da Forza Italia e Futura. Il comportamento delle segreterie comunale e provinciale nasconde una difficoltà dei dem di spiegare e scegliere. La politica si fa con le parole che si ha il coraggio di pronunciare e non con il mutismo
Le deleghe assegnate da Luca Di Stefano diventano il riflesso di uno scontro più ampio: da una parte l’asse Righini-Fazzone, dall’altra Ruspandini e De Angelis. Sullo sfondo c’è la presidenza della Provincia e della Saf, vero terreno di battaglia del centrodestra ciociaro. Trancassini fa il pompiere: «Troveremo una quadra al tavolo regionale»
Dal Caffè Minotti nasce un asse trasversale che unisce ex alleati e oppositori di Mastrangeli. Con qualche sorpresa. Oltre le previsioni: ci sono anche Fanelli e Venturi. Intanto il Pd prova a riprendersi il ruolo di guida dell’alternativa, ma tra candidato sindaco e campo largo la strada resta in salita.
Il duro documento di Forza Italia segna una nuova rottura con Riccardo Mastrangeli. Gli azzurri dichiarano conclusa l’esperienza del centrodestra che vinse nel 2022 e iniziano a posizionarsi in vista delle comunali del 2027.
Dieci consiglieri chiedono la convocazione urgente del Consiglio per eleggere il nuovo presidente dell’Aula. Una mossa che accelera i tempi, testa la tenuta della maggioranza di Mastrangeli e mette in evidenza le divisioni ancora aperte nel centrosinistra.
Nella lunga intervista-manifesto rilasciata ad Alessioporcu.it, Riccardo Mastrangeli rivendica opere, coerenza e autonomia politica. Nessuna resa dei conti, porte aperte agli ex alleati e un messaggio chiaro: nel 2027 chiederà di essere giudicato per la città realizzata, non per le polemiche.
























