La procedura europea pubblicata dalla Stazione Unica Appaltante della Provincia presenta incongruenze evidenti: scadenze datate 2025 in un bando 2026, pochi dettagli su ricavi e costi, durata limitata e riferimenti fuori contesto come l’ascensore inclinato. Elementi che rischiano di frenare la partecipazione e impongono chiarimenti.
Provincia di Frosinone
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Dopo il risultato alle Provinciali, Fratelli d’Italia prepara l’assalto alla Presidenza della Provincia. Tra strategie, nomi e possibili alleanze trasversali, il vero obiettivo del 2027 non è il capoluogo ma Palazzo Iacobucci.
La nuova Giunta camerale di Frosinone-Latina non è una spartizione di poltrone: è la conferma di una visione. Due province diverse che scelgono di crescere insieme, sull’idea concreta di area vasta, con metodo corale e senza protagonismi.
Dietro le risposte democristiane di Danilo Grossi si legge con chiarezza la fine di una frattura politica che aveva segnato l’avvio del Salera bis. I due si sono ritrovati: il sindaco porta i cavalli, Grossi gli spiega come guidarli. Resta però aperta una domanda più grande: logorare De Angelis, Battisti e Pompeo — che insieme rappresentano il 95% del voto Pd sul territorio — è una strategia o un istinto? La storia di Renzi insegna che la rottamazione, senza una visione, si ritorce contro chi la pratica.
Il capogruppo della Lega rivendica trasparenza sugli assetti provinciali e chiede coerenza con il quadro politico nazionale. Tra deleghe, partecipate e sfide industriali, la Lega punta a ridefinire equilibri e leadership nel centrodestra.
C’è una strategia più ampia, venuta alla luce solo con il passare dei giorni, dietro all’ingresso di Lino Caschera nella maggioranza di Sora. La Lega punta su Luca Di Stefano per il bis in Provincia. Tra sfida a Fratelli d’Italia e aperture al Pd, si prepara uno scenario non banale.
Dopo le tensioni in Aula, Luca Di Stefano neutralizza l’asse Amata-Salera con la strategia della disintermediazione. Anche il Pd ritrova una linea unitaria: nessuna preclusione, ma richiesta di condivisione sugli assetti futuri.
Prima seduta tra toni istituzionali e tensioni politiche: la Lega rivendica più peso e punta alle partecipate, mentre il Pd alza il livello dello scontro. Di Stefano resta in equilibrio, ma il resto della consiliatura non sarà più una passeggiata.
Amata e Zaccari smontano il piano da 6 milioni: sfida aperta a Fratelli d’Italia. La Lega ridimensiona l’intervento regionale e rilancia sulla Zona economica speciale, trasformando il tema in una sfida politica. Sullo sfondo, la partita per la leadership del territorio e le provinciali 2027
Il passaggio di Lino Caschera dalla minoranza alla maggioranza del sindaco Luca Di Stefano non è un semplice rimpasto. Rafforza l’amministrazione sorana e manda un segnale politico chiaro sul piano provinciale: il civismo si consolida come punto di equilibrio, ma guarda sempre più al centrodestra in vista delle prossime sfide.
La convalida degli eletti a Palazzo Iacobucci segna l’avvio della nuova consiliatura ma soprattutto apre il confronto politico. Tra fine della stagione trasversale e nuove leadership, si delineano già gli equilibri in vista del 2027.
Le prime prese di posizione dei Partiti in vista delle Provinciali di dicembre che eleggeranno il Presidente della Provincia. A palazzo Iacobucci si è spezzato lo storico equilibrio tra i poli. Sul quale si basava il “lodo Di Stefano”. Cosa potrebbe accadere. I vari scenari
Il neo consigliere provinciale Luca Fardelli risponde alle polemiche dopo l’elezione con 6.331 voti. Rivendica un consenso diffuso tra gli amministratori e replica al sindaco Enzo Salera: «Il voto va rispettato».
La prima dichiarazione da consigliere provinciale di Pasquale Cirillo riporta al centro il caso Francesco Lavalle e accende una nuova tensione tra Forza Italia e Lega, con possibili riflessi sulle prossime Comunali di Frosinone.
Come va letto il risultato della Lega e la conferma dei due consiglieri provinciali nonostante lo spostamento del baricentro interno alla coalizione. Per Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli il dato politico è chiaro: ora il centrodestra ha la maggioranza e cambia lo scenario per l’elezione del presidente. Il segnale per Di Stefano
Le elezioni provinciali agitano gli equilibri politici del Cassinate: i civici riaprono il dialogo con Fratelli d’Italia, mentre Enzo Salera usa il voto per sfidare le correnti del Pd. E la partita locale entra in una fase nuova.
Nemmeno il tempo di chiudere il Congresso provinciale e nel Pd tornano tensioni e accuse. Il sindaco di Cassino Enzo Salera attacca le correnti. I numeri gli danno in parte ragione ma aprono nuovi interrogativi.
Le Provinciali segnano la nuova fase di Fratelli d’Italia: da partito identitario a forza radicata tra gli amministratori. Ruspandini resta il garante della crescita, mentre emergono nuove leadership territoriali come Righini e Fabio De Angelis.
Il nuovo Consiglio provinciale segna lo spostamento del baricentro politico verso destra: Fratelli d’Italia conquista quattro seggi. Il Pd resiste grazie a Cassino e a Enzo Salera, che però apre subito lo scontro interno.
Le dimissioni di massa a San Giorgio a Liri fanno cadere il sindaco Lavalle e accendono una guerra di equilibri tra Lega, Pd e Forza Italia. Non è un fatto locale: è la miccia che può riscrivere gli assetti provinciali e regionali.























