Due consiglieri di centrodestra, due testi nello stesso giorno: uno rivendica il primato del BRT su Roma, l’altro chiede conto di un Consiglio comunale senza presidente da tre mesi. Due monologhi paralleli che non si incontrano mai.
Riccardo Mastrangeli
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C’è una frase nella nota della Prefettura che vale più di qualsiasi disquisizione giuridica: «soltanto il consiglio comunale è abilitato a fornire un’interpretazione autentica delle norme di cui lo stesso si è dotato». Traduzione dal burocratese: lo Statuto l’avete scritto voi, il Presidente lo eleggete voi. Questa vicenda non è più un problema di articoli e commi. È un test di tenuta politica.
Un parere regionale spedito «per errore» alla stampa svela la tensione tra lo staff del sindaco Mastrangeli e quello dell’assessore Ciacciarelli. Sullo sfondo, il riassetto nazionale della Lega con Fontana e Romeo che sfidano Salvini.
La nota protocollata alle 12:47 a Palazzo Munari chiarisce il quadro giuridico: il vicepresidente vicario Ferrara può convocare il Consiglio. Ma la Prefettura fissa un paletto: si deve procedere subito all’elezione del nuovo Presidente. E aggiunge che la parola definitiva spetta solo al Consiglio comunale. Non alla politica. Non ai consulenti. La maggioranza, con una nota di Iannarilli, ha già risposto: il parere conferma che non c’è stato alcun vuoto istituzionale. Restano aperte le questioni politiche. La parola finale spetta all’Aula
Dopo oltre vent’anni di attesa, il Ministero delle Infrastrutture dà il via libera all’integrazione da 2,6 milioni necessaria a completare il Contratto di Quartiere II. Il “Palazzo Multicolor” diventerà un centro residenziale polifunzionale con 25 alloggi per anziani, servizi socio-sanitari e nuovi spazi verdi, sportivi e ciclopedonali per l’intero quartiere. Lavori previsti entro fine 2028.
Navette elettriche ogni 20 minuti dai parcheggi sotto la Provincia, il parco San Francesco come porta d’ingresso alternativa, il BRT come colonna portante. Ma il convitato di pietra resta l’ascensore inclinato che non ha mai funzionato. E senza un cambio di mentalità dei cittadini, il progetto rischia di restare incompiuto.
Le infiltrazioni alle arcate restaurate diventano un caso politico. Il candidato sindaco del PSI intercetta il dossier e chiede chiarezza. Il PD, a dieci mesi dal voto, non registra una sola iniziativa visibile. E Iacovissi ha già preso il largo con il gommone: il campo largo non lo raggiunge più.
Per eleggere il Papa sono bastati due giorni e quattro scrutini. A Frosinone, per trovare un accordo sul Presidente del Consiglio Comunale, sono passati oltre due mesi di fumate grigie. Nel giorno della morte di Massimiliano Cencelli, il suo «Manuale» torna d’attualità. Non per applicarlo: per capire cosa si vuole ottenere dopo.
Con una nota firmata dal coordinatore nazionale Simoni, il movimento di Vannacci deposita l’organigramma ufficiale nel Lazio. Il baricentro è Frosinone: Scaccia referente provinciale e responsabile degli Enti locali laziali, Chiappini tra i 31 dell’Assemblea Nazionale. Il centrodestra del capoluogo si complica ulteriormente.
Frosinone-Lazio finisce 1-2, coi biancazzurri che ribaltano il match nel finale con Zaccagni. Ma il risultato, per una volta, è solo un dettaglio. Perché la vera partita, quella con più sostituzioni, marcature strette e qualche colpo sotto la cintura, si è giocata sugli spalti: tra strette di mano gelide, salotti agricoli e conciliaboli misteriosi.
La determinazione dirigenziale del 30 luglio risolve il contratto con la società sportiva concessionaria: debito accumulato di 685.236,65 euro, diffide ignorate dal 2024, risoluzione automatica per clausola espressa. Dieci giorni per liberare l’impianto, poi sgombero coattivo. La domanda finale è quella che pesa di più: il Comune riuscirà a recuperare effettivamente quei soldi?
Due professionisti in 48 ore: prima la dottoressa Turri, poi il dottor Ceccarelli. Non serviva il Mago Otelma per capirlo: sono tasselli di una lista che punta a migliorare il 6,31% del 2022. In un centrodestra frammentato, chi porta voti pesanti conquista automaticamente il diritto a sedersi ai tavoli che contano.
In un’intervista a Ciociaria Oggi, raccolta dal giornalista Pietro Pagliarella, il sindaco di Frosinone rivendica l’uscita dal piano di riequilibrio finanziario e il blocco delle aliquote comunali, rispondendo indirettamente alle polemiche delle ultime settimane. Ed è proprio nel contrasto tra questa narrazione di stabilità e la cronaca parallela di un Consiglio comunale incapace persino di eleggere un presidente che si misura la vera cifra politica del momento.
Giovedì 6 agosto alle 20 il sindaco Mastrangeli inaugura il Parco San Francesco: bonifica, sentiero storico recuperato, mobilità dolce verso Frosinone Alta. Un’altra opera in una sequenza lunga. Ma la vera notizia è il paradosso: la macchina amministrativa sforna risultati come il pane, quella politica non riesce nemmeno a eleggere il presidente del Consiglio.
In finanza si chiamerebbe titolo «growth»: cresce lentamente, ma cresce sempre. Il sondaggio Supermedia YouTrend certifica Futuro Nazionale al 7,1%. E quel dato nazionale ha già varcato i Monti Lepini. A Palazzo Munari si chiama Antonio Scaccia: sei consiglieri, il 50% del quorum in seconda convocazione, e un braccio di ferro sul Presidente che dura da più di due mesi.
Le delibere del 3 e del 30 luglio sotto accusa: i firmatari chiedono al Prefetto un incontro urgente e al Segretario Generale tre risposte precise. Il contrasto tra i due pareri Michetti come «inversione della regola». E la domanda che nessuno vuole porsi: quando un’assemblea elettiva affida ad altri il compito di giudicare i propri atti, la politica ha già perso. I Socialisti prendono posizione: si va avanti su Iacovissi. Il BRT: tanto rumore per nulla
La riflessione del sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli. Le opere non sono mai soltanto delle infrastrutture, come insegnano Papa Francesco e Papa Leone. Sono elementi di una visione di città a dimensione di persona. Soprattutto di una città che abbia voglia di guardare lontano
Lo scorso Consiglio comunale di Frosinone ha ribadito la ‘non maggioranza’ di centrodestra. E la ‘non coalizione’ di centrosinistra. La splendida intuizione politica di Iacovissi è finita come le giocate di Cassano: belle ma inutili. Perché manca del tutto il senso di squadra. E non è così che si può aspirare a fare il capo di una coalizione. Meno ancora il sindaco di un capoluogo
Mentre l’Aula smarrisce autorevolezza tra veti e regolamenti, l’amministrazione Mastrangeli approva opere strategiche e continua ad attuare il programma sulla mobilità sostenibile. Quattro ore per non decidere nulla. L’aula più divisa della storia recente del capoluogo. Le dimissioni di Sulli.
Cinquecento persone in un campo alla periferia di Frosinone, la sera stessa in cui il Consiglio comunale si consumava nell’ennesimo stallo sulla presidenza dell’Aula. Il deputato Nicola Ottaviani rivendica la scelta di parlare di sicurezza, immigrazione regolare e imprese. Ciacciarelli e Abbruzzese. Il sindaco Riccardo Mastrangeli rilancia sulla mobilità sostenibile.
























