Riccardo Mastrangeli

Primarie e fine mandato: tutti i nodi di Ottaviani

I fedelissimi spingono per una soluzione rapida sulla definizione del candidato sindaco. Ma l’attuale primo cittadino in questi ultimi dieci mesi deve definire diverse questioni amministrative e avrà bisogno di tutta la sua maggioranza. E non può permettersi di “rompere” anticipatamente.

Frosinone, quelli che già si stanno muovendo

Non è vero che per le comunali si comincerà a lavorare a gennaio-febbraio. In diversi sono già attivissimi: da Mauro Vicano a Fabio Tagliaferri, da Piacentini-Magliocchetti a Gagliardi-Tucci. Ma anche Angelo e Stefano Pizzutelli, Antonio Scaccia, Gianfranco Pizzutelli. Retroscena e strategie.

La candidatura a sindaco e le verità scomode

Il centrodestra a Frosinone deve sciogliere diversi nodi, ma anche prendere atto che pezzi di maggioranza (Polo Civico, Tucci, Gagliardi) si stanno spostando. Soprattutto però bisognerà capire se alla fine i possibili candidati sosterranno… l’altro. E’ su questo che sta lavorando Nicola Ottaviani. Gli scenari.

Così Ottaviani vuole blindare il centrodestra a Frosinone

Il sindaco punta ad un asse di ferro tra partiti e liste civiche per un accordo preventivo sulle regole della candidatura a sindaco. Con tutti dentro, a cominciare da Fratelli d’Italia. Lo schema è quello di rivolgersi a quelli che già fanno parte della maggioranza.

Frosinone, quelli scomparsi dai radar

A destra come a sinistra in tanti stanno valutando le mosse da fare in vista delle comunali nel capoluogo. Da Riccardo Mastrangeli a Fabio Tagliaferri, da Antonio Scaccia a Carlo Gagliardi. Il silenzio di Gianfranco Pizzutelli. Mentre nel campo delle opposizioni Michele Marini, Stefano Pizzutelli, Christian Bellincampi e Frosinone Indipendente non hanno ancora sciolto le riserve.

Il risultato delle Comunali? Conta solo se si vince

Alatri, Sora e poi Frosinone: tutti i partiti vogliono il successo, ma nessun leader è disposto ad immolarsi come un pasdaran. Troppo delicata la posta in palio, troppe le variabili, troppi i rischi di fare brutta figura. Ma intanto c’è pure chi valuta l’opzione del terzo incomodo su base civica.

La politica è ferma
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