Mentre BYD (che nega) visita Cassino Plant e Pomigliano ottiene l’e-car del futuro, la Regione Lazio prova a serrare i ranghi attorno allo stabilimento. I piani di riconversione: l’ipotesi Cira, il no allo Studentato nell’ex Palazzina, la richiesta per i Parcheggi. Tutto converge sul piano industriale che Antonio Filosa presenterà il 21 maggio agli investitori.
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Nuovo scoop di Bloomberg. Dal summit del Financial Times a Londra emerge lo scenario dell’industria automotive: i colossi cinesi cercano fabbriche in Europa e BYD conferma contatti con Stellantis. Filosa punta sulle partnership industriali e blinda Alfa Romeo e Maserati. Il piano del 21 maggio sarà decisivo anche per il futuro dello stabilimento di Cassino.
Tra la crisi di Stellantis e il successo di «Cassino in Fiore», la città scopre una nuova traiettoria: turismo, cultura e accoglienza diventano leve economiche, dall’Abbazia di Montecassino alla memoria della città martire.
A Pechino, al più grande Salone automobilistico del mondo, il CEO di Leapmotor International non esclude la produzione in Italia. A Cassino, nello stesso momento, le linee del montaggio si fermano per l’ennesima volta. È in questa distanza — geografica, temporale, industriale — che si gioca il futuro dello stabilimento ciociaro.
Secondo Bloomberg, Dongfeng potrebbe entrare nello stabilimento Stellantis di Cassino. Tra crisi produttiva e piani di condivisione industriale, il sito laziale diventa nodo strategico in un riassetto europeo carico di incognite.
Produzione al minimo storico e prospettive sempre più fosche per Cassino Plant: la Uilm lancia l’allarme al tavolo regionale e chiede interventi immediati prima del piano Stellantis del 21 maggio.
Produzione al minimo e futuro incerto: il Pd porta la crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino al Nazareno, chiedendo interventi immediati e una strategia industriale chiara prima del piano annunciato per il 21 maggio.
Produzione in calo del 75% in sette anni e attività ridotta a pochi giorni al mese: il Cassino Plant è il solo sito Stellantis in Italia a muoversi in controtendenza. Il 21 maggio, con il nuovo piano industriale, sarà il banco di prova decisivo.
Il capogruppo della Lega rivendica trasparenza sugli assetti provinciali e chiede coerenza con il quadro politico nazionale. Tra deleghe, partecipate e sfide industriali, la Lega punta a ridefinire equilibri e leadership nel centrodestra.
La manifestazione per difendere il futuro dello stabilimento Stellantis mobilita lavoratori e sindacati. Mancava la città: gli studenti, i pensionati, i commercianti. E tutti quelli che sono saliti su quell’immenso ascensore sociale. Un segnale di sfiducia che pesa quanto la crisi industriale e interroga il territorio sul proprio futuro.
Il CEO di Teknoprogetti Lino Perrone rompe il silenzio sul futuro di Stellantis Cassino Plant: linee già pronte per Stelvio e Giulia elettriche ma progetto cancellato. Nuovi modelli? Prima del 2027 non arriveranno. Ma lo stabilimento non è a rischio chiusura. Ecco perché.
Produzione ai minimi storici a Cassino Plant: dodici giorni lavorati e nuove fermate annunciate. Sindacati uniti convocano la mobilitazione più imponente dell’ultimo quarto di secolo. I sindaci fanno fronte comune: in gioco c’è il futuro industriale del territorio.
Sembrava l’addio definitivo alle Giulia e Stelvio Quadrifoglio. Invece è un ritorno che pesa: fino al 2027 il V6 resta in listino. Non nostalgia, ma strategia. Segno che per i motori termici c’è ancora spazio.
Logitec e Teknoservice avviano 138 licenziamenti mentre la produzione crolla al 35%. Sindacati e istituzioni denunciano il rischio desertificazione industriale: senza nuove commesse e infrastrutture, il futuro occupazionale resta appeso al 26 aprile 2026.
Il maxi-riassetto da 22,2 miliardi non segna la fine ma l’Anno Zero di Stellantis: stop all’elettrificazione forzata, niente dividendi e nuova strategia industriale. Filosa azzera il passato per riportare clienti, volumi e redditività al centro.
Dopo anni di incertezza, dal confronto tra azienda e sindacati emergono segnali incoraggianti per Cassino Plant: lo stabilimento non chiude, arriva una nuova linea Maserati e riparte il progetto Alfa Romeo, mentre Stellantis alleggerisce le vecchie zavorre. Il Centro Sportivo va al CUS. La Palazzina Uffici potrebbe diventare una Casa dello Studente
Cassino Plant, da perno dell’automotive premium a punto critico della strategia Stellantis: crollo dei volumi, modelli rinviati e produzione a singhiozzo mettono a rischio non solo l’occupazione, ma l’intero equilibrio industriale del territorio.
Per anni Stellantis è stata il motore sociale ed economico del territorio. Oggi, tra produzioni dimezzate, rinvii industriali e incertezza occupazionale, lo stabilimento di Cassino racconta una crisi che non è solo industriale ma identitaria: un ascensore fermo che chiede scelte politiche rapide e coraggiose.
Corrado Savoriti chiama il territorio alla responsabilità: l’industria non è in ginocchio ma va messa in condizione di competere. Automotive, farmaceutico, energia, infrastrutture e burocrazia sono le vere sfide.
La proroga dei motori termici non risolve la crisi industriale europea. I segnali che arrivano dalla Germania raccontano una crisi strutturale profonda, tra costi energetici, concorrenza cinese e un modello economico ormai sotto pressione.






















