Fischi e Fiaschi della settimana II – 2021

Fischi e Fiaschi. I protagonisti della settimana 2 dell’anno 2021. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

FISCHI

ZINGARETTI – SALVINI

Non appena Matteo Renzi ha consumato l’ennesimo strappo, attivando l’ennesimo ribaltone, il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti ha detto chiaramente che stavolta non si torna indietro, che Matteo Renzi è inaffidabile e che gioca sulla pelle del Paese. Poi ha anche incalzato il premier Giuseppe Conte, facendo capire che non è che si può costruire un Governo fidando su uno sparuto gruppo di responsabili o costruttori che dir si voglia.

Matteo Salvini e Nicola Zingaretti (Foto: Imagoeconomica / Valerio Portelli)

In una parola Nicola Zingaretti ha rimesso al centro il Pd, che non può continuare a “donare sangue” ad un premier e ad un alleato (i Cinque Stelle) che non fanno altro che mettere in difficoltà chi davvero vuole assicurare stabilità al Paese. Una prova di orgoglio e anche di forza. Sperando però che stavolta il Pd non torni sui suoi passi e alla fine riprenda l’alleanza con Renzi e con Conte. Altrimenti il fischio si trasformerà in fiasco.

Matteo Salvini ha cambiato stile e strategia. Intanto ha tenuto unito il centrodestra, stoppando la fuga di chi in Forza Italia non vedeva l’ora di andare in soccorso del Governo. Poi ha anche richiamato all’ordine l’Udc. Ma soprattutto, a differenza di Giorgia Meloni che ha continuato a parlare sempre e soltanto di elezioni anticipate, Salvini ha detto che il centrodestra è pronto a governare. Cioè anche senza il passaggio elettorale. Trovando una maggioranza in questo Parlamento.

Una prova di maturità con una spruzzata democristiana d’annata.

I padroni del vapore.

FAZZONE – RUSPANDINI

I due senatori, rispettivamente di Forza Italia e di Fratelli d’Italia, hanno parlato a lungo da soli, lontani dagli inutili vertici provinciali nei quali sono più invitati che voti. Claudio Fazzone è il coordinatore regionale di Forza Italia, Massimo Ruspandini il leader provinciale di Fratelli d’Italia. (Leggi qui Elezioni: Alatri verso la quadra, a Sora il re è nudo).

Nicola Ottaviani, Massimo Ruspandini, Claudio Fazzone

Sono andati al sodo e per nulla per il sottile. Certamente avranno parlato di elezioni comunali e di candidature a sindaco di Alatri e Sora. Magari ci avranno messo in mezzo anche Frosinone. Ma soprattutto avranno analizzato la riforma dei collegi parlamentari, cercando di immaginare come dovranno essere calibrate le poche candidature rimaste.

Ma c’è un altro fatto che emerge e cioè che Claudio Fazzone e Massimo Ruspandini hanno in sostanza tagliato fuori la Lega dal primo giro di consultazioni che conta. Vedremo quale saranno le reazioni di Nicola Ottaviani e Claudio Durigon, ma certamente si tratta di un passo che avrà i suoi effetti.

Patto d’acciaio.

NICOLA OTTAVIANI – ANGELO PIZZUTELLI

Il sindaco di Frosinone ha presentato ieri l’avveniristico progetto di riqualificazione dei Piloni di via De Gasperi e di largo Turriziani. Un progetto che, se portato a termine, cambierà radicalmente il volto di Frosinone, con riferimento soprattutto al rilancio del centro storico, del “cuore” della città.

Il rendering del progetto per i Piloni

Nicola Ottaviani ha la vocazione e la missione dell’amministratore: il nuovo stadio, il Parco Matusa, la riqualificazione dello Scalo e ora del centro storico, la sede comunale nel Palazzo dell’ex Banca d’Italia. E tantissimo altro. Si appresta a diventare il sindaco che più di tutti ha cambiato il volto della città.

Sul piano politico invece ha deciso di scavalcare tutti i livelli, trovando una interlocuzione diretta con Matteo Salvini. (Leggi qui Salvini sceglie Frosinone per la svolta verso i moderati).

Angelo Pizzutelli, capogruppo del Pd al Comune di Frosinone, ha avuto il compito più difficile ma anche più prestigioso, quello di sub commissario di Ceccano. Toccherà a lui provare a rimettere in piedi il partito in quella che veniva definita all’unanimità la Stalingrado del Pci-Pds-Ds-Pd. Se ci riuscirà, nessun traguardo futuro sarà fuori portata, neppure la candidatura alle Regionali. (Leggi qui Fantini chiama Pizzutelli a ricostruire “Stalingrado”).

Determinati a vincere e a convincere.

FIASCHI

CONTE – RENZI

Il presidente del Consiglio non sta facendo altro che provare a convincere parlamentari in ordine sparso a sostenerlo al Senato. Dimostrando di essere un dilettante della politica e di puntare solo a sopravvivere politicamente. Cioè a conservare la poltrona.

Matteo renzi e Giuseppe Conte

In questi mesi non è stato capace di dare risposte vere a nessuno: non all’Europa, non agli italiani travolti dal virus, non agli alleati di Governo. Mettendo in atto peraltro operazioni assurde: il no al Mes, i ritardi sul Recovery, la cabina di regia dei tecnici che esautorava Governo, maggioranza e Parlamento. Non si è neppure posto il problema che l’arrivo di Biden alla Casa Bianca cambia la politica mondiale e chi (come lui e i Cinque Stelle) sono stati i fedelissimi di Trump non possono certo pensare di essere ora gli interlocutori privilegiati degli Usa, specialmente sul tema delicato dei servizi segreti. (Leggi qui Dietro la crisi. Il filo che unisce Giuseppi, Matteo e Joe).

Vuole andare avanti comunque, anche senza maggioranza.

Matteo Renzi sul piano della politica parlamentare ha fatto l’ennesimo capolavoro, dimostrando di  dare le carte con il 2% dei voti nei sondaggi. Ma sul piano del politico che si preoccupa del Paese ha toppato per l’ennesima volta.

Una manovra del genere non si può fare con tanto cinismo nel pieno di una pandemia, con la stagione vaccinale appena iniziata. La verità è che quella tra Conte e Renzi è una sfida che di politico non ha nulla.

Galli (spennati) nel pollaio.

DI MAIO – CRIMI – CASALINO

Frasi fatte da parte del ministro degli esteri Luigi Di Maio, frasi banali e scontate dal capo politico dei Cinque Stelle Vito Crimi, solito show del portavoce del presidente del consiglio Rocco Casalino: “Lo asfaltiamo come Salvini”.

Luigi Di Maio e Vito Crimi Foto © Imagoeconomica / Alvaro Padilla

Il riferimento era naturalmente a Matteo Renzi. La crisi di Governo ha dimostrato qualora ce ne fosse bisogno (ma non ce n’era) come il Movimento Cinque Stelle sia diventato il baluardo del sistema politico parlamentare.

Lo spirito originario è stato completamente seppellito.

Fotocopie di Gattopardi.

MARCO FERRARA

Il fotomontaggio sul vaccino che rende liberi all’ingresso del più terrificante campo di sterminio della storia sarà difficile da dimenticare. Il consigliere della Lista per Frosinone Marco Ferrara ha poi chiesto scusa e nel dibattito consiliare è stato “graziato” dall’intervento diretto che il sindaco Nicola Ottaviani ha fatto anche con i leader dei partiti di opposizione. (Leggi qui Consigliere posta Auschwitz: “Il vaccino rende liberi”. Caso nazionale).

Marco Ferrara

Ma nonostante tutto questo il consigliere Ferrara avrebbe fatto bene a dimettersi e a prendersi un anno di riflessione, prima di potersi ripresentare alle comunali. Perché è chiaro a tutti che in questi ultimi sedici mesi di consiliatura sarà difficile per lui intervenire su qualunque tipo di argomento.

Anche si parlasse di un attraversamento pedonale. L’episodio verrà costantemente ricordato.

Scivolone senza rete. 

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