Fischi & Fiaschi della settimana XLIX

Fischi e Fiaschi. I protagonisti della settimana appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

FISCHI

LUCA DI STEFANO

Ha avuto il merito di mettere in moto quella che potremmo definire la “macchina della chiarezzanel panorama politico di Sora. Dimettendosi dalla Lega, della quale è stato capogruppo per anni. (Leggi qui Di Stefano l’ha fatto: addio Lega, ora è Made in Sora).

Luca Di Stefano

Lo ha fatto dopo aver preso atto che il Carroccio era stato folgorato lungo la strada di Roberto De Donatis e dopo il voto di Lino Caschera sul Bilancio.

Ha portato allo scoperto la strategia che il sindaco di Frosinone e coordinatore provinciale della Lega Nicola Ottaviani e il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli avevano dall’inizio: salire sul… Carroccio del vincitore. De Donatis appunto.

Luca Di Stefano ha guardato nel lungo periodo. Anche oltre le elezioni comunali del 2021.

Coraggioso e in anticipo.

ROBERTO DE DONATIS

Il sindaco di Sora ha colto l’attimo al volo, facendo capire che intende ricandidarsi e vincere. Provando a federare il centrodestra. La Lega ha detto subito sì, mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia non hanno sciolto alcuna riserva. (Leggi qui De Donatis vuole fare il bis: federando il centrodestra).

Roberto De Donatis

Anzi, se la stanno “tirando” come fanno le belle donne davanti ai corteggiatori fortemente… interessati. Ma a De Donatis questo importa fino ad un certo punto. Intanto perché riproporrà la sua Piattaforma Civica ma in versione 2.0 e bilanciata sul centrodestra. Inoltre, male che vada avrà spaccato il centrodestra e questa è la cosa che più gli interessa.

Certamente si potrebbe discutere sul fatto che ha un passato politico legato al Psi di Gian Franco Schietroma, ma ormai la politica è cambiata. E poi in Italia “giganti” come Giolitti e Depretis sono stati i campioni del trasformismo. De Donatis non ha seguito la storia, ma la cronaca quotidiana. Adattandosi ai tempi.

Trasformismo 4.0.

MAURO BUSCHINI

Il presidente del Consiglio regionale ha segnato un gol in contropiede che nemmeno la mitica Juventus di Giovanni Trapattoni. Sulla questione della bonifica dell’ecomostro di via Le Lame ha fatto sapere a tutti (ma in primis al sindaco leghista di Frosinone Nicola Ottaviani) che la Regione ha stanziato 11 milioni di euro per iniziare la bonifica. (Leggi qui I protagonisti del giorno. Top e Flop del 4 dicembre 2020).

Mauro Buschini

Si tratta dell’argomento degli argomenti, che interessa non soltanto i cittadini di Frosinone ma tutto il mondo industriale ciociaro. Senza la bonifica della Valle del Sacco sarà semplicemente impossibile parlare di ripresa e di sviluppo in Ciociaria. Fra laltro, particolare non secondario, si tratta di un tema che potrà fare la differenza nella campagna elettorale del 2022.

Con “maestri” come Francesco De Angelis e Nicola Zingaretti, Mauro Buschini ha ormai indossato i panni del leader politico.

Guanto di… carta vetrata.

FIASCHI

PARLAMENTARI

Citiamoli tutti: i senatori Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) e Gianfranco Rufa (Lega), i deputati Luca Frusone, Ilaria Fontana, Enrica Segneri (Cinque Stelle), Francesco Zicchieri. Claudio Durigon (Lega), Claudio Mancini (Pd). Tutti eletti anche nei collegi della provincia di Frosinone.

L’Aula di Palazzo Madama in Senato

Tutti zitti prima e dopo che il Consiglio dei ministri ha fatto a pezzi gli schemi passati dei collegi. Portando una parte storica e fondamentale di questa provincia, il cassinate, in un collegio della provincia di Latina dove dominano Terracina, Gaeta e Formia. Condannando il cassinate a non avere più una rappresentanza parlamentare. (Leggi qui Cassino senza difensori, ora è davvero tornata Martire).

Ma pure al Senato la provincia di Frosinone dovrà coabitare (e soccombere) con quella di Latina. Dove stavano i nostri parlamentari quando si discuteva di queste cose? Dove stanno ora che la frittata è stata fatta?

Marginali e distratti.

ANTONIO TAJANI

Un’altra settimana è passata e di Alessandro Battilocchio, annunciato (da lui) commissario provinciale di Forza Italia neppure l’ombra. A dimostrazione che in Ciociaria il leader indiscusso è il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone.

Ma negli ultimi giorni Tajani si è distinto anche per aver provato a spiegare “scientificamente” la solita giravolta di Silvio Berlusconi sul Mes. Anzi, secondo autorevoli retroscenisti, è stato proprioTajani a suggerire al fondatore il “carpiato con avvitamento senza rete”. Sconfessando la linea e i principi di Forza Italia e del Ppe, del quale è vicepresidente. (Leggi qui Forza Italia, la continua fuga dei fedelissimi da Tajani).

Tutto questo per non far “incazzare” davvero il leader della Lega Matteo Salvini. Prima o poi al voto si tornerà e Forza Italia avrà bisogno di una ventina di seggi blindati. Con qualunque tipo di sistema elettorale.

Il Mes? E chi lo conosce.

DANIELE MAURA

Continua a prendere d’aceto ogni volta che Alessioporcu.it ricorda quello che è un fatto. E cioè che alla Provincia Fratelli d’Italia di fatto sostiene il presidente Antonio Pompeo (Pd) attraverso un patto di maggioranza in base al quale proprio a Maura è stata affidata la regina delle deleghe, quella alla presidenza dei lavori del Consiglio provinciale. Viene il dubbio che nessuno l’abbia detto ancora a Giorgia Meloni.

Daniele Maura

Poi c’è stato pure il fatto che Daniele Maura, nel celebrare l’Alberghiero di Ceccano, ha usato le stesse parole che avevano utilizzato i consiglieri provinciali delegati Alessandra Sardellitti e Massimiliano Quadrini (Pd). A dimostrazione di “affinità governative” che trovano la loro sublimazione nel campo della scuola e della pubblica istruzione. (Leggi qui Maura copione: ricicla le parole del Pd per intestarsi l’opera).

Un fatto deve essere chiaro: nulla di personale nei confronti di Daniele Maura. Non sono in discussione né le sue abilità politiche né la sua capacità amministrativa. È la posizione del Partito a prestare il fianco. Soprattutto dopo avere scorticato Forza Italia per avere fatto lo stesso durante il governo provinciale Pompeo I.

Una posizione, quella del sostegno a Pompeo da parte di Daniele Maura, che potrebbe costare cara a Fratelli d’Italia nei rapporti con gli alleati in Ciociaria.

Destra… mobile.

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