I protagonisti del giorno. Top e Flop del 1 ottobre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

MIRIAM DIURNI

Esile di corporatura, forte nel carattere: da oggi Miriam Diurni è al timone di Unindustria Frosinone. Nomina largamente annunciata, ma non per questo meno importante. Succede a Giovanni Turriziani ed è la prima volta che una donna si accomoda sulla poltrona più importante dell’associazione di via del Plebiscito. (Leggi qui Camilli prende il timone di Unindustria e traccia la rotta).

Miriam Diurni, presidente Unindustria Frosinone

Non è ‘di primo pelo‘: la neo presidente ha esperienza solida maturata all’interno di enti come la Camera di Commercio di Frosinone e come il Consorzio Asi. Sopratutto: non arriva per caso, è stata fortemente voluta dal sistema unindustriale della provincia di Frosinone.

Per tanti motivi, ma per uno in particolare: il futuro sviluppo di questo territorio potrà avvenire soltanto lungo i grandi assi di collegamento. Viari, ferroviari, logistici. E lei viene da quel tipo di esperienza. Con la fermata dell’Alta Velocità, con l’autostrada e con i collegamenti trasversali con l’Abruzzo, la provincia di Frosinone può diventare appetibile soprattutto per trasporti e infrastrutture.

Inoltre Miriam Diurni può fare gioco di squadra con i Consorzi industriali di questo territorio.

Competenze trasversali, esperienze definite, abilità nelle relazioni, spirito confindustriale, carattere mite ma non docile. Nulla avviene mai per caso nel mondo confindustriale.

Il potere è donna.

NICOLA ZINGARETTI

Il leader del Partito Democratico è tornato in Lombardia sette mesi dopo quell’aperitivo che ha fatto il giro del mondo. Il segretario del Pd non fa nulla per caso. E a margine di un comizio tenutosi a Voghera, si è fermato a parlare con i giornalisti presenti di quella visita, ma soprattutto della strumentalizzazione che ne è stata fatta.

Nicola Zingaretti. Foto © Paolo Cerroni / Imagoeconomica

Ha detto Zingaretti: «L’ultima volta che sono venuto in Lombardia, a Milano, ve la ricordate, con tutte le polemiche su quel famoso aperitivo. Su questo io penso bisogna fare giustizia e sgomberare il campo da un equivoco e da tante bugie che sono state dette. Anche quel giorno io sono venuto per portare solidarietà a una città come Milano. Che era una città ferita, ma soprattutto rispettando le regole che la Regione Lombardia dava in quel periodo. Mai mi sarei permesso di dire: Non rispettate le regole».

Nicola Zingaretti si è voluto togliere dei macigni dalle scarpe, considerando gli attacchi che ha ricevuto dalla Destra per quell’aperitivo.

Fra l’altro lui il Coronavirus lo ha contratto e superato. Chiaro anche che in questo momento è tornato da vincitore. Non soltanto dell’election day, ma di un’intera fase politica.

Nicola is back.

FLOP

IVANO IAI

«Con molto dolore comunico di aver rinunciato al mandato conferitomi dalla Famiglia Becciu». Con una nota di poche righe, l’avvocato Ivano Iai ha formalizzato la rinuncia alla difesa della famiglia del cardinale Angelo Becciu, finito al centro di un’intricata vicenda finanziaria in Vaticano.

L’avvocato Ivano Iai, foto Dagospia

Secondo quanto ha riferito il Corriere della Sera, il legale sarebbe stato invitato a dimettersi dall’incarico di difensore del cardinale e della sua famiglia per le immagini pubblicate su un account privato di Instagram. Immagini poi ripubblicate sul sito Dagospia.

Negli scatti che avrebbero imbarazzato il cardinale, l’avvocato appare al mare con un costume succinto

Ha spiegato Iai: «La famiglia Becciu mi ha onorato della sua fiducia e del suo affetto non comuni. Mi rattrista aver dovuto essere causa di ulteriore afflizione che si aggiunge ai patimenti ingiusti subiti in questi giorni da Sua Eminenza il Cardinal Becciu e dai Suoi Familiari, esempi di onestà e correttezza non comuni. E degni di avere accanto la migliore difesa in una vicenda tanto complessa».

Una difesa d’ufficio che però si è rivelata opportuna in questo momento, perlomeno come segnale. Le foto private non dovrebbero entrare in certe vicende, ma quando c’è di mezzo il Vaticano la cautela e la sobrietà sono sempre consigliate.

L’abito fa il monaco.

ANTONIO TAJANI

«Per un seggio con Forza Italia conta la meritocrazia. Al centro non c’è posto per fare altri partitini». Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, lo ha detto in un’intervista al Corsera. Ma Forza Italia è lontana perfino dal 10%. Come fa a interpretare ed occupare un “centro” che non c’è comunque?

Antonio Tajani. Foto © Marco Cremonesi

Tajani ha pure aggiunto: «Siamo noi la garanzia per il nostro futuro, nessun altro può darcela. Abbiamo un grande leader, Berlusconi, che a causa del Covid ci è mancato molto in questa campagna elettorale. Ma che c’è e che deve ispirarci non solo con le sue decisioni, ma con quello che rappresenta e incarna. Che ci mette e ci ha sempre messo a disposizione ed è nelle nostre mani».

«Saper creare, fare impresa, lottare per uno Stato liberale, un fisco più giusto, una giustizia che sia centrale nell’equilibrio dei poteri, un’Europa solidale e forte. La capacità di governare e non solo di opporsi, sono il patrimonio che Berlusconi rappresenta. Sta a noi impegnarci per farlo contare».

Per Tajani, infine, nel sistema dei Partiti «non c’è posto per centrini autonomi». Ora per carità: sulla grandezza politica di Silvio Berlusconi nulla da obiettare. Però Silvio Berlusconi ha appena compiuto 84 anni. Non può essere lui il leader del futuro.

Forza Italia paga proprio il ricambio di classe dirigente e Antonio Tajani sembra essere rimasto al discorso della discesa in campo.

Eterno secondo.

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