I protagonisti del giorno. Top e Flop del 1 settembre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

MARCELLO PIGLIACELLI

La decisione è arrivata in serata, durante una delle sue ultime telefonate del giorno: Marcello Pigliacelli torna in corsa per la presidenza della Camera di Commercio del Sud Lazio. Quella che avrà la sede principale a Latina ma avrà competenza su Frosinone, quella che avrà – tra l’una e l’altra provincia – un peso economico che la colloca all’ottavo posto in Italia.

Marcello Pigliacelli e Giovanni Turriziani

Aveva deciso di ritirarsi dalla corsa e per un’intera estate si è concentrato su altro. Poi domenica è arrivata la dichiarazione fatta dal presidente di Unindustria Frosinone Giovanni Turriziani a Corrado Trento su Ciociaria Oggi. Parole che in apparenza erano un invito, un appello quasi a Pigliacelli affinché tornasse in campo.

A comprendere il significato tra le righe è stato proprio il presidente uscente: “Fingere di non avere capito che quello di Giovanni Turriziani è un garbato ma severo rimprovero sarebbe ipocrita. Il suo è un serio richiamo alla responsabilità. Che mi mette di fronte ad un’evidenza: tirarsi indietro sarebbe un atto egoista, sarebbe pensare solo a se stessi. E per un uomo di Associazione (quale mi sono sempre vantato di essere) sarebbe anche una grave mancanza di rispetto verso il presidente, verso il mio presidente, verso il presidente della mia associazione territoriale. Se mi dice che non è ancora il momento di andare in retrovia ma è quello di stare in prima linea per unire tutto il Sud Lazio, esiste una sola risposta: obbedisco!». (leggi qui Pigliacelli: “Obbedisco!”. Torna in corsa per la Camera di Commercio).

Garibaldino

LUCIA AZZOLINA

Gli attacchi scomposti del leader della Lega Matteo Salvini e quelli “pelosi” e miopi del Partito Democratico le hanno regalato la scena. Non è ancora chiaro se la riapertura delle scuole ci sarà ovunque il 14 settembre. Ma è chiaro che la scuola riaprirà, come ha confermato oggi il Capo dello Stato Sergio Mattarella. (Leggi qui L’autogol Pd che regala la scena alla ministra Azzolina).

LUCIA AZZOLINA. FOTO © FILIPPO ATTILI, IMAGOECONOMICA

Lei, la ministra della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina, ha però colto l’attimo al volo. E nel momento in cui tutti “scaricano” sui presidi, sui docenti e sul personale scolastico, ha scritto direttamente ai protagonisti del mondo della scuola. Una lettera dettagliata nella quale ha toccato i punti più importanti.

Ha affermato: «Lavoriamo tutti insieme e riconsegniamo le scuole ai nostri studenti: il Paese ce ne sarà riconoscente. Abbiamo una responsabilità storica grande. Sarà un anno duro. Ma anche l’inizio di un percorso diverso. Avremo le risorse dall’Europa con cui costruire la scuola di domani, a partire dagli insegnamenti di questi mesi. Abbiamo le idee e il coraggio per realizzarle».

Azzolina ha riconosciuto al personale della scuola che «in questi mesi avete lavorato tantissimo: ci avete messo il cuore e l’anima». Anche per questo «respingeremo sempre con forza le insinuazioni che mirano a gettare discredito sulle istituzioni scolastiche e soprattutto su chi ci lavora», facendo riferimento a quelle che «danno già per certa una fuga ipotetica di insegnanti dalle classi».

«O le narrazioni secondo cui non ci saranno corsi di recupero perché i docenti si rifiutano di farli. Traduzioni semplicistiche che rischiano di fare danno al sistema».

Infine, l’invito a dare dimostrazione che «ancora una volta che il corpo dei docenti è sano. Composto da insegnanti che ci credono. Che amano il proprio lavoro e lo svolgono con professionalità e impegno»

Cento e lode.

PAOLO MIELI

«A partire dal primo giorno di scuola, prepariamoci a 20 giorni di caos indescrivibile. Sarà l’autunno più infernale di sempre”. Paolo Mieli lo ha detto in un’intervista a La Verità. Storico, scrittore, ex direttore del Corriere della Sera, Mieli ha fatto un’analisi globale.

Dicendo: «In autunno bisognerà decidere: tentare di portare a termine la legislatura e arrivare all’elezione del presidente della Repubblica. Oppure andare alle urne in primavera. In questo momento sento parecchi scricchiolii: crescono le probabilità di andare a elezioni anticipate»

Paolo Mieli ospite da Giovanni Floris a La7

«Dietro l’angolo c’è l’election day. Con le regionali che potrebbero causare “un brutto risveglio” alla maggioranza che sostiene il Governo. Con il referendum che è un pasticcio perché tagliare i parlamentari si può, ma in un contesto di riscrittura e redistribuzione dei poteri dello Stato. Altrimenti è uno sputo sul Parlamento. E dare ragione a chi sostiene che, quando si parla di rappresentanza politica, meno siamo e meglio stiamo. Niente più che uno slogan»

E poi l’epitaffio sui Cinque Stelle: «La storia dei 5 Stelle è finita. Anzi forse era già terminata l’estate scorsa quando la Lega gli portò via metà dei voti. Non hanno più nessun potere, se non quello di allearsi con la sinistra esortati dal loro guru».

Sentenza.

FLOP

MICHELE EMILIANO

Si potrebbe parlare di forza della disperazione. Ma in realtà la forza non si vede. A venti giorni dal voto il Governatore della Puglia ha rilanciato il dialogo con i Cinque Stelle e il voto disgiunto degli elettori pentastellati.

Dicendo: «Per me il dialogo con il Movimento 5 Stelle resta aperto, prima e dopo il voto. Un dialogo sulle cose da fare insieme, su come migliorarci a vicenda, su come generare cambiamento positivo per la Puglia. Ringrazio Conte e Di Maio per aver avviato questo percorso politico».

MICHELE EMILIANO. FOTO © GAETANO LO PORTO

«Gli elettori del Movimento 5 stelle sanno che possono tranquillamente votare me come Presidente e il M5S come partito, attraverso il cosiddetto voto disgiunto. Questa è l’unica strada per non indebolire il Governo e per salvare la Puglia».

In verità i Cinque Stelle hanno chiuso tutte le porte. E in questo modo hanno spianato la strada all’ipotesi (sempre più probabile) di una vittoria del centrodestra guidato da Raffaele Fitto.

La Puglia è una regione importante, che potrebbe cambiare gli equilibri. Michele Emiliano ormai è all’angolo, ma tutto può fare meno che “incaponirsi” su un teorema che non c’è. I Cinque Stelle lo hanno già scaricato.

Sindrome di Stoccolma.

 GIUSEPPE CONTE

Ha capito che adesso anche il suo ruolo di presidente del consiglio è a rischio. Soprattutto perché, come ha ricordato Claudia Fusani a Omnibus (La 7), il 18 agosto nell’intervista a Il Fatto Quotidiano, aveva esortato Cinque Stelle e Pd ad allearsi. In particolar modo in Puglia e nelle Marche. La risposta è stata il silenzio.

Giuseppe Conte

Con la conseguenza che il Pd rischia di perdere altre 2 Regioni, la Puglia e le Marche appunto. In questo modo il Governo sarebbe indebolito moltissimo. Inoltre, la direzione nazionale dei Dem è stata convocata per il 7 settembre.

In quell’occasione si capirà la vera posizione del partito sul referendum. In tutto questo la candidatura di Mario Draghi per Palazzo Chigi avanza, perfino con la benedizione di Luigi Di Maio.

Giuseppe Conte ha retto nei mesi di “confinamento” per il Covid, in uno scenario di emergenza. Adesso però non ha più paracadute.

In lockdown.

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