I protagonisti del giorno. Top e Flop del 10 gennaio 2020

Top e Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP 

ROMANO PRODI

Se la partita in Emilia Romagna si è riaperta il merito è suo. È lui infatti l’ispiratore delle Sardine, che naturalmente ci hanno messo molto del loro per affermarsi in tempi così brevi. Però il Professore è stato determinante per togliere dalla naftalina lo “spirito” dell’Ulivo, quello con il quale ha battuto per ben due volte Silvio Berlusconi.

Romano Prodi

Romano Prodi si è anche tolto lo sfizio di dire che non è interessato alla corsa al Quirinale, anche perché “i 101 sono ancora lì”. Con riferimento allo snaturamento di un centrosinistra che ha perso in questi anni i valori della condivisione di un progetto.

Oggi Prodi ha ribadito che a suo giudizio Stefano Bonaccini vincerà. Se questo dovesse succedere si riaprirebbe anche la partita a livello nazionale e Matteo Salvini lo sa perfettamente. A quel punto però sarebbe impossibile per il Partito Democratico non far salire il Professore sul palco. La vendetta è un piatto che si consuma freddo.

MARCO MINNITI

L’Huffington Post l’ha buttata giù così: “Per Marco Minniti si avvicina un futuro come inviato speciale dell’Ue in Libia? Il suo nome è stato lanciato ufficialmente martedì dal socialista Frans Timmermans su Repubblica.

Marco Minniti

L’ipotesi è rilanciata oggi in un articolo del Fatto Quotidiano, e lo stesso Luigi Di Maio, intervistato dal Corriere ha lasciato aperta la possibilità”.

Infatti Luigi Di Maio, alla domanda “Minniti le piacerebbe come inviato speciale Ue in Libia?”, ha risposto così: “A tempo debito comunicheremo il nome dell’inviato speciale, prima bisogna completare il processo di Berlino. Dopo, sarà bene che ci sia un ruolo deputato a tutelare gli interessi dell’Italia”.

Prima ancora di Salvini, è stato Marco Minniti a interrompere il flusso dei migranti dalla Libia. Con una dose massiccia di realpolitik che ha fatto storcere la bocca a molti a sinistra. Ma un politico si giudica dai risultati. E non c’è dubbio che Minniti ha anticipato tutti, perfino il Capitano. Prequel. 

FLOP

LUIGI DI MAIO

La circostanza che sia stato Il Fatto Quotidiano a “sparare” la notizia che Luigi Di Maio starebbe meditando un passo indietro come capo politico del Movimento Cinque Stelle equivale ad una scomunica del Vaticano nei confronti di un cardinale ribelle.

Luigi Di Maio

Il giornale diretto da Marco Travaglio non solo anticipa le mosse dei Cinque Stelle, ma a volte le detta. C’è poco da tirarla per le lunghe: sicuramente Beppe Grillo e Davide Casaleggio conoscevano in anteprima il tenore dell’articolo.

Il ministro degli esteri fatica ad accettare quello che è sotto gli occhi di tutti: non è il titolo formale di capo politico a dare la statura di leader. Il leader dei Cinque Stelle non è lui perché gli altri non lo riconoscono come tale. Può restare capo a vita, ma non cambierà nulla. Inoltre, il flop annunciato in Emilia Romagna sarà comunque addebitabile soprattutto a lui. Abituato a perdere.

LUCIA BORGONZONI

La candidata leghista alla presidenza dell’Emilia Romagna, Lucia Borgonzoni, in un post su Facebook per promuovere un evento a Bologna, ha messo un’immagine di Ferrara alle sue spalle. Precisamente la chiesa di San Romano.

Matteo Salvini, Lucia Borgonzoni

Poi naturalmente ha corretto il tutto, ma la frittata era fatta. Il Corriere della Sera ha infierito: “Aveva già detto che l’Emilia-Romagna confina con Trentino Alto Adige e Umbria, chiesto l’assessorato al Turismo che già esiste, proposto di tenere aperti di notte gli ospedali come già sono”.

Ma non sarà che la presenza di Matteo Salvini alla fine le crea una pressione difficile da tenere sotto controllo? La geografia è una scienza esatta.

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