I protagonisti del giorno. Top e Flop del 11 luglio 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

ANTONIO POMPEO

Ha avuto il coraggio di dire che la Provincia di Frosinone non può rischiare un’emergenza rifiuti per continuare a smaltire l’immondizia del Comune di Roma. Un paradosso pazzesco, che rischia di compromettere il circuito virtuoso della Ciociaria nella gestione dell’immondizia. Il continuo apporto di rifiuti dalla Capitale sta determinando l’esaurimento del quarto bacino della discarica gestita dalla Mad e assorbendo velocemente le residue disponibilità destinate ai Comuni dell’Ato di Frosinone, che avrebbero garantito autosufficienza alla Ciociaria fino al 2026. Era ciò che Alessioporcu.it aveva anticipato nei giorni scorsi. (leggi qui Pompeo dice stop: “Non c’è più posto a Roccasecca per i rifiuti di Roma”).

Antonio Pompeo

Approvato, inoltre, l’emendamento proposto dal presidente Pompeo di affidare al Politecnico di Torino l’individuazione aggiornata delle aree potenzialmente idonee ad ospitare una nuova discarica in coerenza con la pianificazione territoriale regionale e provinciale.

Ha detto Pompeo: «La situazione dei rifiuti sul territorio provinciale deve essere necessariamente affrontata sotto diversi punti di vista: da un lato rimarcando che, se oggi, ci troviamo a prevenire un’emergenza legata alla saturazione delle volumetrie a disposizione del territorio, è perché un ciclo virtuoso di smaltimento dei rifiuti stessi è stato alterato dal massiccio conferimento da fuori Ato». Che tradotto significa: noi il nostro dovere lo avevamo fatto, ci eravamo attrezzati fino al 2026, poi ci siamo dovuti prendere anche i rifiuti di Roma e lo spazio ora non basta più.

Sarebbe stato fin troppo facile sbattere la porta in faccia a Virginia Raggi. E puntare il dito contro la sindaca ma anche contro il Governatore del Lazio che lo scorso anno mobilitò le province per evitare che continuasse lo scempio di una Capitale invasa dalle spazzature. Tanto più che nessuno dei due è sulla sua lunghezza d’onda politica. Con responsabilità Antonio Pompeo non lo ha fatto. Ed ha indicato la via dell’economia green e circolare come nuovo modello.

«In questo senso, va anche il progetto della ‘Green Valley’ sul quale si deve accelerare proprio per invertire la rotta e intraprendere il percorso legato alla trasformazione del rifiuto in risorsa. Il nostro territorio non può più permettersi di rischiare l’emergenza e il collasso nello smaltimento di rifiuti per cause indipendenti dalla nostra gestione».

Orgoglio, ecologia e coraggio.

MARCO DELLE CESE

Per la prima volta dopo decenni un’istituzione della provincia di Frosinone può permettersi di uscire dai suoi confini e parlare di rifiuti per spiegare un progetto innovativo. Non accadeva dai tempi di Francesco Scalia, presidente della Provincia di Frosinone, che spiegò la sua innovazione del ciclo integrato grazie alla quale siamo arrivati fino ad oggi senza emergenze. Non accadeva dai tempi di Cesare Fardelli, presidente della società pubblica Saf, che andò a spiegare perché smantellare le vecchie linee e sostituirle con quelle più moderne: più efficienti e meno inquinanti.

MARCO DELLE CESE A COLLEFERRO

Oggi quella sortita l’ha potuta fare Marco Delle Cese, presidente del consorzio industriale Cosilam di Cassino. È stato a Colleferro al convegno Prospettive di tutela dell’Ambiente in Italia e nel Lazio. E lì ha potuto raccontare la nuova visione dell’economia circolare introdotta in provincia di Frosinone. In pratica: piantagioni con essenze capaci di depurare i terreni inquinati, per assorbire i veleni e utilizzare poi quelle piante nella produzione di bio imballaggi con cui sostituire la plastica.

Ha citato l’esempio di economia green introdotta dal gruppo Saxa Gres, salvando gli stabilimenti ex Marazzi di Anagni ed ex Ideal Standard di Roccasecca. Nello stesso momento, la Provincia di Frosinone deliberava il documento con cui chiedere lo stop ai rifiuti romani per salvaguardare gli spazi rimasti nella discarica di Roccasecca. Un ciclo ormai legato al passato.

Green President

BARBARA DI ROLLO

Ha completamente spiazzato l’opposizione quando ha detto che della Sanità e della situazione del Santa Scolastica si discuterà in una seduta appositamente dedicata. Il prossimo 27 luglio, quando sarà presente il direttore generale della Asl Patrizia Magrini, che risponderà quindi a tutte le domande del caso. Aggiungendo che per la cronaca a quella riunione sarà invitato pure l’assessore regionale Alessio D’Amato.

BARBARA DI ROLLO ED ENZO SALERA

Barbara Di Rollo, presidente del consiglio comunale di Cassino, ha dato ancora una volta dimostrazione di come studi e anticipi tutti i possibili scenari consiliari. (leggi qui I “Magnifici sei” fanno l’Ok Corral in consiglio. E la pistola è il Santa Scolastica).

Mario Abbruzzese ha provato comunque a non far chiudere la partita in quel modo. Attaccando: «Non è possibile che in questo consiglio comunale non si possa parlare di sanità e del Santa Scolastica con tutti i problemi che ci sono». Barbara Di Rollo ha risposto: «Mario, perché non ne hai parlato nel 2010 quando eri presidente del Consiglio regionale e c’era la Polverini?». Rispondendo quindi pure sul piano politico.

Magnifica.

FLOP

I MAGNIFICI SEI… INGENUI

Così hanno battezzato la loro chat su whatsapp. Sono i consiglieri di opposizione Massimiliano Mignanelli, Salvatore Fontana, Peppino Petrarcone, Franco Evangelista, Michelina Bevilacqua e Mario Abbruzzese.

Abbruzzese, Petrarcone e Fontana

Nella seduta consiliare a Cassino, facendo gli opportuni distinguo (Fontana educatamente seduto ma non per questo più dimesso nel sostenere le sue ragioni, Bevilacqua e Mignanelli teatrali ma mai oltre le righe) hanno scatenato una bagarre senza precedenti, attaccando in modo frontale il sindaco Enzo Salera. Ma in realtà volevano parlare di Sanità, cercando di innescare un dibattito politico forte. Ma non avevano calcolato… Barbara Di Rollo. (leggi qui I “Magnifici sei” fanno l’Ok Corral in consiglio. E la pistola è il Santa Scolastica).

Un errore politico risultato fatale, che gente di tale esperienza e capacità non può permettersi. Anche se in realtà l’idea stessa di fare opposizione in modo unitario soltanto con una logica “contro” è politicamente miope.

Hanno dato l’impressione di essere rimasti fermi alla sconfitta elettorale di più di un anno fa.

Chiassosi ma inconsistenti

GIUSEPPE CONTE

Il presidente del consiglio a Venezia ha annunciato l’intenzione di prorogare lo stato di emergenza per il Coronavirus. Nella dichiarazione fatta il 31 gennaio 2020 veniva specificato che era «necessario provvedere tempestivamente a porre in essere tutte le iniziative di carattere straordinario sia sul territorio nazionale che internazionale, finalizzate a fronteggiare la grave situazione internazionale determinatasi».

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Il Corriere della Sera ha spiegato cosa significa: «E dunque con il nuovo decreto sarà possibile firmare nuovi Dpcm, decretare nuove ‘zone rosse’, acquistare tutto il materiale necessario a far ripartire in sicurezza la scuola: mascherine, gel, banchi, distanziatori di plexiglass».

«Così come avviene per i disastri naturali – primi fra tutti i terremoti – lo stato di emergenza consente infatti di saltare alcuni passaggi per l’affidamento degli appalti che non devono avvenire in assegnazione diretta, ma seguono comunque percorsi agevolati. E soprattutto consentirà di programmare per altri sei mesi il lavoro in smart working per i dipendenti dello Stato. La proroga fornisce una “copertura” anche se dovesse esserci una seconda ondata di Covid-19 e quindi effettuare interventi straordinari come il reperimento di posti letto in strutture diverse dagli ospedali, come ad esempio le caserme o gli alberghi sanitari».

In realtà si tratta di una decisione anche e soprattutto politica, perché lo stato di emergenza dà poteri enormi. Infatti quasi tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, hanno subito sottolineato come un passaggio del genere non può non passare da Camera e Senato. In serata fonti di Palazzo Chigi hanno precisato che, se si procederà in questa direzione, l’intenzione di Conte è di passare per il Parlamento. Ci ha provato, ma ancora una volta aveva dimenticato il… Parlamento. Stavolta glielo hanno ricordato a brutto muso.

Ridimensionato.

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