I protagonisti del giorno. Top e Flop del 12 dicembre 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP 

FRANCESCA GERARDI

Nel pieno dello scontro tra Lega e Fratelli d’Italia la coordinatrice provinciale del Carroccio ha scelto la cautela e il silenzio. È stata lei ad imporre lo stop alle polemiche, bloccando il comunicato congiunto che alcuni dirigenti provinciali stavano per diffondere, gettando altra benzina sul fuoco dei rapporti con l’alleato. (leggi qui Alta tensione FdI-Lega: “Zicchieri e gli altri leghisti cosa hanno fatto per il territorio?”)

Francesca Gerardi

L’onorevole Francesca Gerardi ha cambiato impostazione e lo ha fatto da quando ha la responsabilità politica di guidare un Partito che è primo in tutti i sondaggi e che si candida a governare il Paese. Allo stesso tempo nicchia sulla convocazione del tavolo del centrodestra, ben sapendo che la vera questione “calda” è quella della candidatura a sindaco di Pontecorvo.

La Gerardi vuole sceglierlo lei e non vede subordinate. Ben sapendo che difficilmente Forza Italia potrà mollare l’attuale sindaco Anselmo Rotondo. Prende tempo e non spara a zero. Democristiana.

GIANFRANCO PIZZUTELLI

Il Polo Civico ha celebrato oggi il suo primo congresso. Basta questo per dare la dimensione di quanto sia cresciuta una formazione che detiene la maggioranza della quota azionaria della coalizione che sostiene il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. (leggi qui Il Polo è civico ma pure nazionale: il Congresso elegge Pizzutelli all’unanimità).

Foto © AG IchnisaPapers

In questi anni il Polo Civico ha appoggiato i candidati del centrodestra, alle provinciali, alle regionali e alle politiche. Votando e facendo votare per la Lega, ma pure per Fratelli d’Italia e Forza Italia. E Gianfranco Pizzutelli, leader del Polo Civico, lo ha fatto pesare nelle sedi giuste.

Ma oggi, davanti alla “sua” platea congressuale, Gianfranco Pizzutelli non ha fatto riferimento a centrodestra o centrosinistra. Ha voluto lanciare un messaggio chiaro: il Polo Civico gioca in proprio. Alle prossime elezioni comunali di Frosinone le scelte del Polo Civico determineranno moltissimo. Forse tutto. Stratega.

FLOP

TAJANI-FAZZONE

Ciao ciao a Forza Italia anche da parte del consigliere regionale Laura Cartaginese. Nel consiglio della Pisana gli “azzurri” sono adesso rappresentati da Pino Simeone. (leggi qui Cartaginese va alla Lega: Forza Italia è quasi sparita).

Antonio Tajani

Per la verità c’è pure Giuseppe Cangemi, che però ultimamente ha fatto perdere le proprie tracce. In pochi mesi sono andati via Pasquale Ciacciarelli, Adriano Palozzi (Cambiamo), Antonello Aurigemma (Fratelli d’Italia) e ora Laura Cartaginese (Lega).

Né l’europarlamentare e numero due del partito Antonio Tajani né il  senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone hanno cercato di fermare l’esodo o provato a dare una scossa al Partito.

A proposito: esiste ancora un Partito? Cosa significa oggi fare parte di Forza Italia? Scomparsi.

GIANLUIGI PARAGONE

Ugo Grassi, il senatore che ieri aveva parlato in forte dissenso con il Movimento Cinque Stelle sul Mes, ha ufficializzato il suo passaggio nel gruppo della Lega. Dando seguito ad una frattura insanabile. A lui si sono aggiunti Francesco Urraro e Stefano Lucidi.

Durissima la reazione di Luigi Di Maio: “Chi vuole andarsene, consegni alla presidenza del Senato una lettera che dice: voglio cambiare casacca e tradire il mandato che i cittadini mi hanno dato. Non c’è nulla di male a cambiare idea, ma allora ti dimetti, torni a casa e ti fai eleggere da un’altra forza politica”.

Gianluigi Paragone

Invece nei Cinque Stelle continua a rimanere Gianluigi Paragone, anche lui senatore, anche lui in contrasto sul Mes. E su molte altre cose. Ha spiegato a TgCom: “Sul Mes nel Movimento Cinque Stelle hanno cambiato idea, io sono ancora un ribelle antisistema. C’è un disagio conforme al programma elettorale, io sono stato eletto dopo una campagna elettorale in cui ho criticato pesantemente l’Unione europea e i suoi meccanismi tra cui il Mes. Nel programma avevamo scritto che ci saremmo opposti ai ricatti della finanza travestiti da riforme”.

Tutto vero, ma delle due l’una: o il Movimento esce dal Governo e dalla maggioranza o chi non è più d’accordo con il Movimento esce… dal Movimento. Tertium non datur. Sofista.

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