I protagonisti del giorno. Top e Flop del 12 febbraio 2020

Top e Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP 

LORENZO CESA

Ha preso il posto, ma soprattutto il ruolo, che per decenni ha avuto (certamente con altre dimensioni numeriche e politiche) Pierferdinando Casini e, per un brevissimo periodo, Marco Follini.

Il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa. Foto Ciro Fusco

Lorenzo Cesa è il leader dell’Udc: Partito piccolo certamente, che alle elezioni nazionali non riuscirebbe a superare una soglia di sbarramento superiore al 3% stando agli attuali sondaggi. Ma un Partito strategico in Parlamento, dove comunque c’è una situazione di grande caos e di enorme incertezza.

In un momento di massima fibrillazione, dove non si capisce quali sono le prospettive politiche nel breve e nel medio periodo, Cesa ha compreso al volo che una pattuglia di responsabili potrebbe fare la differenza. E lui, giurano gli addetti ai lavori, ha quasi un plotone. Di responsabili.

In questo modo tiene sotto tensione Italia Viva di Matteo Renzi e in stato di allerta Forza Italia di Silvio Berlusconi. Quando si tratterà di spuntare una decina di candidature blindate la prossima volta, Lorenzo Cesa non mancherà di farsi ascoltare. Democristianone di ritorno.

FRANCESCO DE ANGELIS

È il primo a sapere che la strada per rendere operativo il Consorzio industriale unico del Lazio è ancora lunga, nonostante il semaforo verde acceso dal Consiglio Regionale sul primo articolo, quello fondamentale perché disegna l’ossatura dell’ente. (leggi qui L’Aula dice si: nasce nel Lazio il Consorzio Industriale più grande d’Italia).

Francesco De Angelis

Sa che non mancheranno discussioni e forse perfino ricorsi. Sa pure che a Roma mal sopportano scenari nei quali ad essere protagonisti sono altri, specialmente se arrivano dalle province. Perfino all’interno del Partito Democratico, perfino nella giunta guidata da Nicola Zingaretti, perfino nel consiglio regionale.

È normale, perché il Consorzio industriale unico del Lazio ha più competenze e poteri di tre assessorati. Un superassessorato all’industria lo hanno definito. Forse è perfino riduttivo. Francesco De Angelis però conosce perfettamente il mondo della politica. Sa quando accelerare e quando frenare, quando esternare e quando tacere. È concentrato sul risultato e non commetterà errori di alcun tipo.

Sa che la pazienza è la virtù dei forti e che alla fine sono le scelte della politica che determinano le situazioni. Centralismo democratico.

FLOP

LOMBARDI-CORRADO

Continuano a farsi la guerra all’interno del gruppo regionale del Movimento Cinque Stelle. Roberta Lombardi, sulla carta, dovrebbe essere quella più incline ad un accordo di governo e di maggioranza con il Pd di Nicola Zingaretti.

Davide Barillari Roberta Lombardi © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Ma è sempre titubante, oscilla tra posizioni ortodosse e rivoluzionarie, ha perso l’ennesima occasione di diventare lei il contraltare di Luigi Di Maio.

Valentina Corrado è perennemente “contro”: il Pd, Nicola Zingaretti, perfino Mauro Buschini. Sul Consorzio industriale unico ha sviluppato un intervento molto critico in aula.

Alla fine però entrambe sembrano non rendersi conto che il Movimento Cinque Stelle continua ad arretrare: in Italia e nel Lazio, al Governo e all’opposizione.

Pietro Nenni, gigante politico nazionale e nume tutelare del Psi, ha insegnato a tutti che la politica non si fa con il rancore. Lombardi e Corrado fanno l’inverso. C’è soltanto il rancore. Elisione perfetta: si annullano a vicenda.

FRANCESCO ZICCHIERI

In provincia di Frosinone ormai è la coordinatrice Francesca Gerardi a dettare tempi e strategie della Lega, anche nel rapporto con gli alleati di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Sul piano regionale lo strapotere di Claudio Durigon, destinato ad essere il candidato alla presidenza del Lazio e già avversario irriducibile di Virginia Raggi a Roma, non può essere contrastato.

Francesco Zicchieri

In più negli ultimi tempi in Ciociaria si è ricavato spazi importanti anche il senatore Gianfranco Rufa. Infine, l’ingresso del consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli nel Carroccio ha “coperto” politicamente tutta l’area sud. Poi c’è il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, l’amministratore locale più importante a livello provinciale.

Per l’onorevole e coordinatore regionale Francesco Zicchieri si pone la necessità di… ritagliarsi un ruolo sul territorio. Cercasi spazio disperatamente.

IL TESTACODA

Il Capitano della Lega Matteo Salvini sapeva perfettamente che in Senato non aveva i numeri per respingere la richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il caso Gregoretti. E allora l’ha buttata (e bene) in politica. Di necessità virtù.

Matteo Renzi © Imagoeconomica / Livio Anticoli

Pd e Cinque Stelle gli hanno bocciato il lodo Annibali e Matteo Renzi ha fatto capire di poter unire i suoi voti a quelli delle opposizioni. Ma ormai non gli crede più nessuno. Il paradosso è che se non “strappa”, rischia di essere rottamato lui. A furia di tirare la corda si spezza.

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