I protagonisti del giorno. Top e Flop del 13 giugno 2020

Top e flop

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

FILIPPO TORTORIELLO

Il presidente di Unindustria dimostra ancora una volta di avere coraggio e di chiamare le cose con il loro nome. Ha detto che gli Stati Generali al massimo saranno un brain storming, vale a dire che ognuno andrà lì al massimo ad esporre proposte di buona volontà. Significa che ha voluto prendere le distanze in modo garbato perfino dalla posizione di Confindustria, che agli stati generali parteciperà.

Filippo Tortoriello

Senza farsi nessuna illusione sarà una fiera delle buone intenzioni e del tema a traccia libera, quando in realtà il Paese è piegato, deve fare i conti con un dopo lockdown micidiale e con riflessi pesantissimi che in autunno arriveranno sul prodotto interno lordo, sull’occupazione, e sul tutto il resto.

Il numero uno degli industriali del Lazio ha fatto capire che nei prossimi dieci giorni saranno un’abbuffata di pura fuffa.

Micidiale.

ALESSIO D’AMATO

L’assessore alla Sanità del Lazio si è trovato a dover fare i conti con il classico veleno della coda. Vale dire il focolaio romano che ha fatto schizzare nuovamente in alto molti dei parametri regionali del Covid-19. Ma lui non è uno che si perde d’animo e anzi, nei momenti di difficoltà sa sempre cosa fare e come reagire.

L’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato © Imagoeconomica

Infatti il modo con il quale sta contenendo il focolaio, anche e soprattutto a Roma, dimostra qualora ce ne fosse bisogno (ma non ce n’è bisogno), come il Lazio ha fronteggiato la pandemia. Vale a dire, mappando i contagi, i casi da link ed il territorio, senza mai perdersi d’animo o sbagliare un colpo.

Non ci voleva, ma questo dimostra quello che D’Amato continua a ripetere: la guardia non può essere abbassata.

Guerriero.

GIORGIA MELONI

La sua partecipazione alla trasmissione L’Intervista di Maurizio Costanzo è stata la mossa mediaticamente più indovinata negli ultimi 25 anni. È stata capace di proiettare un’immagine con cui cancellare finalmente il suo cliché: basato sull’immagine della lady di ferro, un po’ acidula, la cui dote principale fosse la capacità di urlare, non sempre cose indovinate.

Invece, nello studio di uno degli ultimi grandi leoni della tv italiana, ha dimostrato di essere altro, sia sul piano umano che sul piano politico.

Ne è uscita l’immagine di una donna animata da passione pura e antica, mossa da rabbia e convinzione, capace di emozionarsi e avere anche delle lacrime dentro. Come quando s’è parlato della figlia, del papà che l’ha abbandonata da bambina, del marito al quale controlla il cellulare. Una dimensione umana che fino ad oggi aveva nascosto dietro al personaggio, lasciando apparire solo il paravento che strilla e costantemente arrabbiato.

Ne è uscita la figura di un politico ben più moderato, rassicurante, capace di catturare l’elettorato centrista orfano di un leader e quello di centrodestra spaventato da un Salvini permeato di razzismo, anti europeismo, filo Orban.

Le elezioni si vincono al Centro. Esattamente quello che il Sovranismo e la frequentazione con Bannon avevano allontanato. Il passo umano compiuto da Giorgia Meloni è quello che le mancava. Non è un prodotto mediatico per la politica di questi tempi. Bensì un prodotto delle scuole della politica antica, che è sopravvissuta al passaggio nella seconda Repubblica. E pure bene.

Genuina.

FLOP

CLAUDIO FAZZONE

A livello nazionale Silvio Berlusconi e Antonio Tajani hanno riportato Forza Italia al centro del dibattito politico anche e soprattutto nel centrodestra. A livello regionale invece gli azzurri segnano il passo. Ed il senatore Claudio Fazzone qualche domanda deve cominciare a porsela.

Claudio Fazzone. Foto © Imagoeconomica / Stefano Carofei

Anche per quanto riguarda la provincia di Frosinone. Per esempio, a Sora Forza Italia cosa intende fare? Ma sopratutto, a Frosinone gli azzurri hanno intenzione di rimanere in secondo piano rispetto alla Lega di Nicola Ottaviani oppure proveranno a ritagliarsi un ruolo che storicamente hanno sempre avuto?

Stesso discorso potrebbe essere fatto in prospettiva a Cassino, ad Alatri ed in diversi altri comuni. Ma quello che appare chiaro è che Forza Italia sembra avere rinunciato, in Ciociaria, alla possibilità di potere esprimere ed eleggere un deputato, un senatore, un consigliere regionale, e perfino dei sindaci. E questo non è nello stile di un combattente come Claudio Fazzone.

Distratto.

ANTONIO POMPEO

Vero è che il congresso del Pd è stato sospeso per il Covid. Ma questo per il presidente della Provincia significa poco. La realtà è sempre la stessa. Vale a dire che in provincia di Frosinone resta comunque l’area di Francesco De Angelis quella che dà le carte.

Antonio Pompeo

Alla fine si dirà che il congresso è unitario e che la gestione sarà condivisa. Però è abbastanza evidente che al di là della segreteria (Luca Fantini avrà sicuramente un’impostazione autonoma ed indipendente) le candidature in prospettiva appaiono sinceramente chiuse per la componente Base riformista della quale Pompeo è il leader locale.

Perché a Camera e Senato conteranno i numeri e quelli di Pensare Democratico sono più consistenti. Mentre per le regionali Mauro Buschini sarà candidato come presidente del Consiglio uscente. E in questo contesto Pompeo rischia di interpretare il ruolo del vaso di coccio in mezzo a quelli di ferro.

Manzoniano.

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