I protagonisti del giorno. Top e Flop del 13 novembre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

IGNAZIO PORTELLI

Ha riunito i sindaci della provincia di Frosinone, facendoli partecipare al tavolo con il questore, i comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza ed il Direttore generale della Asl. Un solo argomento all’Ordine del Giorno: evitare gli assembramenti nei Comuni in quella che è a tutti gli effetti la fase più difficile e pericolosa di questa pandemia, anche in provincia di Frosinone.

I numeri parlano chiaro: la rete degli ospedali nel Lazio è molto solida, sta reggendo ad un’onda d’urto molto più alta di quella che si è abbattuta la scorsa primavera. Ma sta andando sotto stress perché tutti si stanno ammalando nello stesso momento. Era proprio ciò che si voleva e doveva evitare.

Ignazio Portelli Foto © Rocco Pettini / Imagoeconomica

I contagi avvengono perché ci si incontra senza rispettare le più elementari misure di prevenzione. E ci si assembra. Questo sta determinando in diversi i centri un’impennata della soglia del famoso Rt cioè l’indice di trasmissibilità del virus.

Il prefetto ha chiesto alla Asl un quadro completo e puntuale dei nuovi contagi perché è questo l’elemento fondamentale per poter stabilire nuove restrizioni. Allo stesso tempo il prefetto ha chiesto ai sindaci di vigilare continuamente affinché non si determinino assembramenti di persone. In questo modo li ha voluti responsabilizzare. Ed ha voluto far capire che lo Stato non sta alla finesta a guardare ma svolgerà il suo ruolo fino in fondo. Mandando le forze dell’ordine a controllare proprio in quei centri dove la diffusione è troppo alta e quindi vuol dire che ci si assembra.

Proprio ora non ce lo possiamo permettere.

Sentinella dello Stato.

SILVIO BERLUSCONI

È ancora il più lucido anche se ripropone sempre il medesimo schema che è un mix tra gli interessi aziendali ed il senso dello Stato. Nelle ore scorse c’era stata l’apertura di Antonio Tajani subito raccolta da Nicola Zingaretti. (Leggi qui Zingaretti ‘chiama’ Tajani e smina la strada a Conte).

Silvio Berlusconi Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Ora il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha dato continuità a quel passaggio facendo capire esattamente due cose. La prima: Forza Italia è pronta ad una collaborazione istituzionale in uno dei momenti più drammatici della storia della Repubblica. Perché la pandemia da Covid-19 sta mettendo in ginocchio tutti i cardini del sistema: la Sanità, il lavoro, l’economia, la scuola, i trasporti. La seconda: esiste un patrimonio del Paese che è Mediaset ed ancora una volta Silvio Berlusconi intende preservare quel patrimonio. Quello che in sostanza mette sul piatto è la difesa di un legittimo interesse aziendale e la disponibilità a dare una mano al governo.

Ma c’è un ulteriore aspetto, il più fine dal punto di vista politico. Perché Berlusconi mette in evidenza i limiti del cosiddetto ‘nuovo. Intanto il fatto che i Cinque Stelle siano inadeguati a poter gestire questa fase. Ma poi anche la circostanza che la Lega, sulla questione Mediaset – Vivendì ha sostanzialmente scaricato Berlusconi.

E questo è l’ennesimo errore grossolano del Capitano Matteo Salvini. È il caso di dire che Berlusconi ha colto due piccioni con una fava, dimostrando inoltre che se la futura classe dirigente del Paese è quella che passa da Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Giorgia Meloni allora lui potrà continuare a dettare legge per i prossimi cinquant’anni.

Sua Emittenza Eterna.

NINO POLITO

Sul sistema delle Piccole e Medie Imprese del Lazio nel 2020 si è abbattuto il Covid che ha avuto l’effetto di uno tsunami. Ma le Pmi non sono state a perdere tempo tra lacrime e lamentele: la maggior parte di loro ha iniziato subito a rimboccarsi le maniche e adattarsi alla nuova realtà. Lo ha fotografato il report congiunurale che ogni semestre viene elaborato da Federlazio per anticipare l’andamento dell’economia sul territorio. (Leggi qui Federlazio, ecco come Covid ha cambiato gli scenari).

NINO POLITO

Anche quel report ha mandato un segnale. La Federazione delle piccole e medie imprese avrebbe potuto limitarsi a realizzare un bollettino di guerra in cui certificare perdite, cali di fatturato, posti di lavoro in bilico. Invece no: l’associazione diretta da Luciano Mocci e presieduta in provincia di Frosinone da Nino Polito, ha adattato lo standard e realizzato uno studio totalmente orientato alle conseguenze del Covid ed alle strategie di ripresa.

In pratica ha si fotografato i danni ma anche quella lunga serie di imprenditori che si sono arrotolati le maniche, impegnati a ricostruire. È un segnale importante, con il quale far capire al tessuto delle Pmi che nessuno è solo in questo dramma e che soltanto guardando all’orizzonte è possibile rimanere a galla ed evitare di farsi tirare già dall’onda della pandemia.

Si vive anche di segnali e di incoraggiamenti: le associazioni di categoria esistono per questo.

Ottimisti per necessità.

FLOP

NICOLA OTTAVIANI

Ma non doveva aprirsi la stagione del rilancio e del radicamento sul territorio della Lega? Francesco Zicchieri, deputato eletto nel collegio nord della Ciociaria e coordinatore regionale del Carroccio, ha lasciato le redini al sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. Ma l’impressione, dopo un paio di uscite tra Sora (per le Comunali) e Ceprano (per incontrare l’ex sindaco di Cassino) è che la strada sia più ripida di quanto si pensasse.

NICOLA OTTAVIANI, FOTO NANDO POTENTI E STEFANO STRANI

Dopo aver fatto l’ennesimo organigramma (Nicola Ottaviani coordinatore provinciale, Pasquale Ciacciarelli responsabile dell’organizzazione), Zicchieri ha scelto di fare un passo indietro. Come dire: avete voluto la bicicletta e adesso quindi pedalate.

Il problema però è che la bicicletta che Zicchieri ha lasciato ad Ottaviani ha le ruote sgonfie e nessuno pare intenzionato ad esercitare il ruolo del gommista: per non fare un piacere agli altri.

L’impressione è che invece di sudare in salita e affrontare i tapponi dolomitici con cui radicare il Partito, si continui a puntare tutto sull’assetto gerarchico della Lega, nella convinzione che il leader continuerà ad essere Matteo Salvini. E sarà lui in ogni caso a portare carrettate di consenso. Non è scontato.

Fatto sta che in  provincia di Frosinone la Lega non ha una sede della federazione provinciale. In città chiave come Cassino i due consiglieri leghisti stanno su una sponda, il responsabile politico invece sta sull’altra. L’ondata di adesioni che era stata annunciata non si è vista. Non si vede una strategia in grado di radicare davvero il Partito in provincia di Frosinone.

Finché Matteo va.

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