I protagonisti del giorno. Top e Flop del 15 gennaio 2020

Top e Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP 

GIULIA TRAPPOLONI

È il volto femminile delle Sardine. Il Corriere della Sera l’ha intervistata. Descrivendola così: “Il suo «sogno» era diventare una ballerina classica. È diventata, suo malgrado, una (possibile) leader politica. «In due mesi la mia vita è stata travolta e stravolta», dice Giulia Trappoloni, 29 anni, fisioterapista, il volto femminile della banda dei quattro che il 14 novembre ha creato il movimento delle Sardine.

Giulia Trappoloni

A lei, occhi vispi e una vivacità travolgente, è toccato organizzare la nuova adunata di domenica in piazza 8 agosto. Giulia per la prima volta parla con un giornale.E alla domanda “Volete salvare Bonaccini”, ha risposto in questo modo: «Ci siamo mossi per bloccare Salvini e questo significa indirettamente sostenere il governatore uscente, che apprezziamo per il lavoro che ha fatto.

Ma volevamo soprattutto dimostrare che la partita non era già chiusa. Non volevamo che l’Emilia-Romagna finisse a Salvini senza che ci fosse battaglia». Quello che le donne…dicono.

MATTEO RENZI

Il progetto Italia Viva non decolla e i sondaggi sono impietosi. Ma lui mantiene coraggio e capacità di stupire. Al programma L’Aria che Tira gli è stato chiesto un giudizio su Bettino Craxi.

Matteo Renzi © Imagoeconomica, Paolo Lo Debole

Matteo Renzi ha risposto così: “Se ci paragoniamo ai politici di oggi, noi di Italia Viva abbiamo tutte le nostre carte da giocare. Ma con la stessa onestà intellettuale dico che pensando a certi personaggi del passato, rispetto ai politici di oggi, come me, loro sono dei giganti. Mi riferisco a Craxi, a Moro, a De Gasperi. Non metterei nel mio Pantheon Craxi, perché vengo da una cultura che ha sempre visto Craxi come un avversario.

Ma conoscendo di più la sua storia, dico che Craxi deve stare comunque a un posto incredibile della storia del Paese. Aveva capito prima degli altri come l’Europa rischiava la sconfitta. E riconosco anche che lui ha avuto più coraggio di tanti altri. Io non la penso come i populisti, perché sono abituati a dare giudizi in bianco e nero”. Coraggioso.

FLOP

BEPPE GRILLO

E Grillo che dice?”. E’ questa la domanda più ricorrente nel Movimento Cinque Stelle in questi giorni. Il Corsera lo ha riportato benissimo. Come sempre a decidere saranno i soliti: Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Davide Casaleggio e Beppe Grillo.

Beppe Grillo, Luigi Di Maio, Davide Casaleggio © Imagoeconomica

Il quale però effettivamente è molto avaro di esternazioni pubbliche da molto tempo. Ma che succede se i Cinque Stelle vanno sotto il 10% in Emilia Romagna, dove si sta combattendo una battaglia nazionale? Si potrebbe anche fare finta di nulla. In teoria la tattica di Beppe Grillo potrebbe essere anche valida: divide et impera.

Il problema però è che c’è sempre meno da dividere e gli agli big dei Cinque Stelle stanno perdendo peso politico progressivamente. Il fondatore appare nella stessa posizione di Silvio Berlusconi: incapace di prendere atto che la sua stagione politica si è chiusa. Sindrome dell’abbandono.

SILVIO BERLUSCONI

“Se vinceremo in Emilia-Romagna, come credo e spero accadrà, sarà una svolta storica, che va persino al di là della tenuta del governo Conte”. Lo ha detto Silvio Berlusconi in un’intervista a La Verità, aggiungendo che la vittoria del centrodestra “significherà che il sistema di potere costruito della sinistra non tiene più da nessuna parte”. Il problema è uno solo. Se il centrodestra dovesse vincere in Emilia Romagna, non sarebbe certo ascrivibile a Forza Italia, ma alla Lega di Matteo Salvini, che sta oscurando perfino gli alleati. E poi ci sono le percentuali. Ma cosa succede se vince il centrosinistra di Stefano Bonaccini? Se vincono cioè anche Nicola Zingaretti e le Sardine? Il leader di Forza Italia pensa di stare ancora nel 1994. Nostalgico.