I protagonisti del giorno. Top e Flop del 17 marzo 2020

Top e Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

CLAUDIO FAZZONE

«Mai come in questo momento è l’ora dell’unità d’intenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Apprezzo lo sforzo profuso dalla Regione Lazio e dalle varie aziende sanitarie locali nell’allestimento di un piano straordinario di interventi nei vari».

Claudio Fazzone, senatore di Fondi e coordinatore regionale di Forza Italia, ha effettuato uno scatto in avanti sul versante della responsabilità istituzionale. Tendendo la mano a Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, nel momento di massima emergenza da Coronavirus.

Claudio Fazzone. Foto © Imagoeconomica / Stefano Carofei

Poi ha aggiunto: «Purtroppo però vi sono problematiche soprattutto nei territori periferici che richiedono interventi specifici. Mi riferisco per esempio a situazioni come quella di Fondi, un cluster da attenzionare con la massima urgenza».  Fondi è la capitale del consenso politico ed elettorale del senatore. Il quale ha capito che la città rischia di diventare una piccola Bergamo se non si agisce subito e si isola immediatamente il virus. Per questo chiede di effettuare tamponi a tutta la popolazione: per individuare i portatori ed impedirgli in ogni maniera di continuare ad infettare gli altri.

I numeri parlano chiaro: a Fondi ci sono stati più di un terzo di tutti i casi registrati in provincia di Latina: ben 38 dei 105 casi registrati finora.

Per Claudio Fazzone l’occasione sarebbe stata ghiotta. Avrebbe potuto attaccare Nicola Zingaretti ed il suo governo regionale proprio sul fronte della Sanità. Esattamente come stanno facendo Fratelli d’Italia e Lega. Trovarsi nel centro della tempesta, vedere con i propri occhi il virus e non in astratto, lo ha convinto che la strategia giusta era l’esatto contrario. Niente politica sui morti e gli infettati. Un passo avanti.

TONINO MAGNAPERA

Al prossimo compleanno gli regaleranno un quadro (molto grande) che ritrae il passo biblico del racconto nel quale Davide uccide Golia. L’informazione televisiva ai tempi del Coronavirus è durissima ed esaltante al tempo stesso.

Le corazzate nazionali si sono attrezzate concentrando le forze per cercare di ottimizzarle. Basta vedere la Rai, ma anche Mediaset. Un discorso a parte, ma fino ad un certo punto, per Sky. Nemmeno per un secondo ha pensato di fare diversamente la piccola Teleuniverso: ha deciso di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Ed ha affrontato l’emergenza ricorrendo alle stesse strategie utilizzate dai colossi nazionali.

Tonino Magnapera

In poche ore è stato messo a punto un piano pragmatico. È stata rivoluzionata la programmazione: sviluppato l’intrattenimento, organizzata la diretta della Santa Messa nel fine settimana, la diretta per il Pontificale da Montecassino, le lezioni per i bambini costretti a stare a casa. Il personale è stato inviato in smart working, le attività sono state concentrate nel bunker della sede principale.

Il tutto nella consapevolezza che nessuno pagherà un solo centesimo per tutto questo e che gli organi di comunicazione saranno quelli che pagheranno in pieno il peso economico della crisi: i loro fatturati sono direttamente proporzionali all’andamento dell’economia.

Tonino Magnapera, che amministra Teleuniverso insieme ai fratelli Domenico, Rocco e Carla, ha motivato tutti ricordando che il dovere sociale delle tv locali è di trasmettere fino all’ultimo secondo: come la banda musicale che suonava mentre il Titanic affondava.

Lo ha fatto grazie alla testardaggine e alla generosità di oltre quarant’anni di storia televisiva che collocano Teleuniverso tra le ultime emittenti storiche nazionali. Sopravvissuta perché ha accettato (e vinto) le sfide impossibili. Grazie al “vaccino” della visione di lungo periodo. E alla “tigna” di non mollare mai. Teleuniverso sta raccontando la pandemia in nostri territori guardando Covid-19 negli occhi. Leggendario.

FLOP

BORIS JOHNSON

Dopo l’approccio soft dell’immunità di gregge, il premier inglese Boris Johnson ha ingranato la retromarcia. Annunciando “misure draconiane”.

Boris Johnson Photo By Andrew Parsons/ i-Images ©

Spiegando: «Si tratta di una nuova realtà, che cambierà in modo sostanziale la vita quotidiana di tutti noi. Non credo che ci sia mai stato nulla di simile in tempo di pace. Chi ha sintomi o ha in famiglia qualcuno con sintomi, così, ha adesso l’obbligo di autoisolarsi per 14 giorni».

Johnson ha chiesto a tutti, inoltre, di limitare i contatti sociali, di lavorare da casa laddove possibile, di non frequentare pub, ristoranti, teatri o musei. «Questo è di particolare importanza per chi ha più di 70 anni, chi ha problemi cronici di salute e chi è incinta».

Insomma, quello che l’Italia sta facendo da settimane. Altro che immunità di gregge. Indietro tutta.

GLI INCOSCIENTI

Continuano ad essere troppi gli assembramenti. Basta dare un’occhiata alle immagini di ieri mattina alla metropolitana di Milano. Ma anche in varie città e paesi dello Stivale. Dove c’è una fetta di popolazione che sembra non voler accettare che le regole vanno rispettate nei dettagli.

Covid-19 Foto © Imagoeconomica /

Anche in provincia di Frosinone ci sono diversi denunciati. Con scuse che se non fossimo di fronte ad una catastrofe imminente meriterebbero uno scenario al cabaret. Chi va in giro rischia di infettare gli altri, non sapendo di essere portatore del virus. Oppure di prenderselo da altri e poi portarlo a casa infettando genitori e figli, nonni e nipoti. Come sta accadendo e come stiamo scoprendo poco alla volta.

Non si capisce per quale motivo si debbano continuare a tenere certi comportamenti irresponsabili e nocivi alla salute. Degli altri oltre che della propria. Il tutto il centrosud si teme il picco dei contagi per via di quelli che, due settimane fa, hanno deciso di andare via da Milano e non si sono messi in quarantena. Eppure, c’è chi prosegue. Inqualificabili.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright