I protagonisti del giorno. Top e Flop del 17 ottobre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

 MASSIMO GALLI

In Italia c’è il maledetto vizio di denigrare chi capisce di più e vede in prospettiva. Additandolo, nel caso della pandemia, perfino come uno iettatore. Ma la realtà è che Massimo Galli, virologo dell’ospedale Sacco di Milano, aveva previsto tutto. E, come Cassandra, non è stato ascoltato e creduto.

Massimo Galli

Oggi però lo fa notare. Dice: «Tra 15 giorni saremo come la Francia»«Guardi, siamo nelle peste – spiega a Repubblica –. Sto cercando di occuparmi di tutti i pazienti che ho qui. Mi pare un tragico dejà vu. Lo temevo già da agosto, speravo di sbagliarmi e invece… La situazione a Milano si sta facendo molto allarmante, al limite della saturazione».

«Abbiamo assoluto bisogno di far funzionare le indicazioni del decreto del governo. Diversamente la strada già tracciata è quella degli altri Paesi europei. Inutile ragionare con i dati di ieri. Dobbiamo guardare le proiezioni, che purtroppo hanno poche probabilità di fallire. Tra quindici giorni saremo come la Francia, la Spagna, il Regno Unito. In più, abbiamo una distribuzione dei contagi in tutto il territorio. E quando cominci a vedere la realtà nelle aree dove la prima ondata ha colpito meno sai che il rimescolamento delle carte di quest’estate creerà grossi problemi. Perché si tratta di aree che non hanno vissuto questa esperienza e non hanno strutture attrezzate». 

Non vuole parlare di lockdown a Natale, «ma forse qualche segnale importante per dire che stiamo andando a sbattere dobbiamo pure darlo». 

Adesso si riempiono le terapie intensive. «Le vittime, ormai lo sappiamo, le vedremo più in là». Invece dei vari comitati di esperti che nulla hanno previsto, il Governo avrebbe fatto bene a sentire gente come Galli.

Competente, non profetico.

NICOLA ZINGARETTI

Poche ore fa ha fatto diramare un comunicato dalla Regione Lazio: «La Regione Lazio non ha assunto alcuna decisione in merito a nuovi provvedimenti per contenere il contagio. E non è prevista alcuna decisione autonoma. Con senso di responsabilità, e secondo un metodo utilizzato da quando è cominciata la pandemia, parteciperà al confronto con il Governo e le Regioni e applicherà tutti i provvedimenti che si decideranno insieme».

Nicola Zingaretti

Un senso di responsabilità istituzionale fuori dal comune. Zingaretti sa perfettamente di essere anche il segretario del Pd, oltre che il Governatore del Lazio.

Ed è fin troppo evidente che ormai non “sopporta” più politicamente il premier Giuseppe Conte. Ma nonostante questo non si sfila, non soffia sul fuoco. Ha dimostrato in questo anno di avere nervi saldissimi. E nel momento più difficile della pandemia il Partito Democratico è l’unica forza di maggioranza che parla al Paese. Nel silenzio dei Cinque Stelle e degli altri.

Ma è chiaro che la pazienza non potrà durare per sempre.

Tenuta nervosa, politica e… amministrativa.

FLOP

GIUSEPPE CONTE

Il Covid sta dilagando, ha rotto gli argini e il presidente del Consiglio non sa cosa fare. Ed è letteralmente accerchiato dalla sua maggioranza. In un clima da scaribarile pazzesco, nel quale il super commissario Arcuri accusa le Regioni di non aver attivato i posti di terapia intensiva e queste ultime procedono in ordine sparso.

L’Huffington Post ha descritto benissimo la situazione.

Giuseppe Conte

Così: «La prima mossa l’ha fatta Vincenzo De Luca ieri sera: chiuse scuole e università in tutta la Campania fino a fine ottobre. Stamattina è Dario Franceschini a intensificare le pressioni: “Ho chiesto ieri al presidente Conte una riunione appena sarà rientrato da Bruxelles per decidere senza indugio nuove misure nazionali per contenere il contagio, ovviamente d’intesa con le Regioni”, dice il capo delegazione del Pd all’Ansa. C’è poi un pezzo del Comitato tecnico scientifico a rincarare la dose: “Alla luce dei nuovi dati emersi e della nuova fase servono misure più stringenti per far fronte al progressivo aumento dei contagi».

«Il Dpcm varato appena due giorni fa è superato dagli eventi. Le linee telefoniche nel governo sono bollenti. Il premier ha seguito per tutta la mattinata la situazione da Bruxelles, dove era impegnato nella conclusione dei lavori del Consiglio europeo. L’ala rigorista del governo, guidata dal ministro della Cultura e dal collega alla Salute Roberto Speranza, sta tirando dalla propria parte la maggioranza dell’esecutivo, spiazzato dall’impennata dei contagi: “Non ci aspettavamo un innalzamento così veloce”, spiega quasi sottovoce un esponente dell’esecutivo».

La realtà è che il Governo in estate ha pensato che fosse tutto finito. E a nove mesi dall’inizio della pandemia nulla è stato fatto per fronteggiare una seconda ondata che era nota a tutti. Il premier ha pensato agli Stati generali a Villa Pamphili e a guardarsi bene dall’utilizzare i soldi del Mes per potenziare la Sanità.

Nicola Zingaretti non può dirlo, ma sostituirebbe Conte in un nano secondo. Il presidente del Consiglio non appare all’altezza del ruolo in una emergenza del genere.

Indifendibile.

CRISTIANO RONALDO

Essere un campione non autorizza ad essere arrogante e irrispettoso del Paese dove si vive, lavora e viene profumatamente pagati. Neppure Cristiano Ronaldo. Oggi ha detto: «C’è un signore in Italia, di cui non ricordo il nome, che dice che non ho rispettato il protocollo, è una bugia, è tutto falso».

Cristiano Ronaldo

Il portoghese ha risposto così via Instagram al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che lo aveva accusato di aver violato le regole per il viaggio di andata e ritorno (salvo poi specificare solo per l’andata) in Portogallo.

«Ho fatto tutto con autorizzazione» ribadisce Ronaldo. Il titolare del dicastero non fa però marcia indietro: «Non ho intenzione di proseguire all’infinito su questo tema. Confermo quanto detto relativamente all’abbandono dell’hotel di alcuni giocatori della Juventus, basandomi fra l’altro sulle comunicazioni della società alla Asl di Torino».

Più tardi, all’agenzia Ansa, ha aggiunto: «La notorietà e la bravura di certi calciatori non li autorizza ad essere arroganti, irrispettosi verso le istituzioni e a mentire. Anzi, più si è noti più si dovrebbe avvertire la responsabilità di pensare prima di parlare e di dare il buon esempio».

Infatti è così, indipendentemente dal capire se il codice è stato violato oppure no. Ronaldo è un fuoriclasse del calcio, non il Re Sole.

Ridimensionato. E parecchio.

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